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Arshak Sarkissian. Angeli e Demoni
L’esposizione, a cura di Dominique Lora, è dedicata all’artista armeno Arshak Sarkissian, figura emergente dell’arte contemporanea, e presenta una ricca selezione di dipinti, disegni, incisioni e installazioni. Arshak Sarkissian (1981) vive e lavora tra Jerevan e Londra. Ha iniziato giovanissimo la carriera artistica, unendo lo spirito del mondo classico con elementi contemporanei e creando personaggi surreali, tra realtà e invenzione, ispirato dai maestri della storia dell’arte e dalla tradizione popolare armena. La curatrice Dominique Lora così introduce la mostra di Aosta: “L’artista è un figlio emblematico della sua epoca poiché ha conosciuto la fine dell’impero sovietico e la complessa transizione che ne è risultata. Come un ricercatore polifonico che sconfina oltre la dimensione progettuale del lavoro, sperimenta e alterna mezzi espressivi quali pittura, disegno, grafica, scultura e installazione, giocando con segni, simboli e materiali che, come idiomi babelici, si confondono, si sovrappongono e si riorganizzano. La sua visione del mondo inizia e si compie attraverso opere pregne di memoria, di colori, di forme antiche e moderne, permeate di umorismo e dense di drammaticità collettiva”. Le composizioni di Sarkissian sono animate da bizzarre figure, saltimbanchi, popolani, cantastorie, folli, pescatori, scimmie, strani animali antropomorfi o ancora creature stravaganti e fenomeni da baraccone, accarezzati da una luce fissa e assorta. L’artista ritrae soggetti inconsueti, il cui corpo si fa spesso emblema, mezzo espressivo essenziale a cui è conferita una bellezza straniante. Personaggi grotteschi in pose classicheggianti, con volti dall’espressione composta, rivelano il dramma di un’umanità magnetica che attrae. La sua iconografia è ispirata alla quotidianità e a un mondo familiare, trattato con un distacco malinconico che conferisce ai suoi soggetti un’aura magica, inafferrabile, irreale. “La pittura di Arshak - scrive in catalogo Daria Jorioz, dirigente delle Attività espositive - si è nutrita della lezione di inquieti maestri quali Jieronymus Bosch, Francisco de Goya ed Ernst Ludwig Kirchner, ha guardato alla dimensione onirica del Surrealismo e in particolare a Max Ernst, si è lasciata ispirare da tutta la storia dell’arte, forse anche dalle disturbanti fotografie di Diane Arbus e dalle stranianti visioni di Matthew Barney, per giungere a una sintesi personale ed efficacissima, che ci consegna una visione del presente complessa ma anche solidamente radicata nel passato, di cui vengono colte e rielaborate suggestioni artistiche molto diverse tra loro, senza alcuna preclusione”. In mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta sono presentati anche disegni e incisioni ispirati al soggetto dei Freak Shows e ai Caprichos di Francisco de Goya. In questa serie di lavori Sarkissian si allontana dalle gioiose composizioni che lo contraddistinguono per sperimentare una nuova qualità strutturale. Lo spazio mentale dell’opera diventa una mappa immaginaria in cui l’artista riorganizza e traccia i propri sogni, le proprie geografie, le proprie architetture. La base del suo lavoro sono le fotografie di archivio degli artisti di spettacolo, i cosiddetti Freaks, resi famosi al grande pubblico dall’omonimo film di Tod Browning del 1932. Ispirandosi alla documentazione ottocentesca in bianco e nero, Arshak esplora l’origine e il carattere del corpo contemporaneo, richiamando rappresentazioni corporee e forme dell’anatomia umana ormai quasi dimenticate. La mostra è arricchita infine dall’installazione Anime Immaginarie, una scenografia teatrale composta da maschere e costumi misteriosi, inquietanti ma anche magici e liberatori, che mettono in scena un incontro tra umanità e natura, bellezza e bruttezza. L’installazione evoca una fantasia creativa che ricorda da vicino maestri del passato come Arcimboldo, Gustave Moreau e, più di recente, opere cinematografiche come Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick. Ogni personaggio esprime uno stato di ambiguità tra finzione e realtà, tra amore e morte, muovendosi con eleganza nello spazio entrando in un dialogo armonioso con l’architettura del Centro Saint-Bénin di Aosta. L’Assessore Jean-Pierre Guichardaz afferma: “Siamo lieti di ospitare un giovane artista emergente quale Arshak Sarkissian, che ci consente di dedicare uno spazio importante della nostra programmazione culturale estiva 2022 all’arte contemporanea e di far conoscere un paese quale l’Armenia, di cui quest’anno si festeggiano i trent’anni di relazioni diplomatiche con l’Italia. L’arte e la cultura rappresentano da sempre uno stimolo fondamentale per il dialogo, la crescita e la pace tra le nazioni”. L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano, francese) edito da Sagep, con testi di Dominique Lora e di Daria Jorioz, acquistabile in mostra al prezzo di 20 euro. La mostra, prodotta da Glocal Project Consulting di Roma, ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia. Arshak Sarkissian Vive e lavora tra Jerevan e Londra. Si esprime prevalentemente con pittura, disegno e scultura. Ha tenuto diverse mostre personali in gallerie e musei in tutto il mondo. La sua prima mostra personale è stata presentata nel 1998 al National Center of Aesthetics after Henry Igityan a Jerevan. Da allora, le sue opere sono state esposte alla Albemarle Gallery di Londra, alla Gavriel Gallery di Brema, alla Mildberry Gallery di Mosca, alla Vendôme Gallery di New York, alla AC Gallery di Lubiana, alla Opus 39 Gallery di Nicosia, al Ljubljana Museum of Modern Art, alla Tufenkian Gallery di LA e alla Charlie Smith Gallery di Londra. Sempre a Londra ha ricevuto il prestigioso Anthology Prize. Recentemente Sarkissian ha presentato una serie di progetti personali alla Quadriennale di Praga, alla Biennale Internazionale di Gyumri e al Pharos Contemporary Center di Cipro. All’artista è stata commissionata un’opera per il terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale di Zvartnots in Armenia. Nel 2005 è stato insignito del Presidential Prize come miglior giovane artista armeno. Sue opere fanno parte della collezione permanente di mecenati internazionali, tra cui la Francis Bloomberg Collection di New York, la Collezione Saatchi di Londra e la Collezione Nicos Pattichis di Nicosia·

