Osservatorio rifiuti
Una panoramica sui differenti sistemi di raccolta dei rifiuti potenzialmente adottabili in una realtà morfologicamente simile a quella Valdostana.
LA RACCOLTA E IL TRASPORTO DEI RIFIUTI: DIVERSI MODELLI DI SERVIZIO
di JEAN LOUIS QUENDOZ
Direzione aziendale e Direzione tecnica della Quendoz S.r.l., azienda del settore dell’igiene urbana.
In quest’ultimo periodo, i temi dell’eco-sostenibilità ambientale sono sempre più al centro dell’at­tenzione in ogni discussione pubblica e privata.
Quest’articolo cercherà di analizza­re, in maniera puramente descrittiva (senza tediare nessuno con analisi numeriche), i differenti sistemi di rac­colta dei rifiuti potenzialmente adot­tabili in una realtà morfologicamente simile a quella Valdostana.
Numerosi dibattiti organizzati dalle associazioni ambientaliste hanno cer­cato di evidenziare le regole, o meglio i “trucchi” per raggiungere le percen­tuali di raccolta differenziata previ­ste per legge (oggi 65%). A fronte di dichiarazioni abbastanza superficia­li sulla possibilità di attivare nuovi modelli di gestione della raccolta e trasporto dei rifiuti in Valle d’Aosta, senza alcun aumento dei costi del servizio, ma anzi con dei risparmi per le tasche dei cittadini, mi sento in do­vere di evidenziare alcuni aspetti che ho potuto approfondire direttamen­te, in oltre 15 anni di lavoro in questo settore.
Non esiste un sistema di raccolta che si possa considerare perfetto per re­altà territoriali differenti; ogni bacino territoriale individuato per la gestio­ne ottimale dei rifiuti (A.T.O.) ha ca­ratteristiche diverse dagli altri e per­tanto necessità di soluzioni puntuali e non riproducibili nel concreto, se non per aspetti puramente generici.
E’ inoltre fondamentale evidenziare che confrontando soluzioni che fan­no riferimento a modelli di servizio apparentemente simili, quali la rac­colta domiciliare dei rifiuti (cosiddet­to “porta a porta”) oppure la raccolta stradale, essi non hanno eguali costi, se realizzati in realtà morfologiche e socio-economiche differenti e soprat­tutto avranno costi sempre maggiori, se rapportati anche solo al recente passato, in quanto vengono svolti attraverso l’impiego di due risorse sempre più costose quali il carburan­te per le attrezzature di raccolta non­ché gli operatori addetti al servizio di raccolta.
Ciò detto è bene essere molto cauti nell’esprimere considerazioni sull’e­conomicità della raccolta domiciliare rispetto a quella stradale e sull’ipotesi di estendere il modello di raccolta do­miciliare a tutto il territorio regionale.
Per capire bene il raffronto che in­tendiamo fare è bene chiarire gli aspetti salienti delle varie modalità di raccolta.
I sistemi di raccolta dei rifiuti più co­muni nelle realtà occidentali sono:
• stradale senza separazione secco/umido;
• stradale con separazione secco/umido;
• porta a porta senza separazione secco/umido;
• porta a porta con separazione sec­co/umido;
• misto, in parte stradale ed in parte domiciliare, con oppure senza sepa­razione secco-umido.

In Valle d’Aosta non è stata attivata la raccolta dell’umido e pertanto riman­gono soltanto tre sistemi di raccolta che analizzeremo rapidamente ma evidenziandone gli aspetti principa­li. Si sottolinea che l’attivazione del servizio di raccolta e trasporto dell’u­mido (senza entrare nel merito del trattamento) comporterebbe dal pun­to di vista organizzativo/gestionale, soltanto la previsione di una nuova tipologia di rifiuto da raccogliere, con i conseguenti costi aggiuntivi (non comportando alcuna modifica all’a­nalisi che seguirà).

Una fase della raccolta rifiuti.
Stradale senza separazione secco/umido.
• Sono presenti soltanto contenitori di grandi dimensioni (da 240 l a 1100 l), dislocati sulle principali strade del bacino oggetto di gestione.
• Il numero, e dunque anche il costo, dei contenitori necessari per soppor­tare la produzione di rifiuti è ridotto a causa della loro maggiore volume­tria.
• Gli automezzi destinati alla raccolta dei rifiuti possono essere di medie/grandi dimensioni, grazie ai minori problemi di viabilità.
• Il numero di automezzi specifici e di addetti alla raccolta dei rifiuti sono in numero ridotto grazie alla capacità di carico maggiore di tali attrezzatu­re che consentono una raccolta più efficiente delle volumetrie prodotte/conferite.
• I tempi di svolgimento dei servizi di raccolta sono ristretti, grazie al ri­dotto numero di punti di raccolta da gestire.

