IL MATERIALE ORGANICO
La discarica regionale di Brissogne, unico centro dove devono essere smaltiti i rifiuti a livello regionale, ha ancora una vita utile di pochi anniā€¦
UNA MONTAGNA DI RIFIUTI
di Raffaele Rocco
È dal 1982 che sono stati adottati provvedimenti regolamentari e pianificatori che hanno riguardato la gestione dei rifiuti, finalizzati ad organizzare sul territorio regionale una gestione dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata e su criteri di accorpamento in bacini territoriali ottimali di raccolta e trasporto dei rifiuti.
Il sistema regionale di gestione dei rifiuti è basato su:
. il centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilabili dove sono concentrati tutti i rifiuti urbani e assimilabili prodotti in regione (nel 2003 sono stati conferiti circa 69.000 tonnellate), dotato di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti (nel 2003 vi sono stati smaltiti circa 52.300 tonnellate di rifiuto) e dei siti di stoccaggio provvisorio dei rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate (che nel 2003 sono stati pari a circa 17.700 tonnellate);
. un sistema di conferimento e raccolta dei rifiuti urbani a livello comunale, che si appoggia a stazioni intermedie di trasferimento dei rifiuti urbani ed assimilati;
discariche per rifiuti inerti e per particolari rifiuti derivanti dall'attività industriale valdostana;
. due impianti di depurazione delle acque reflue ai fini di permettere il trattamento di liquami e fanghi a base organica provenienti anche da attività produttive;
. un impianto per il recupero e la valorizzazione del siero di latte.

In comune di Brissogne è stato quindi realizzato un centro di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilabili costituito da un impianto di compattazione dei rifiuti stessi per ridurne il volume prima del loro smaltimento, da una discarica, della quale sono stati realizzati i primi tre lotti ed è in fase di approvazione il progetto riferito ad un quarto lotto, e da siti attrezzati anche per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate da avviare al recupero (carta, cartone, vetro, plastica e materiali ferrosi) o a forme particolari di smaltimento finale (pile e batterie ad uso domestico e farmaci scaduti o inutilizzabili).
Il centro è in funzione dal settembre 1989 e riceve i rifiuti prodotti da tutti i Comuni della Regione, i quali hanno l'obbligo di conferimento; il centro è a disposizione anche delle attività produttive, commerciali e di servizio per lo smaltimento o lo stoccaggio di rifiuti speciali assimilabili agli urbani, anche da valorizzare.
Presso il centro è stato, inoltre, realizzato un punto di conferimento e deposito temporaneo di rifiuti più comunemente prodotti nella Regione e derivanti, principalmente da piccole attività (olio minerale esausto, olio di origine vegetale ed animale, batterie esauste, fanghi da cabine di verniciatura, filtri dell'olio, liquidi di fissaggio e sviluppo, fanghi provenienti da lavanderie, farmaci scaduti od inutilizzabili provenienti dalle farmacie della Regione, ecc).
Con l'entrata in funzione del centro regionale di Brissogne tutte le discariche per rifiuti già gestite dai Comuni e, comunque, tutti i depositi anche abusivi di detti rifiuti, sono stati obbligatoriamente chiusi e messi in sicurezza o bonificati. Fatta salva la discarica annessa al centro regionale, attualmente quindi, non esistono in Valle d'Aosta altre discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani.

Presso il centro di Brissogne è inoltre operativo il sistema di stoccaggio provvisorio dei rifiuti provenienti dalle raccolte comunali differenziate, e il centro di conferimento diretto per gli utenti privati, di alcune tipologie di rifiuto (quali rifiuti ingombranti, materiali ferrosi, ecc..).
Il piano regionale di smaltimento dei rifiuti ha previsto inoltre la realizzazione:
. di discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali inerti a servizio dei diversi Comuni: le discariche regolarmente autorizzate sono 59, di cui 40 in funzione. Sono poi state avviate, contestualmente ad attività di escavazione e lavorazione di materiali inerti, piccole attività di riutilizzo riferite in particolare a materiali provenienti da scavi;
. di una discarica per rifiuti specifici provenienti dalle attività industriali nel comune di Pontey: i lavori di costruzione sono già ultimati e si stanno avviando le procedure per la sua apertura.

