Osservatorio rifiuti
Le azioni di monitoraggio a servizio di cittadini e amministrazioni.
COMPOSTAGGIO DOMESTICO E DI PROSSIMITÀ
di GIOVANNI AGNESOD E GIOVANNA MANASSERO
- Giovanni Agnesod, Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Valle d’Aosta. - Giovanna Manassero, collaboratore tecnico professionale esperto dell’Area operativa Rischio industriale-Rifi uti di ARPA Valle d’Aosta.
In occasione della Settimana Eu­ropea di Riduzione dei Rifiuti del 2009, l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente aveva organiz­zato una serie di serate pubbliche in cui veniva presentata la pratica del compostaggio domestico. Durante tali serate, sono venute dal pubblico mol­te domande sulla possibilità di prati­care il compostaggio domestico anche in condizioni climatiche particolari, come quelle degli abitati in alta quota o esposti prevalentemente a nord (En­vers). Al fine di dare risposte a queste domande l’Assessorato, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Am­biente (ARPA) e l’Institut Agricole Régional (IAR) hanno deciso di con­durre alcune attività sperimentali. L’Assessorato ha, quindi, promosso il “Programma sperimentale di monito­raggio della qualità del compost pro­dotto in ambito domestico”.
Tale programma si prefiggeva di rag­giungere due obiettivi principali:
• acquisire una serie di dati speri­mentali (risultati analitici) sulla base dei quali sottoporre a verifica la tesi per cui, se si parte da materiali di base (scarti) ben selezionati e definiti e si seguono le regole fondamentali del processo di compostaggio, si ot­tiene un prodotto di qualità;
• poter dare delle indicazioni specifi­che sui tempi di compostaggio e di rag­giungimento dei diversi gradi di ma­turazione del compost nelle varie aree meteo-climatiche della nostra regione.

Nelle fasi attuative del Programma Sperimentale, oltre ai tre enti promo­tori, sono stati coinvolti anche i Sot­to-Ambiti Territoriali Ottimali per la gestione dei rifiuti (Sub-ATO) ossia le otto Comunità Montane presenti sul territorio regionale e il Comune di Aosta. Ha partecipato anche al pro­getto, su richiesta di ARPA, l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente di Torino (IPLA), in particolare per la valutazione del grado di maturazio­ne del compost.
Il programma è stato strutturato in cinque fasi:
1. scelta dei siti di monitoraggio in base alla loro posizione geografica (bassa, media e alta valle e vallate laterali), all’esposizione solare (“adret” e “envers”) e all’altitudine;
2. individuazione delle famiglie di­sposte a partecipare al programma;
3. visita presso le famiglie interessa­te con consegna delle compostiere in comodato d’uso o verifica del sito di realizzazione del cumulo;
4. campionamento dei compost pro­dotti e analisi della qualità e del gra­do di maturazione degli stessi;
5. analisi dei risultati, conclusioni e implementazione/revisione del Ma­nuale di compostaggio domestico.

