ECOSPORTELLO
Produrre calore comporta spesa ed inquinamento. Alcuni consigli forniti dall'Ecosportello per ridurre gli inconvenienti senza rinunciare ai benefici.
AL CALDO RISPARMIANDO
di Vincenzo Di Dato
Bello poter entrare a casa o in ufficio e subire quel dolce impatto caldo, venendo dal freddo che c'è fuori, specialmente durante i nostri inverni. Un po' meno bello è subire un altro impatto: quello sul nostro conto in banca per i consumi elevati, o quello sulla nostra salute per le troppe emissioni nocive che escono dai camini. Dunque, cosa fare per stare al caldo e nello stesso tempo non raffreddare i nostri rapporti con la banca e l'ambiente?

QUALCHE SUGGERIMENTO
Badiamo, innanzitutto, a regolare i ricambi d'aria, in casa o in ufficio, ricordando però che per cambiare completamente l'aria di una stanza di grandezza media sono sufficienti pochi minuti di apertura di una finestra: basta compiere questa operazione ogni tre ore circa. Evitiamo, dunque, di dimenticare una finestra aperta perché nel frattempo siamo andati a fare altro. La notte è utile abbassare le tapparelle o chiudere le imposte, per evitare dispersioni termiche attraverso i vetri. Sarebbe inoltre auspicabile possedere un programmatore individuale per la termoregolazione, che permette di impostare la temperatura interna in funzione della nostra presenza e delle nostre attività. Esistono vari tipi di apparecchi, i migliori dei quali permettono una pianificazione settimanale. Se poi, oltre ad avere un programmatore individuale, abbiamo anche le valvole termostatiche sui termosifoni e magari delle sonde di misura della temperatura nei diversi ambienti, ancor meglio, perché è possibile differenziare anche l'apporto di calore nei locali più esposti al sole rispetto a quelli disposti a nord. A proposito di questi sistemi di regolazione, consigliamo di pensare ad applicarli anche agli impianti che non ne sono dotati. Un loro corretto uso, infatti, permetterà di assorbirne i costi di investimento in un tempo piuttosto breve, grazie ai risparmi ottenuti sui consumi di combustibile. Naturalmente, l'impianto dovrà essere efficiente e in ordine: ogni altro accorgimento diventa vano se la caldaia è troppo vecchia, se la distribuzione è stata mal concepita, se le pompe sono sovradimensionate ed assorbono molta potenza, o se la manutenzione è stata scarsa e la pulizia poca. Una corretta gestione dell'impianto termico, oltre a garantire maggiore risparmio e minore inquinamento, aumenta anche la sicurezza. Bisogna ricordare che il DPR 412/93 prevede espressamente che siano effettuati periodici controlli, obbligatori, sugli impianti termici, definendo anche i principi generali per la corretta progettazione, per l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli stessi.

I COMBUSTIBILI
Un'abbondante nevicata sui tetti di Aosta.Per ciò che riguarda i combustibili, considerando anche le norme vigenti che stanno gradualmente restringendo i limiti per il contenuto di sostanze responsabili delle emissioni inquinanti, è bene per i generatori più piccoli orientarsi su quelli più "ecologici". Le aziende produttrici stanno studiando sempre nuove soluzioni in questo senso, ma occorre essere cauti, perché sotto la definizione di ecologico o verde si comprendono spesso prodotti che, pur rispondendo ad alcune delle caratteristiche di abbattimento delle emissioni, comportano, o possono indurre, problemi di diverso genere. Bisogna, quindi, informarsi a fondo sulle nuove proposte che ci vengono fatte, esigendo un'adeguata documentazione che le ditte serie non hanno problemi a fornire, insieme ad un'assistenza efficiente. Per la riduzione delle emissioni e per il contenimento dei consumi esistono anche apparecchi da applicare agli impianti come i catalizzatori che essenzialmente rendono più efficiente l'impianto di distribuzione del fluido, garantendone anche un certo grado di pulizia.
Una certa attenzione, inoltre, deve essere posta all'eliminazione del calcare della parte idraulica. La sua presenza riduce le prestazioni dell'impianto e ne accorcia sicuramente la vita. Anche per ovviare a questo problema, esistono interessanti sistemi elettromagnetici che evitano l'uso di additivi e di materiali di consumo. Infine, sono disponibili, attualmente, centraline di controllo e programmazione per la gestione, anche a distanza, delle centrali termiche di condominio o di blocchi di edifici, il che permette di sfruttare tutte le potenzialità degli impianti, aumentando l'efficienza e tagliando drasticamente gli sprechi, con un investimento relativamente contenuto e ammortizzabile.
Per concludere, non dobbiamo dimenticare che ogni intervento per il contenimento dei consumi deve essere accompagnato da adeguate misure per la coibentazione degli edifici, possibilimente utilizzando materiali biocompatibili.

 

CHE COS'È QUESTO MISTERIOSO DPR 412/93?
A seguito della legge 10/91, è stato emanato un decreto applicativo per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti negli impianti di riscaldamento ad uso civile. Questo decreto ha diviso il territorio nazionale in sei zone climatiche in funzione dei gradi-giorno riscontrabili in ciascuna zona. I gradi giorno indicano la somma delle differenze tra la temperatura ambiente, convenzionalmente fissata a 20°C, e la temperatura esterna giornaliera. In Valle d'Aosta ci sono zone E e zone F: nelle zone E sono raggruppati i comuni con gradi-giorno compresi tra 2100 e 3000, nelle zone F quelli con gradi-giorno superiori a 3000. Sono questi quelli più freddi e nei quali non ci sono limitazioni temporali al funzionamento degli impianti termici, mentre in zona E è normalmente' possibile "accendere" solamente per 14 ore al giorno, nel periodo dal 15 ottobre al 15 aprile. Vengono inoltre fissate le temperature ammesse negli ambienti: 18°C. per gli edifici dove si svolgono attività industriali e artigianali; 20°C per le abitazioni e gli uffici, con una tolleranza di 2°C in più. Esse sono il risultato di una media tra le diverse temperature riscontrabili nei singoli ambienti: ad esempio, se in cucina abbiamo 24°C e nel bagno 16°C, la media che ne risulta è di 20°C, quindi nella norma. Infine, nel decreto sono contenute indicazioni relative alle modalità di gestione e di controllo dell'impianto.
A seconda delle dimensioni dell'impianto, è prevista la compilazione di un "libretto di impianto" o di un "libretto di centrale". La responsabilità della conduzione, nel caso di impianti individuali è dell'occupante, mentre per quelli centralizzati è dell'amministratore (o di un "terzo responsabile" designato). La manutenzione deve essere sempre affidata ad un "terzo responsabile" abilitato ed eventualmente iscritto ad un apposito albo. I controlli e le manutenzioni devono essere compiute, di regola, annualmente, o con scadenza biennale per i generatori più piccoli.
 

   
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