Al fine poi di permettere lo smaltimento, con trasporto mediante autobotte, di liquami e fanghi concentrati a base organica, provenienti da impianti di depurazione civili che non prevedono la disidratazione dei fanghi, da fosse biologiche e fosse Imhoff, nonché da attività produttive, sono stati individuati due centri di trattamento (l'impianto di depurazione consortile di Aosta-Quart-Saint Christophe, ubicato in Comune di Brissogne e l'impianto regionale di depurazione di Arnad), appositamente attrezzati a tale scopo.
In considerazione dei problemi ambientali provocati dall'abbandono del siero del latte da parte delle aziende casearie e in relazione alle difficoltà di trattamento dei liquami da esse prodotti, è stato realizzato un impianto di recupero, essiccamento e valorizzazione ad uso mangimistico del siero. Tale centro, ubicato in Comune di Saint Marcel, loc. Surpian è funzionante dal 1988 e ad esso conferiscono obbligatoriamente il proprio siero, attraverso un sistema di raccolta gestito dall'Amministrazione regionale, tutti i caseifici e le latterie turnarie della Regione.
Se per quanto riguarda i rifiuti provenienti dalle attività produttive, il sistema così organizzato conserva la sua attualità con un ulteriore potenziamento della capacità di recupero dei rifiuti stessi, per i rifiuti urbani la situazione richiede un radicale cambiamento.
Il punto dolente del sistema di gestione dei rifiuti urbani così organizzato è proprio la discarica: è necessaria, ma non la vogliamo vicino, anzi deve essere realizzata a debita distanza da noi per non disturbarci.
Il punto di partenza per riorganizzare il sistema è il cittadino: è suo interesse una diversa organizzazione del ciclo di gestione dei rifiuti ed è indispensabile la sua partecipazione attiva e responsabilizzazione nella gestione di tale ciclo.
Il rifiuto deve essere inteso come una risorsa che può ancora servire ed essere utilizzato per realizzare altri prodotti.
La strategia regionale per la gestione dei rifiuti contenuta nel Piano regionale dei rifiuti, approvato dal Consiglio regionale il 15 aprile 2003 (deliberazione n. 3188/XI) prevede che siano adottati, da parte dei diversi soggetti interessati alla gestione dei rifiuti, iniziative dirette a favorire in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e la pericolosità dei rifiuti, nonché il reimpiego, il riciclaggio ed il recupero come materia prima.
I Comuni stanno attuando iniziative di riorganizzazione e razionalizzazione del servizio con azioni specifiche anche di notevole interesse volte a sollecitare e agevolare la raccolta differenziata. Tali iniziative sono viste con favore e sostenute dalla regione, che ha compiti di pianificazione e di indirizzo, ma non operativi.
A tali fini il Piano prevede che i Comuni provvedano ad organizzare in forma associata le attività di gestione dei rifiuti attraverso l'individuazione di ambiti territoriali per la gestione della raccolta e il trasporto dei rifiuti.
Il servizio deve essere riorganizzato in modo che la raccolta stradale sia destinata esclusivamente alle utenze domestiche, fino a poter arrivare alla cosiddetta raccolta porta a porta .
Si prevede poi una raccolta domiciliare per utenze selezionate non domestiche che risultano produttori di rifiuti da imballaggio o comunque soggetti a valorizzazione (centri commerciali o artigianali, mercati, mense).
Sul territorio dovranno poi essere organizzati centri comunali e intercomunali di conferimento dove far confluire sia i rifiuti della raccolta stradale sia quelli degli utenti non domestici per i quali non sia economicamente vantaggioso organizzare un servizio di raccolta domiciliare specifica, oltre che tutti i rifiuti ingombranti, verdi ecc.
Attraverso questa organizzazione si opera una selezione dei rifiuti per tipologia e si massimizza la raccolta differenziata specie per i grandi produttori di rifiuti.
Una maggiore capillarità nella raccolta dei rifiuti dovrebbe comportare una riduzione dei rifiuti avviati in discarica perché viene favorita la raccolta differenziata e quindi il recupero e il riciclaggio.
Le iniziative di sensibilizzazione condotte negli anni passati hanno permesso di innalzare in modo rilevante la quota di raccolta differenziata dal valore medio del 5% nel 1994 all'attuale 25% (dato relativo al primo semestre del 2004).
È indubbio però che la situazione sta evolvendo, anche rapidamente per alcuni aspetti nel senso voluto, a fronte di una distribuzione territoriale della popolazione e di una composizione merceologica del rifiuto che certamente non aiuta nella definizione di un'organizzazione efficace e a costi sostenibili per l'utente.
La percentuale di raccolta differenziata è destinata ad aumentare ulteriormente e la regione è impegnata con i Comuni a sollecitare e favorire tutte le iniziative tecnicamente ed economicamente sostenibili necessarie.
In ogni caso i quantitativi di rifiuti prodotti in regione sono notevoli e al momento lo smaltimento in discarica rimane la soluzione più economica e pratica, anche se sono numerosi i problemi di odori.
La discarica regionale di Brissogne, unico centro dove devono essere smaltiti i rifiuti a livello regionale, ha ancora una vita utile di pochi anni, i possibili interventi per ampliarne la capacità (seppure in modo sempre limitato) sono però limitati per la sua localizzazione vicino al casello autostradale e a centri abitati la rende però molto impattante.
L'obiettivo è di aumentare percentuale di raccolta differenziata il più possibile: per il momento il primo traguardo è posto al 35% che appare realisticamente conseguibile nei prossimi anni, seppure con una totale riorganizzazione dei servizi di raccolta.
Tale valore è da intendersi come media sull'intera regione, per cui ci saranno realtà dove tale percentuale sarà notevolmente più alta e altre dove invece sarà inferiore, e indica anche la percentuale avviata al recupero.
Le simulazioni formulate consentono di evidenziare che per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati è necessario il conferimento separato da parte degli utenti di:
. almeno il 25% del rifiuto organico prodotto;
. almeno il 50% del vetro prodotto;
. almeno il 50% della carta e del cartone prodotti;
. almeno il 35% della plastica prodotta;
. almeno il 41% dei rifiuti metallici prodotti.

