BENI CULTURALI
I percorsi storici di fondovalle ed il progetto pilota di Arnad: una nuova concezione del turismo.
TURISMO CULTURALE E AMBIENTALE
di Fausta Baudin
Il centro di Issogne raccolto intorno al castello.Uno dei problemi più dibattuti ultimamente in Valle d'Aosta è la crisi del modello di turismo tradizionale, quello estivo e natalizio, per intendersi, che si concentra su alcune zone molto conosciute ed eccessivamente sfruttate, creando problemi di sovraffollamento in alcuni periodi per poi lasciare vuote seconde case e alberghi il resto dell'anno.
Altrove (ad esempio nelle regioni Emilia Romagna, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e in molti paesi europei) si è già pensato da anni ad investire su un altro" turismo, a programmare l'afflusso di visitatori lungo tutto l'arco dell'anno e su tutto il territorio; finalmente anche da noi ci si sta arrivando.
Partendo dal presupposto che esiste in Valle d'Aosta una notevole quantità di risorse naturalistiche e di emergenze storiche, inserite in un contesto umano ricco di tradizioni popolari e di cultura materiale, non ancora conosciute e valorizzate in funzione turistica, e che, d'altra parte la domanda di un prodotto turistico caratterizzato in questo senso sta considerevolmente crescendo, l'Assessorato all'Ambiente e la Soprintendenza ai beni culturali hanno promosso un piano di valorizzazione degli elementi di pregio dal punto di vista ambientale, storico, architettonico, artistico ed etnografico diffusi sul fondo-valle, nella zona compresa tra Pont-Saint-Martin e Sarre. Il progetto in questione è stato finanziato dalla Regione Valle
d'Aosta grazie ai fondi europei per lo sviluppo regionale destinati a zone colpite dalla deindustrializzazione ("Obiettivo 2") ed è stato articolato nel corso di tre anni.

LE PROPOSTE
Un'immagine invernale del castello di Quart.dello studio, condotto da esperti nel settore dei beni culturali e della programmazione turistica, gli architetti Franco Pagano, Luigi Bochet, Paolo Rigamonti, il dott. Mario Burgay, la società Valbeni e lo studio RP, consisteva nell'offrire alcune possibili strategie di migliore utilizzo delle risorse locali culturali e ambientali da adottare su iniziativa dell'ente pubblico, in collaborazione con gli operatori locali del settore.
Non si è voluta concentrare l'offerta, come si è invece fatto finora, su una serie di beni singoli sparsi, come castelli o chiese, verso cui indirizzare i turisti, ma si è scelto di puntare ad un coinvolgimento di tutto il territorio dell'area interessata, lungo la valle della Dora.
La fruizione dei beni culturali viene proposta su tre livelli diversi, tra loro complementari.
1) il turismo tematico indirizzato alla fruizione culturale sul fondo valle, orientato su tre temi forti: l'archeologia romana e preromana, il Medioevo (i castelli) e il gotico (arte plastica e figurativa).
2) i percorsi ambientali e culturali, con la funzione di promuovere la fruizione integrata di beni culturali e ambienti naturali, percorsi realizzabili in auto, in bici e a piedi.
3) i microsistemi del turismo culturale, aree comprese nel territorio di uno o più comuni, che raggruppano al loro interno i beni culturali più conosciuti o più pubblicizzati. A partire da questi beni che dovrebbero fungere da attrattiva principale, si intende promuovere la conoscenza e la fruizione, anche e soprattutto, dei beni cosiddetti minori, ma altrettanto ricchi di motivi di interesse. Queste aree dovrebbero essere in grado di offrire anche strutture di ospitalità e di servizi per il turismo.
I microsistemi scelti sono quelli di Aosta, che offre esempi di beni culturali di tutte le epoche, dalla preistoria al Medio Evo, all'età moderna fino all'epoca contemporanea, Fénis, la zona Verrès-Issogne-Arnad e infine l'area Pont-Saint-Martin-Perloz-Donnas-Bard.