l’opuscolo informativo “Il compostaggio domestico in Valle d’Aosta”.La prima fase ha portato all’indivi­duazione di 20 siti che per caratteri­stiche di quota ed esposizione al sole sono stati ritenuti rappresentativi delle varie aree meteo-climatiche del­la nostra regione. Sulla base di queste scelte la Regione ed i Sub-ATO han­no individuato le famiglie disposte a contribuire attivamente al programma. In totale hanno partecipato al programma diciotto famiglie, di cui dodici con la gestione di un processo di compostaggio in compostiera, e le altre sei con la disponibilità ad effet­tuare il compostaggio in cumulo.
Nel mese di giugno 2011 i tecnici dell’Agenzia hanno effettuato un primo prelievo dei compost prodotti mentre altre tre campagne di prelievo sono state effettuate ad ottobre 2011, maggio/giugno 2012 e settembre/ottobre/novembre 2012.
Per ogni campione prelevato, al fine di valutare il grado di maturazione del compost, è stato effettuato da par­te dell’IAR un Saggio di fitotossicità, mentre il laboratorio dell’IPLA di To­rino ha valutato l’Indice respirome­trico statico (IRS).
l’opuscolo informativo “Il compostaggio domestico in Valle d’Aosta”.Il laboratorio dell’ARPA, dal canto suo, ha effettuato una caratterizza­zione volta a definire la qualità chimico-fisica del compost in base a quanto previsto nell’Allegato 2 (Ammendan­ti) del Decreto Legislativo n. 75 del 29 aprile 2010, normativa specifica in materia di fertilizzanti.
I risultati ottenuti sono stati confron­tati con i requisiti minimi, definiti nello stesso Allegato 2 di cui sopra, per attribuire ad un materiale la clas­sificazione di “Ammendante com­postato” ossia compost di qualità. Occorre precisare che tali requisiti sono definiti per il compost prodotto in impianti di compostaggio a livel­lo industriale: possono costituire un termine di paragone, ma non hanno valenza di valori limite normativi per definire la qualità di un materiale de­rivante da compostaggio domestico.
Il “Manuale di compostaggio domestico” dell’ARPA VdA.È importante sottolineare l’originali­tà del progetto, attività sperimentale pionieristica impostata e condotta senza riferimenti a studi similari. Informazioni pratiche a supporto dei cittadini valdostani che intendo­no cimentarsi nella pratica del com­postaggio domestico sono già state utilizzate dall’Amministrazione re­gionale nella pubblicazione dell’opu­scolo informativo “Il Compostaggio domestico in Valle d’Aosta”. Da par­te sua, sulla base dei primi risultati ottenuti, ARPA ha effettuato una pri­ma revisione del proprio Manuale di compostaggio domestico. Entrambi i documenti sono scaricabili dal sito dell’Agenzia www.arpa.vda.it.
Attualmente è in fase di svolgimento un approfondita analisi dei risulta­ti ed è in preparazione un rapporto completo sull’esito del programma.

Ma non finisce qui. Nei primi mesi del 2013, i tre soggetti promotori del “Programma sperimentale di moni­toraggio della qualità del compost domestico” hanno firmato un con­venzione per l’attuazione di un nuo­vo programma indirizzato, questa volta, al compostaggio di prossimità ossia al compostaggio effettuato con compostiere di tipo manuale e/o meccanico che trattano quantitativi rilevanti di materiale organico pro­veniente da attività tipo mense sco­lastiche, micro comunità per anziani, alberghi e simili.
Questo nuovo programma si inserisce nel più ampio programma di azioni volte alla riduzione e alla prevenzio­ne nella produzione dei rifiuti nella Regione Valle d’Aosta, per il triennio 2011-2013, e va a supporto delle azio­ni atte alla diffusione della pratica del compostaggio di prossimità per le quali l’Amministrazione regione ha erogato specifici finanziamenti desti­nati alle autorità di Sub-ATO.
Le principali finalità del monitorag­gio sono:
• ricavare dati sperimentali relativi alla qualità del compost ottenuto tra­mite compostaggio di prossimità, a complemento di quelli raccolti per il compostaggio domestico nell’ambito del precedente programma;
• ottenere un quadro relativo alle modalità di gestione delle compostie­re di prossimità;
• redigere delle linee guida relative al compostaggio di prossimità.

Il programma avrà una durata di due anni, successivamente all’entrata in funzione dei vari progetti di compo­staggio di prossimità messi in atto dai Sub-ATO. Verranno individuate un numero significativo di compostiere sulle quali attivare il monitoraggio, anche con l’obiettivo di verificare i diversi principi di funzionamento, e al fine di determinare un quadro completo delle diverse tecnologie a disposizione.
Sui campioni prelevati, in analogia al programma precedente, ARPA ef­fettuerà una caratterizzazione volta a definire la qualità chimico-fisica del compost prodotto mentre l’IAR darà indicazioni relativa al grado di matu­razione del materiale attraverso l’ef­fettuazione del Saggio di Fitotossicità.
Tutte queste attività vanno nella dire­zione di individuare strumenti prati­ci di decisione e di azione per gli am­ministratori valdostani che vorranno attivare sul nostro territorio pratiche sempre più efficaci e positive di com­postaggio.
 
   
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