Colle Piccolo San Bernardo

 

Il valico del Piccolo San Bernardo, al confine tra Italia e Francia, costituiva uno dei punti nodali della viabilità antica. Come nelle epoche precedenti, anche in età romana e nei secoli successivi, quello per  questo colle si configurava come uno dei più importanti percorsi di attraversamento del settore occidentale delle Alpi.

La strada che risaliva da Augusta Prætoria per raggiungere il passo (Alpis Graia) era caratterizzata da opere importanti, quali sostruzioni, ponti e tagli nella roccia, che permettevano di superare i punti maggiormente sfavorevoli per chi percorreva questo ramo della Via delle Gallie.

All’altezza del colle il percorso antico costeggiava a nord-ovest l’attuale strada statale, dove erano situate le infrastrutture adibite all’assistenza dei viaggiatori e dei loro mezzi di trasporto. Notevoli sono i resti archeologici e le evidenze architettoniche visibili alla sommità del valico e che rimandano a fasi storiche diverse:

Preistoria (cromlech)
Età romana (mansiones, tempio, colonna di Giove)
Medioevo (ospizio, anche se non ci sono prove che la struttura attuale occupi il sedime di quello medievale)
Età moderna (fortificazioni sarde del 1630)
Età contemporanea (il giardino botanico dell’abate Chanoux, i bunker e i blocchi anti-carro della Seconda Guerra mondiale, le dogane e i posti di controllo di frontiera utilizzati prima del Trattato di Schengen).

Vedi anche:
Via delle Gallie

 



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