IL PROGETTO PILOTA DI ARNAD
L'arco d'Augusto ad Aosta.All'interno del progetto generale di valorizzazione dei beni culturali, è stato realizzato un percorso-pilota nel comune di Arnad, scelto sia per la sua rappresentatività della bassa valle, in generale, sia per la quantità di beni culturali e di attrattive ambientali qui presenti.
L'obiettivo degli ideatori era di far diventare questo progetto un significativo esempio di intervento sia sul piano delle strutture e delle infrastrutture, sia su quello della commercializzazione dell'offerta turistica e di dimostrare che il turismo cosiddetto minore poteva produrre positive ricadute economiche in loco.
Gli interventi sui singoli beni culturali sono stati limitati alla sistemazione dell'area retrostante l'abside della chiesa romanica di San Martino e alla collocazione di ponteggi e impalcature per passerelle sul castello superiore dei Valleise; si è invece puntato molto al ripristino e alla manutenzione dei sentieri sui percorsi culturali scelti, nonché alla predisposizione di un'adeguata segnaletica turistico-informativa da collocare nei pressi degli edifici o dei siti da valorizzare, alla partenza e lungo i percorsi. Un parcheggio di una cinquantina di posti auto è stato infine realizzato a Moulin de Va, all'inizio della mulattiera per Machaby.
I percorsi che sono stati attrezzati sono il circuito Prouve-PonteilleProuve, di grande interesse storico, che collega il borgo di Villa, il castello Valleise e il castello superiore, la mulattiera che si snoda tra Machaby, il colle della Cou e Albard di Bard, interessante sia dal punto di vista ambientale sia per le costruzioni religiose di vario tipo (dal santuario di Machaby alle cappelle di frazione agli oratori disseminati lungo la mulattiera) e le numerose fortificazioni che vi si incontrano e infine il sentiero Bonavesse-Barme che attraversa villaggi ancora intatti e offre la possibilità di osservare numerosi e pregevoli esempi di case tipiche con i loro annessi rurali con funzioni diverse, dallo stoccaggio di fieno, all'essiccazione di castagne, alla battitura del grano. Gli ultimi interventi, di carattere
sportivo, previsti nel progetto-pilota consistono nella realizzazione di un centro di sport fluviali, situato a Issogne e nella segnalazione di alcuni percorsi ciclabili tra Arnad, Verrès e Issogne.
Per promuovere adeguatamente questa iniziativa-pilota è stato realizzato un cofanetto che raggruppa i percorsi culturali predisposti all'interno del comune di Arnad, e ne presenta altri distribuiti sul territorio della bassa valle.
Questa nuova offerta, pubblicizzata sulle riviste del settore e su alcuni quotidiani, con lo slogan "L'altra Valle d'Aosta", si avvale di un logo che accosta una montagna ad una palma, pianta insolita per queste latitudini, ma che proprio in questa zona cresce, così come la mimosa e l'agave, grazie al clima estremamente mite.

