Mansiones

Sull'Alpis Graia sono visibili resti di edifici con accesso diretto dalla strada definibili come mansiones: infrastrutture che garantivano l'accoglienza, il ristoro, il pernottamento dei viaggiatori e degli animali da trasporto.
L'esistenza di un annesso luogo di culto è provata dalla presenza di un piccolo tempio gallo-romano (fanum) con cella a pianta quadrata, circondata da un portico.
È probabile che il tempietto fosse dedicato a una divinità locale, forse Ercole, raffigurato su una lamina votiva in argento proveniente dalla cosiddetta mansio occidentale.

A scavi occasionali condotti sul valico nella prima metà dell'Ottocento fecero seguito, nei primi decenni del secolo scorso, campagne sistematiche di indagine da parte della Soprintendenza alle Antichità del Piemonte.
Le campagne di scavo recenti hanno portato in luce i resti di un fabbricato a pianta rettangolare - 18x8 m circa -, diviso al centro da una fila di 5 pilastri come probabile sostegno di un soppalco o di un piano basso in legno. È probabile che anche quest'edificio, ampiamente databile alla prima età romana imperiale, facesse parte della serie di strutture attrezzate per la sosta e il ricovero dei viaggiatori.
Sullo stesso allineamento, a monte del tracciato della Via delle Gallie, si trova la mansio cosiddetta occidentale, nota da tempo, oggi in territorio francese, da cui provengono il busto in argento di Iuppiter Dolichenus e lamine votive.

 



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