- Aosta
30 Luglio 2022 - 6 Novembre 2022

CULT21: Fotografare il mondo oggi
L’Assessorato Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 8 luglio 2022, alle ore 18, presso la sede espositiva Hôtel des États di Aosta, verrà inaugurata la mostra CULT21: Fotografare il mondo oggi – The Families of Man che presenta le immagini del concorso fotografico nazionale, dedicato agli artisti residenti in Italia dai 18 ai 35 anni, svoltosi nel 2021. Il contest fotografico richiedeva di inviare un’immagine inedita con temi di forte attualità, connessi alle sezioni dell’esposizione The Families of Man, aperta al Museo Archeologico Regionale nel 2021, quali “La fine della modernità: la globalizzazione e il ripensamento dell’identità”, “Il mondo connesso: dalla virtualità alla sostenibilità” e “La pandemia: la resilienza e la ripartenza”. Le foto selezionate dalla Giuria saranno premiate durante l’inaugurazione della mostra con il catalogo che raccoglie tutte le immagini in concorso. La Giuria che ha esaminato i lavori pervenuti era composta da: Andrea Alborno (fotografo), Angela Madesani (docente, curatrice e storica dell’arte), Luciano Seghesio (designer e gallerista). La mostra CULT21: Fotografare il mondo oggi, che rimarrà aperta fino al 2 ottobre 2022, è arricchita da un catalogo illustrato bilingue italiano-francese, curato da Daria Jorioz, pubblicato dalla Tipografia Duc, acquistabile in mostra al prezzo di 15 euro. Per approfondimenti www.concorsocult.it.