Un operatore provvede al posizionamento di contenitori per la raccolta porta a porta.
Porta a porta senza separazione secco/umido.
• Sono presenti principalmente con­tenitori di medio-piccole dimensioni (da 35 l a 360 l), con poche eccezioni per i grandi condomini (anche 660 l e 1100 l) dislocati presso tutte le unità abitative del territorio.
• Il numero, e dunque anche il costo, dei contenitori necessari per soppor­tare la produzione di rifiuti è decisa­mente elevato, a causa della loro ri­dotta volumetria.
• Gli automezzi destinati alla raccol­ta dei rifiuti devono necessariamente essere di medie/piccole dimensioni, a causa dei numerosi problemi di via­bilità.
• Gli automezzi specifici e gli addet­ti alla raccolta dei rifiuti sono in nu­mero elevato a causa della capacità di carico minore di tali attrezzature che consentono una raccolta meno efficiente delle volumetrie prodotte/conferite.
• I tempi di svolgimento dei servizi di raccolta sono elevati, a causa dell’ele­vato numero di punti di raccolta da gestire e delle maggiori percorrenze da coprire.

Misto, in parte stradale ed in parte domiciliare, con oppure senza sepa­razione secco-umido.
Tale sistema non è altro che un mo­dello “misto” tra i due precedente­mente descritti, ideato per sfruttarne i vari pregi ed eliminarne le criticità. Appare ovvio infatti che ciò che può essere adottato efficientemente in re­altà densamente urbanizzate, non po­trà sicuramente esserlo in altre realtà a ridottissima densità abitativa o ca­ratterizzati dalla presenza di impor­tanti flussi turistici.
Gli obiettivi di raccolta differenziata dovranno pertanto essere perseguiti attraverso un’adeguata modulazione dei suddetti sistemi di raccolta, te­nendo conto in maniera incontrover­tibile che i moderni sistemi di raccolta dei rifiuti saranno sempre più costosi a seconda della complessità organiz­zativa (numero di addetti e di attrez­zature) e della sofisticatezza delle at­trezzature utilizzate (ad esempio per adottare una tariffazione puntuale dei rifiuti effettivamente conferiti da ogni utenza).
È bene, inoltre, evidenziare che tali sistemi di raccolta, sempre più “affi­nati” e volti a perseguire gli obiettivi di legge, sono lo “specchio” dell’inef­ficienza umana e della sua mancanza di buona volontà. E’ inutile negare, infatti, che i più semplici e meno co­stosi sistemi di raccolta dei rifiuti, sa­rebbero nel contempo altrettanto ef­ficienti qualora i cittadini/utenti del servizio di raccolta rifiuti partecipas­sero in maniera attiva e responsabile alla raccolta differenziata dei rifiuti.
È altrettanto vero che, se la normati­va Europea ha posto nella scala delle priorità:
1. riduzione;
2. il riuso;
3. il recupero di materia (riciclaggio);
4. il recupero di energia;
5. lo smaltimento in sicurezza.

È altrettanto vero che la stessa nor­mativa Europea non è ancora riuscita a porre dei vincoli stringenti affinché si persegua adeguatamente la prima di tali priorità: la riduzione!
Soltanto una normativa che si sleghi dagli interessi economici globali po­trà pensare di promuovere un nuovo sistema di gestione delle risorse se­condo i principi di sostenibilità am­bientale.
Ricordiamo infatti che:
• le risorse non rinnovabili debbo­no essere utilizzate il meno possibile e solo nella misura in cui il loro uso porti alla creazione di una risorsa rin­novabile di eguale livello funzionale;
• le risorse rinnovabili possono esse­re utilizzate solo nella misura in cui l’ecosistema è capace di rinnovarle;
• non possono essere immessi nell’ambiente sostanze (rifiuti) in ma­niera superiore alle sue capacità di assorbimento;
• è necessario evitare l’innesco di processi irreversibili.

Tornando al raffronto tra i diver­si modelli di gestione che abbiamo analizzato, risulta chiaro che soltanto un’analisi seria e dettagliata di tutte le variabili che compongono il pano­rama morfologico, socio-culturale, economico e viario di ogni ambito territoriale osservato, consentirà di definire il modello di gestione migliore per quell’area; bisognerà comun­que tenere conto che tale modello non potrà essere “statico” ma dovrà essere decisamente “dinamico” e ca­pace di essere modificato e integrato con la stessa velocità con la quale si modificano le variabili che ne condi­zionano i risultati.
Ogni sforzo tecnico ed economico verrebbe comunque reso vano senza la compartecipazione attiva di ogni utente.
Si tratterà, nel prossimo futuro, di valutare se adottare dei sistemi di controllo preventivo sui conferimenti (sistemi puntuali di tariffazione), con i conseguenti sempre maggiori costi di gestione, oppure dei sistemi repressivi (sistema sanzionatorio), che riportino l’attività antropica al rispet­to delle regole dell’eco-sostenibilità.
 
   
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