Flavescenza dorata della vite in Valle d'Aosta

La Flavescenza dorata è una malattia epidemica della vite provocata dal fitoplasma Grapevine flavescence dorée phytoplasma. I fitoplasmi sono microorganismi procarioti affini ai batteri, ma privi di parete cellulare, che non possono sopravvivere a contatto con l’aria, ma restano perennemente confinati nelle piante ospiti o nel corpo del vettore specifico. La trasmissione dei fitoplasmi e delle malattie da essi provocate avviene attraverso insetti dotati di apparato boccale pungente succhiante. Nel caso della Flavescenza, il vettore è lo Scaphoideus titanus (Ball).

Le infezioni di Flavescenza dorata determinano alterazioni nel metabolismo della vite che comportano modificazioni degli organi vegetativi (arrossamenti, ingiallimenti, ispessimenti delle lamine fogliari, ecc.) Il danno più grave è la perdita di produzione della vite. In casi estremi si può arrivare anche alla morte della pianta.

La Flavescenza dorata della vite è regolamentata a livello nazionale dal Decreto del  Ministro delle Politiche Agricole e Forestali 31 maggio 2000 (G.U. 10 luglio 2000, n. 159) Misure per la lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite, che impone il monitoraggio territoriale e la lotta alla malattia e al suo vettore. 

 

COME RICONOSCERE LA FLAVESCENZA DORATA

I sintomi possono essere confusi con la malattia detta legno nero o bois noir, altra fitopatia che, a differenza della Flavescenza, non è oggetto di lotta obbligatoria. Per ottenere una diagnosi sicura occorre sottoporre le piante sintomatiche ad analisi di laboratorio.

Gli organi interessati dai sintomi sono i grappoli, i tralci e le foglie. I sintomi possono essere specifici o aspecifici: aspecifici sono lo stentato germogliamento, la presenza di gemme cieche, lo stentato sviluppo fogliare e il disseccamento delle infiorescenze o dei grappolini. Sono, invece,  sintomi specifici gli arrossamenti o ingiallimenti delle foglie – chiamati genericamente giallumi – che si manifestano verso il mese di luglio o, in annate particolarmente calde e siccitose, anche a partire da metà giugno.

Principali obblighi per i viticoltori nelle zone focolaio

  • Estirpare tempestivamente qualsiasi pianta che presenti sintomi sospetti di flavescenza, anche in assenza di analisi di conferma;
  • Eseguire uno o più trattamenti contro “Scaphoideus titanus”, sulla base delle indicazioni dell'Ufficio servizi fitosanitari;
  • Denunciare immediatamente all'Ufficio servizi fitosanitari ogni caso sospetto di flavescenza nei vigneti di propria competenza.

 

 

La cura delle piante malate non è tecnicamente possibile, poiché il fitoplasma responsabile della malattia non può essere combattuto con l’uso di fitofarmaci. Le piante malate devono, quindi, essere estirpate e distrutte.

Il vettore della Flavescenza, lo Scaphoideus titanus (Ball), è una cicalina che si nutre della linfa della vite senza provocare danni apparenti alle piante. Per ridurre il rischio di diffusione della malattia occorre innanzitutto abbattere le popolazioni di Scaphoideus con l’uso di insetticidi, anche biologici. L’insetto, come risulta dai monitoraggi, è presente nei vigneti della Valle d’Aosta con popolazioni che variano per intensità da zona a zona.

Nel 2006 si è verificato il primo ritrovamento di Flavescenza su barbatelle di provenienza extraregionale. Gli interventi di lotta e profilassi imposti con l’applicazione del decreto di lotta obbligatoria nel 2007 hanno consentito di eradicare tali focolai, ma nel 2012, 2014 e 2015 si sono  verificati altri ritrovamenti del fitoplasma, che hanno reso necessario l'istituzione delle seguenti zone focolaio:

  1. zona di Issogne-Verrès, istituita con Provvedimento Dirigenziale n. 448 del 12 febbraio 2014;
  2. zona di Gressan-Charvensod, istituita con P.D. n. 3247 del 24 luglio 2012 e ampliata con P.D. n. 1012 del 23 marzo 2015;
  3. zona di Saint-Christophe, istituita con P.D. n. 1012 del 23 marzo 2015;
  4. zona di Arnad, istituita con P.D. n. 1012 del 23 marzo 2015.
  5. ampliamento del focolaio di Saint-Christophe e istituzione delle zone focolaio di Quart e Aymavilles-Sarre-Saint-Pierre con P.D. 662 del 24 febbraio 2016;
  6. zona focolaio di Donnas istituita con P.D. 3320 del 29 luglio 2016
  7. zone focolaio di Aosta e Pont-Saint-Martin istituite con P.D. 1673 del 7 aprile 2017
 



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