Sala espositiva dell’Hôtel des Etats - Aosta
9 Luglio 2022 - 2 Ottobre 2022

Espressionismo svizzero. Linguaggi degli artisti d’Oltralpe
Ponendosi all’avanguardia per le proposte espositive a livello nazionale, il Museo Archeologico Regionale di Aosta presenta al pubblico per la prima volta in Italia una mostra d’eccezione, frutto della collaborazione scientifica con uno dei più importanti musei d’arte elvetica, il Kunst Museum di Winterthur. Dal 25 giugno al 23 ottobre 2022 il Museo Archeologico Regionale di Aosta accoglierà un’esposizione che si propone di raccontare una stagione straordinaria ma ancora poco conosciuta dell’arte del Novecento, quella dell’Espressionismo svizzero. La mostra, promossa dall’Assessorato Beni culturali Turismo, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta, è curata da Daria Jorioz, Andrea Lutz e David Schmidhauser. Grazie ai prestigiosi prestiti provenienti dal Kunst Museum di Winterthur e da una serie di importanti nuclei collezionistici museali e privati svizzeri, la rassegna riunisce per la prima volta capolavori provenienti da tutta l’area geografica elvetica, includendo sia il Ticino sia la zona della Svizzera francese, fino ad ora poco conosciuti dal grande pubblico. Nei primi anni del Novecento furono numerosi gli artisti di provenienza elvetica che trovarono nell’estetica cruda e nei colori forti e simbolici tipici dell’Espressionismo piena espressione di sé e del tempo in cui vivevano. Il movimento si sviluppò gradualmente - dagli inizi alla prima metà del Novecento - in diverse aree geografiche del paese, tanto da definire approcci espressivi e tendenze stilistiche molto diverse tra loro che portarono alla definizione di numerosi gruppi di artisti, per cui si può parlare di ‘plurilinguismo elvetico’. Se da un lato l’influenza del vicino Fauvismo francese si manifestava nei lavori dell’artista Cuno Amiet, precursore dell’Espressionismo svizzero, e a Ginevra nelle intense gamme cromatiche del gruppo Le Falot, dall’altro l’esperienza tedesca del Die Brücke ebbe riscontro nel gruppo lucernese Der Moderne Bund e in quello sorto a Basilea dei Rot-Blau, più interessati al valore simbolico del colore. Ad Ascona, inoltre, si formò il gruppo dell’Orsa Maggiore, rivolto alla rappresentazione dell’idilliaco paesaggio ticinese. Tuttavia, furono numerosi anche quegli artisti che perseguirono una ricerca individuale senza aderire ad alcun gruppo e affrontando i temi più vari: dalla politica alle questioni sociali, dalla sofferenza della guerra alla rappresentazione paesaggistica. Tra gli artisti in mostra non mancano straordinarie figure femminili come quella di Alice Bailly, che verranno valorizzate nel percorso espositivo mostrando ancora una volta un aspetto poco esplorato delle avanguardie europee del Novecento. Il pubblico avrà l’opportunità di ammirare capolavori quali Il grande carosello di Louis Moilliet, Paesaggio a Mendrisiotto di Hermann Scherer, e altre importanti opere dall’inconfondibile tratto crudo tipico della stagione espressionista, come Interno con tre donne di Albert Muller, La lettrice di Hans Berger e il celebre Primavera Grigia di Alice Bailly. Espressionismo svizzero è una grande mostra che ha l’ambizione di riunire la straordinaria varietà di tendenze stilistiche e forme espressive legate all’Espressionismo svizzero del primo Novecento. Un’occasione unica per poter esporre, per la prima volta in Italia, capolavori di una delle avanguardie più significative del XX secolo mai usciti prima d’ora dal territorio elvetico. La mostra, prodotta da Expona di Bolzano in collaborazione con Contemporaea Progetti di Firenze, è accompagnata da un catalogo bilingue italiano/francese edito da Silvana Editoriale con saggi di Daria Jorioz, Caesar Menz, David Schmidhauser, Andrea Lutz, che contiene le immagini di tutte le opere in mostra e sarà acquistabile al prezzo di 26 euro.

Museo Archeologico Regionale - Aosta
25 Giugno 2022 - 23 Ottobre 2022

 




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