Sempre mediamente, dovrà comunque essere trattato e smaltito il 65% (o meno) di materiali residui, indifferenziati, secondo due possibilità:
. vagliatura meccanica dei rifiuti con la produzione di un materiale denominato CDR (combustile da rifiuto), composto da carta e plastica, utilizzabile come combustibile per la produzione di energia elettrica, e di scarti da smaltire in discarica: in prima approssimazione quantitativamente si ha un 60% di CDR e un 40% di materiale da porre in discarica;
. utilizzo come combustibile per la produzione di energia elettrica nei termovalorizzatori, con la produzione di scorie di combustione pari al 25-30% del quantitativo in ingresso all'impianto.

La tecnologia ha sviluppato impianti che danno le massime garanzie ambientali con contenuto di ceneri sempre più basso, rispetto di parametri di emissioni sempre più bassi e produzione di energia con efficienza sempre più elevata.
Una serena analisi ambientale, energetica ed economica dimostra che il processo attraverso il quale sono raggiunti i migliori risultati dal punto di vista ambientale e energetico e sono minimizzati i costi dell'intero ciclo è quello della combustione della frazione di rifiuto raccolta in modo indifferenziata attraverso l'utilizzo della miglior tecnologia disponibile.
L'impianto di combustione dei rifiuti con recupero di energia (termovalorizzatore) non è alternativo alla raccolta differenziata, ma opera in sinergia con essa per ridurre il fabbisogno di discariche, in quanto inserito in un sistema che vede a monte il recupero di tutti i materiali che consentono un conveniente riciclo e a valle una pratica di reimpiego e di smaltimento i sicurezza dei residui.
   
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