RISORSA ACQUA
Per controllare l'evoluzione dello stato dei grandi serbatoi d'acqua, la Regione ha messo a punto un programma di monitoraggio dei ghiacciai.
GHIACCIAI, IL GRANDE SERBATOIO
di Chiara Bonvicini e Massimo Pasqualotto
Una schermata della Banca Dati Glaciologica, che da informazioni sull'evoluzione dei ghiacciai.Da sempre le masse glaciali giocano un ruolo di rilievo nei comprensori montani sia come serbatoio idrico sia nei riguardi dell'attività turistica e di gestione del territorio in relazione al rischio da esse derivante.
In Valle d'Aosta, secondo quanto pubblicato nel 1961 all'interno del Catasto dei Ghiacciai Italiani, a cura del Comitato Glaciologico Italiano, in base ad osservazioni del 1957-1958, esistevano 205 apparati glaciali. Essi ricoprivano globalmente circa 190 km2 pari a circa il 5,8% del territorio regionale. La massa liquida corrispondente risultava dell'ordine di alcune centinaia di milioni di m3.
Alla luce dei dati censiti, risulta come i ghiacciai costituiscano una fondamentale risorsa d'acqua dolce. Gli apporti idrici da fusione nivoglaciale costituiscono una componente non trascurabile all'interno del bilancio idrologico dei bacini valdostani. Tali afflussi concorrono all'alimentazione di acque ad uso irriguo e idroelettrico e, non meno importante, attraverso la ricarica degli acquiferi anche a quella di acque potabili.
I ghiacciai sono, inoltre, un elemento caratterizzante del paesaggio alpino, e costituiscono un fattore di attrazione e una risorsa per l'escursionismo, l'alpinismo, lo sci estivo ed invernale.
Inoltre, a causa della sempre maggiore frequentazione turistica dell'alta montagna e della progressiva espansione delle aree antropizzate in settori montani, i ghiacciai possono anche costituire un elemento di rischio. Varie tipologie di fenomeni legati alla dinamica glaciale possono mettere a repentaglio l'incolumità dei frequentatori e la sicurezza di manufatti, piste da sci, percorsi turistici.
Mossa dalla constatazione della rilevanza delle masse glaciali in seno all'ambiente alpino, la struttura competente dell'Amministrazione Regionale ha provveduto ad avviare la costituzione della Banca Dati Glaciologica della Valle d'Aosta, al fine di aggiornare e di organizzare in modo adeguato le informazioni esistenti. In essa si acquisiscono non solo conoscenze geografiche e morfometriche, ma anche nuove informazioni di carattere più applicativo in un'ottica di gestione della risorsa idrica e del rischio glaciale.
Nella Banca Dati le informazioni di tipo fisico inerenti gli apparati glaciali, quali ad esempio la superficie, l'esposizione, le dimensioni medie, la quota del fronte e le quote medie degli apparati, l'area delle zone di accumulo, la stima dell'E.L.A. (Equilibrium Line Altitude) e altre, sono catalogate per anno.
1993: fronte del ghiacciaio di Pré de Bar (massiccio del Monte Bianco).Dal loro confronto è possibile valutare l'evoluzione, in funzione del tempo, dei differenti parametri registrati e, complessivamente, delle masse glaciali. Una prima indicazione della massa idrica disponibile, quindi, può essere valutata in base a tali dati geometrici.
Informazioni più dettagliate si ricavano, ove disponibili, dai dati di sondaggi, variazioni frontali misurate in relazione a capisaldi e bilanci di massa: tecnica, quest'ultima, che, unitamente all'analisi dei dati climatici, permette di stimare con buona precisione il contributo idrico fornito annualmente dalle masse glaciali e la sua tendenza evolutiva.
A tali informazioni di tipo numerico si aggiunge l'estensione degli apparati nel tempo, desunta da repertori fotografici, fotogrammetrici e cartografici. I perimetri, rappresentati con cromie differenti in base all'anno a cui si riferiscono, evidenziano arretramenti, sdoppiamenti ed eventuale scomparsa di apparati. A scala regionale si apprezza una generale tendenza all'arretramento.
Il caso del Ghiacciaio Grand Neyron (Gruppo del Gran Paradiso) mostra come un unico ghiacciaio storico abbia dato origine, a causa dell'arretramento, ai due apparati attuali.
In un'ottica di gestione territoriale, trovano collocazione nella Banca Dati anche informazioni riguardanti eventi catastrofici pregressi relativi ai singoli apparati storici.
La Banca Dati Glaciologica rappresenta quindi uno strumento di supporto alle decisioni, in particolare per quanto concerne tutti quegli aspetti inerenti le attività antropiche relazionate alla risorsa ed al rischio "ghiaccio". In tale senso la conoscenza ordinata e completa delle informazioni potrà essere utilissima in tutte quelle attività che le amministrazioni pubbliche attueranno in termini di controllo e monitoraggio delle masse glaciali e dei fenomeni ad esse correlate. In particolare gli aspetti concernenti il rischio glaciale e di conseguenza gli aspetti di protezione civile potranno essere sviluppati adeguatamente per far fronte a possibili situazioni caratteristiche di un ambiente alpino di alta quota, quali seracchi pericolanti, svuotamento di laghi glaciali, frana in roccia con coinvolgimento di ghiaccio e valanga di neve, ghiaccio e roccia, caduta di materiale della morena galleggiante all'esterno del cordone morenico, crollo di fronte glaciale.
Inoltre, le informazioni contenute nella Banca Dati Glaciologica forniranno un prezioso supporto a tutti quegli studi volti all'approfondimento conoscitivo dei ghiacciai sia in termini di controllo delle variazioni fisiche (indagini geofisiche, bilanci di massa, variazioni delle fronti glaciali, ecc.) sia delle caratteristiche chimico-fisiche e della loro influenza sull'approvvigionamento idrico delle falde di fondovalle e dei corsi d'acqua. Tale attività di ricerca riveste importanza primaria nell'ottica di una valutazione del "deflusso minimo vitale", conformemente al vincolo normativo che regolamenta la derivazione delle acque da corpi idrici.

   
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