Aosta, scavi in piazza Roncas

I resti conservati sotto il museo archeologico, già noti da tempo, sono stati presentati al pubblico il 6 giugno 2017 nel corso della prima di un ciclo di quattro conferenze dal titolo “Racconti di un quartiere”, in cui vengono esposti i principali risultati degli scavi svolti in passato e ripresi recentemente per la riqualificazione urbana  di  piazza Roncas ad Aosta.

Come già ipotizzato in passato, le strutture murarie note con il termine di “concamerazioni sostruttive” possono essere attribuite al sistema di fondazione di uno stadio di epoca romana.

Si stratta infatti di una serie di muri paralleli tra loro, delimitanti camere cieche coperte da volte rampanti, che si attestano a est a una grande esedra. La ricostruzione che viene fatta propone quindi di immaginare queste strutture come sostegno per una gradinata curva, così come altri resti strutturali a sud e il terrapieno delle mura a nord permettono di ipotizzare la presenza di altre gradinate lineari. Si viene quindi a creare una grande struttura pubblica, con accesso verso il cardo maximus, che, per tipologia e confronti, può essere identificata come uno stadio, luogo deputato ai giochi atletici.

L’edificio, la cui arena misura 75x30 metri, presentava il lato orientale rettilineo, elemento canonico nella tipologia degli stadi di età romana. Per le sue ridotte dimensioni il confronto più puntuale si trova nello “stadio Palatino” fatto costruire da Domiziano. Tale confronto sembra inoltre pertinente anche per la cronologia attribuita all’edificio aostano: esso venne infatti edificato nella seconda metà del I secolo d.C., in un processo di monumentalizzazione dell’intera città di Augusta Praetoria, e nello specifico, dell’area retrostante il complesso forense.

 



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