EDITORIALE
EDITORIALE
di Franco Vallet
Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche
Come risulta dall'esperienza dello scorso inverno, le valanghe rappresentano uno dei principali rischi naturali nelle Alpi. Il territorio alpino è la zona di montagna più densamente popolata al mondo considerando che, oltre agli abitanti, più di 120 milioni di turisti frequentano ogni anno le stazioni turistiche con un picco di affluenza soprattutto nel periodo invernale.
Negli ultimi decenni, la comunità scientifica ed i servizi tecnici delle amministrazioni locali hanno elaborato numerosi sistemi di protezione contro le valanghe; sistemi che si fondano sulla previsione dei rischi, sull'applicazione di misure di sicurezza e sulla realizzazione di opere di genio civile.
A seguito dei tragici eventi che hanno segnato il mese di febbraio 1999 in tutto l'arco alpino, causando numerose vittime e notevoli danni materiali è indispensabile riflettere a fondo sull'evoluzione scientifica in corso e sull'efficacia degli strumenti tecnici attualmente disponibili.
E necessario, inoltre, stabilire collegamenti efficaci con gli organi di informazione allo scopo di permettere una diffusione adeguata e tempestiva delle notizie utili ad evitare il pericolo.
Questo, permetterebbe di costruire un'immagine realistica dei pericoli legati alla frequentazione della montagna, promuovendo una conoscenza più approfondita delle forme di prevenzione attuate dagli enti preposti alla tutela della sicurezza.
Per queste ragioni, la Regione Valle d'Aosta in collaborazione con l'Associazione Interregionale per il coordinamento delle attività inerenti la Neve e le Valanghe (AINEVA), ha deciso di organizzare il 13 e 14 dicembre 1999 a Saint-Vincent una Conferenza internazionale sulla gestione del rischio valanghe.
La conferenza si propone di definire un quadro dei sistemi tecnici e delle procedure organizzative adottate dai diversi paesi per gestire il problema delle valanghe.
Nelle varie sezioni di lavoro saranno esaminati alcuni dei casi più rappresentativi verificatisi durante l'inverno scorso nelle Alpi e sarà fatto il punto sull'evoluzione scientifica del settore, sulle strutture operative e gli strumenti di gestione.
Le caratteristiche della nostra regione ci hanno spinti a farci promotori di questa iniziativa che auspichiamo possa contribuire ad incentivare lo studio e la conoscenza di questi fenomeni naturali, così come a migliorare l'informazione e la comprensione relativa principalmente alla percezione del pericolo potenziale esistente in montagna ed ai diversi gradi di allarme.

 
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