I PERCORSI CULTURALI
I percorsi pubblicizzati puntano proprio su un diverso e nuovo modo di concepirne la fruizione:
non più monumenti singoli isolati dal contesto circostante ma un'area geografica con tutti gli elementi ambientali, culturali e storici che la compongono.
Gli itinerari proposti collegano villaggi tradizionali, centri storici di primaria importanza, castelli medievali, chiese, miniere, case nobili e fortificazioni militari, il tutto attraverso ecosistemi diversi. Percorrendoli si possono osservare panorami grandiosi, angoli suggestivi, attività umane tradizionali ancora praticate quotidianamente.
Per esempio, nel parco del Mont Avic il turista sarà guidato sì a scoprire i boschi di latifoglie e di conifere che incontrerà tra Champdepraz e il lago di Pana o a godere di uno splendida visuale sulla Valle d'Aosta dalla vetta del Monte Barbeston, ma verrà anche invitato a notare i segni dell'attività metallurgica qui fiorente nel XVIII secolo. Da Emarèse si propone al visitatore una piacevole escursione in mountain-bike sulle strade che costeggiano due antichissimi rus (ru d'Arla e ru Revettaz); a Montjovet una affascinante camminata tra il borgo medievale e i due castelli di Saint-Germain e Chenal in posizione dominante o ancora sui resti del tracciato della strada romana in costa tra le frazioni di Toffo e Balmas oppure sulla suggestiva mulattiera tra Ciseran e Grand-Hoel.
I ventitré percorsi storici predisposti per questo progetto, in buona parte ripresi da quelli già realizzati negli anni scorsi dalla Valbeni per la Soprintendenza ai beni culturali e per alcuni enti locali, sono descritti in altrettanti opuscoli raggruppati in un cofanetto che contiene anche una cartina e tre schede introduttive sulla storia, sull'architettura rurale e sulle colture tradizionali (castagno e vite) della bassa valle d'Aosta. Interessano i comuni di Emarèse, Montjovet, Champdepraz, Verrès, Arnad, Bard, Donnas, Pont-SaintMartin, Perloz, Lillianes e Fontainemore.
 

UN PERCORSO DI 2000 ANNI: PONT-SAINT-MARTIN DONNAS - BARD
Punto di partenza dell'itinerario è il ponte di Pont-Saint-Martin primo incontro con la civiltà romana. Legata alle vicende dell'antica rete viaria in Valle d'Aosta, la costruzione del ponte si colloca nel I secolo a.C. La realizzazione della strada tra Eporedia (l'attuale Ivrea) e Augusta Pretoria (Aosta) avviene tra il 31 e il 25 a.C.. Durante la costruzione della rete viaria si fa ricorso a opere di vario genere (ponti, tagli nella roccia) per superare i numerosi ostacoli naturali che il territorio presenta. Una di queste è il ponte di Pont-Saint-Martin che, con i suoi 36,65 metri di corda e 5,82 metri di larghezza in fabbrica, sostiene la strada romana con 4,62 metri di carreggiata.
Il passaggio tra le due sponde del Lys si effettuava sul ponte ancora nel 1876, epoca in cui, grazie al miglioramento della viabilità tra Ivrea e Aosta, viene costruito il nuovo ponte più in basso.
Lasciando Pont-Saint-Martin e inoltrandosi nel comune di Donnas non possono passare inosservati i numerosi terrazzamenti che ricoprono l'intero versante all'adret (versante a mezzogiorno). Giunti a Donnas, si entra nel borgo attraverso la porta medievale. Percorsa tutta la via centrale ci si trova di fronte all'imponente tratto di via romana tagliata interamente nella roccia.
Sorprendente l'arco ricavato nella roccia, forse per evitare sfaldamenti, che ci dà l'indicazione della quantità di roccia asportata. Poco oltre l'arco, una colonna miliaria sulla quale la cifra XXXVI indica la distanza (36 milia peduum= 50 chilometri circa) tra Donnas e Aosta.
Percorsi circa duecento metri di strada statale si riprende la via romana che porta fino al borgo medievale di Bard. Lungo questo tratto si possono vedere i resti di muri realizzati a sostegno della strada consolare. Attraversato il borgo, si giunge alla casa Nicole, grande costruzione con evidenti segni di proiettili in facciata e arco di passaggio; sorreggono la strada grandi costruzioni, in blocchi di pietra poligonali, alte 16 metri e lunghe 58 metri. Raggiunta nuovamente la strada statale, di fronte al ponte sulla Dora, un arco a tutto sesto è incorporato tra le pareti di un locale pubblico. Proseguendo in direzione di Aosta, a un livello inferiore rispetto alla strada attuale, si osservano i resti del ponte romano sul torrente Albard e un tratto di taglio in roccia della via romana che accedeva al ponte.


   
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