EDITORIALE
EDITORIALE
di Franco Vallet
Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche
L' uomo primitivo, cacciatore, non aveva una sede fissa: era un nomade che si spostava sul territorio seguendo lo spostamento dei branchi di animali che gli fornivano il nutrimento, così come ogni altra specie si sposta inseguendo le sue prede.
L'uomo ha iniziato ad avere dimora stabile da quando ha incominciato ad allevare gli animali e a coltivare la terra, cioè da quando invece di adattarsi semplicemente all'ambiente naturale ha iniziato a trasformarlo per renderlo più favorevole alla propria vita e per proteggersi dai suoi rischi.
Nonostante le battaglie e le sconfitte, un po' da un lato e un po' dall'altro, l'uomo e la natura non sono mai stati dei veri nemici, quanto piuttosto due squadre in gioco, attente a studiare le reciproche strategie e a controllare ogni mossa dell'avversario, ma coscienti che la partita deve chiudere in pareggio.
Anche la scienza contemporanea non considera più l'uomo come un osservatore esterno nei confronti dei processi ambientali:
la stessa nozione di "ambiente" include la presenza e l'attività umana di trasformazione e modificazione continua della natura. Da una visione di un uomo che piega la natura al suo volere, passiamo in quest'inizio di secolo ad una visione in cui l'uomo, parte della natura stessa, cerca dal suo interno di capirne le leggi, di farsene un'alleata, di utilizzare le sue stesse regole per prevederla e indirizzarla; ma con un atteggiamento elastico e prudente, pronto al dietro-front e alla ricerca di sempre nuove tecniche e strategie che gli permettano di mantenere il controllo del gioco.
Nel modificare l'ambiente in cui viviamo la scienza ci invita allora oggi a prestare una particolare attenzione ai processi naturali, così che una volta capite e imparate le regole con cui procede la natura, noi possiamo impadronircene ed utilizzarle a nostro vantaggio nell'operare sul territorio. Non diversamente d'altronde da come per generazioni hanno fatto i nostri antenati che, per lo sfruttamento del territorio agricolo, hanno costruito opere immense in rapporto ai mezzi a loro disposizione, ma realizzate in modo che spesso non riusciamo neppure più a riconoscere dagli assetti naturali.
Con questo spirito è nato questo numero, programmaticamente intitolato "Natura alleata", che vuole essere un primo passo nella riflessione, a partire da esperienze concrete, sul nostro modo di costruire l'ambiente, per scoprire quanti mezzi la natura stessa ci mette a disposizione per garantirci una buona qualità di vita.

 
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