TERRITORIO E IMPRESA
POLITICHE EUROPEE: I BANDI "MONTAGNA"
POLITICHE EUROPEE: I BANDI "MONTAGNA"
di Antonella Cisco
Una scultura a Etroubles (progetto “A Etroubles avant toi sont passés”).Il Fondo Sociale Europeo (F.S.E.), organizzato per Assi (A, B, C, D, E) e Misure (A1, A2, D1, D2, ecc.) prevedeva tre campi trasversali d’intervento. Uno di questi era lo sviluppo locale.
Il Programma Operativo Regionale (P.O.R.) 2000/2006, facendoli propri, indicava per lo sviluppo locale: “La strategia regionale assume la dimensione locale come chiave dello sviluppo e dell’occupazione, in linea con gli orientamenti europei... La dimensione locale rappresenterà un elemento chiave nella definizione o riorganizzazione dei servizi, che terranno conto delle specificità locali, delle vocazioni settoriali, delle potenzialità e dei bisogni espressi localmente... Essa (dimensione locale) sarà inoltre considerata l’ambito privilegiato per l’attuazione delle azioni, che dovranno essere fortemente ancorate ai piani e progetti di sviluppo agiti dalle comunità locali… “.
Da questa impostazione ha preso forma a metà del 2003 il primo “Bando Montagna” che invitava a presentare progetti con relativa richiesta di finanziamento, ancorandoli attraverso i requisiti indicati nelle schede progetto all’esistenza di alcuni precisi criteri, che li rendessero il più possibile espressione di esigenze e progettualità avanzate dalle realtà locali. L’obiettivo era di consentire l’elaborazione e la presentazione di progetti che sostenessero la capacità progettuale delle comunità locali, con particolare attenzione a quelle tradizionalmente a minor sviluppo.
Un’immagine di Leo Gasperl, oggetto del progetto “Ritratti valdostani: Leo Gasperl e la sua Cervinia”.Il bando ebbe un buon successo, furono approvati e ottennero un finanziamento oltre 70 progetti.
Nell’autunno del 2005, facendo tesoro dell’esperienza acquisita e in un quadro di ancora maggiore attenzione e interesse manifestato dalle realtà locali, fu promosso il secondo “Bando Montagna”.
Questo secondo bando, che accompagnava la programmazione 2000/2006 verso la sua conclusione impegnando le risorse economiche ancora disponibili, ha visto la presentazione di un numero molto rilevante di progetti di cui oltre 50 approvati e finanziati.

Oggi, che gli ultimi progetti approvati sono in fase di realizzazione e si è concluso il ciclo di programmazione, possiamo ripercorrere questo periodo riflettendo su alcune delle peculiarità che hanno caratterizzato l’insieme dei progetti attuati, naturalmente con le luci e le ombre che sempre si hanno in questi casi.
Una prima importante considerazione, che emerge evidente nel passaggio dal primo al secondo bando, è l’accresciuta capacità di proposta delle amministrazioni locali.
Da partner consenzienti degli enti attuatori, caratteristica che è emersa nel corso della realizzazione di molti progetti del primo bando, i comuni sono cresciuti a protagonisti diretti capaci di elaborare idee, con l’aiuto di professionalità specifiche, coerenti con lo sforzo in atto di valorizzazione di risorse e beni locali che, costituendo un patrimonio peculiare e specifico della propria comunità, potevano rappresentare una spinta positiva alla crescita economica e allo sviluppo locale, in accordo con altri progetti e obiettivi già messi a punto e in vari casi già in fase attuativa.
Si è così passati dai progetti “A Etroubles avant toi sont passés”, “Arnad, la porta in rete”,”Il fortino”, del primo bando, ai progetti del secondo “Antey-Saint-Andrè, Chamois e La Magdeleine”, “Fil Rouge Aosta”, “L’Arc d’Aymaville”, “Montjovet e la valorizzazione dei suoi forni”, “Per lo sviluppo di una comunità accogliente”, “Ricettività diffusa”, “Rallenta! Saint-Denis ti sta aspettando”, “Turisti in rosa” che nel secondo bando montagna hanno rappresentato questa tendenza dimostrando che si tratta ormai di una capacità e di una consapevolezza acquisita da parte di molti amministratori locali.

Un secondo gruppo di progetti, rispondendo alle specifiche che chiedevano di stimolare in modo preciso la creazione d’impresa e nuove opportunità di lavoro in settori emergenti e anche non tradizionali, consentendo la sperimentazione della sostenibilità dei modelli economici ipotizzati, hanno rappresentato la possibilità di formare le persone e di verificare ipotesi di creazione e sviluppo di attività economiche, a volte integrative di altre attività, che altrimenti non sarebbe stato possibile avviare. Fondamentale in questo caso, per la buona riuscita del progetto, si è rivelata la capacità di effettuare una ricognizione precisa e puntuale delle risorse umane attivabili sul territorio oggetto dell’intervento, del loro grado d’interesse e di disponibilità all’attivazione.
In questi progetti è emerso come fondamentale il ruolo degli amministratori pubblici, quali referenti, mediatori informati della propria comunità e capaci quindi di attivare risorse ed energie altrimenti difficilmente individuabili, soprattutto nelle realtà di più piccole dimensioni.
Fanno parte di questo secondo gruppo i progetti “Allein, Doues, Etroubles, Integrazione e sviluppo imprenditoriale”, “Fromagerie haute Val d’Ayas: sapere e sapori”, “Insieme per lo sviluppo”, “Microfiliere in agricoltura, opportunità d’impresa al femminile”, “Case in legno. Utilizzo sostenibile delle risorse forestali di montagna per un abitare sano”, “Turisti con le ali – Progetto di formazione ad operatori turistici di montagna per l’accoglienza dei disabili”, “Ali ai piedi. Nuove pratiche di opportunità di vivere la montagna”, “Far feste. Percorso di formazione on line per l’organizzazione di eventi sul territorio”, “Negozi polifunzionali”, “Progettazione e prima sperimentazione di un marchio collettivo di qualità sul versante valdostano dello spazio Gran Paradiso”, “ Turismo per tutti”.

Infine era anche presente, particolarmente nel primo dei due bandi, la richiesta di presentare progetti che contribuissero, dal punto di vista della diffusione di una cultura identitaria, a rafforzare e sostenere lo sforzo anche culturale che è sempre più necessario per confrontarsi e competere anche sul piano della propria caratterizzazione.
“La terra è giovane”, “Ritratti valdostani: Leo Gasperl e la sua Cervinia”, “Débat Montagne 2004. Ateliers et réflexions à la maison Bruil de Introd”, “Valle d’Aosta in tutti i sensi”, “Virtual museum Vallée”. Questi i progetti realizzati che, in modi diversi e con strumenti diversi, hanno contribuito a sollecitare, promuovere e diffondere valori e specificità della cultura valdostana.

Molti di più di quelli citati sono stati i progetti approvati e realizzati, sia nella misura D3, di cui fanno parte la maggioranza di quelli citati, sia in altre misure, come la C4 che sostenendo la formazione permanente della popolazione adulta, ha svolto un ruolo fondamentale nei confronti della più strategica delle risorse: quella umana.
Infatti se esiste un denominatore comune dei due bandi e forse anche dell’intera programmazione, questo è la centralità delle risorse umane. La loro qualità e adeguatezza alle sfide del futuro è il vero terreno di confronto e probabilmente anche di continuità tra la programmazione 2000/2006 e quella appena iniziata 2007/2013.
   
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