IL MATERIALE ORGANICO
Un piccolo compendio per il compostaggio fai-da-te, con particolare riferimento alla tecnica del cumulo, facilmente realizzabile da chiunque possieda un orto.
MANULE DI COMPOSTAGGIO DOMESTICO
di Giovanna Manassero
Perché dedicarsi al compostaggio
Un'immagine del Centro di Compostaggio Valcompost.Vi possono essere diverse buone ragioni per dedicare parte del proprio tempo alla pratica del compostaggio.
Una prima buona ragione potrebbe essere una certa coscienza civico-ambientalista che ci rende consapevoli di come questo nostro impegno contribuirebbe a cercare di risolvere il ben noto problema della gestione dei rifiuti.
In effetti, utilizzando una parte di loro per produrre compost né riduciamo sicuramente le quantità che qualcun altro è costretto a gestire per noi con non poche difficoltà e costi ingenti. Inoltre il materiale organico presente nei nostri rifiuti, ingrediente base del compostaggio, è quello che, se smaltito in una discarica, causa parte degli odori molesti tipici di questi luoghi e dei loro dintorni.
Un'altra ragione potrebbe essere meramente di tipo economico: una sera non sapendo cosa fare abbiamo deciso di partecipare ad uno degli incontri organizzati dai nostri amministratori per incentivare il compostaggio domestico. All'incontro ci hanno comunicato che daranno un aiuto economico per l'acquisto di un composter e, in futuro, per chi attuerà il compostaggio domestico, potrà esserci uno sconto sulla tariffa dei rifiuti.
Un'ultima motivazione, ma certamente non la meno importante, potrebbe essere che il compostaggio è una bella esperienza e può dare notevoli soddisfazioni.

Cosa compostare
Qui sotto è riportata una tabella con indicati i materiali che si possono e non si possono compostare, le motivazioni di tale scelta e alcune indicazioni per l'utilizzo.

Parametri fondamentali
Come già detto in precedenza, il compostaggio è un processo naturale nel quale dai materiali di cui sopra, detti normalmente scarti organici, attraverso l'attività di piccoli organismi (batteri, funghi, insetti) presenti nel terreno e negli stessi scarti si arriva alla produzione di una sorta di concime detto appunto COMPOST.
Ma affinché tale processo si sviluppi in modo adeguato (controllabile) e in tempi ridotti rispetto a quelli naturali occorre mantenere, nel materiale da compostare, le condizioni di vita ideali per i microrganismi che sono il motore principale della trasformazione.
Innanzi tutto questi organismi sono aerobi cioè vivono solo in presenza di ossigeno. Se quest'ultimo viene a mancare, essi muoiono e lasciano il posto ad altri microrganismi detti anaerobi (vivono solo in assenza di ossigeno) che avviano una sorta di degradazione del materiale ma producendo anche sostanze maleodoranti e tossiche per i vegetali.
I microrganismi aerobi, inoltre, vivono bene e proliferano solo in condizioni di media umidità (50-70%) e muoiono con temperature inferiori a 5°C e superiori a 70°C. In ogni caso temperature basse riducono di molto l'attività dei microrganismi.
Dunque nel processo di compostaggio è indispensabile la presenza di ossigeno, i materiali non devono mai essere né troppo bagnati né troppo asciutti e non si devono mai verificare condizioni di eccessivo raffreddamento e riscaldamento.
Relativamente al parametro temperatura, poi, è utile precisare che se nel cumulo non vengono aggiunti materiali freschi, essa va aumentando fino a raggiungere valori di 50-60 °C e poi tende gradualmente a scendere e a stabilizzarsi su valori prossimi alla temperatura ambiente.
Il picco iniziale è dovuto all'intensa attività dei microrganismi in presenza di scarti freschi. Con l'avanzare del processo e la riduzione del materiale fresco, le temperature diminuiscono e così l'attività dei batteri.
Il raggiungimento di valori di temperatura vicini ai 50-60 °C, dunque, non solo è normale ma auspicabile poiché indica un buon andamento della trasformazione e permette anche l'eliminazione di eventuali organismi patogeni presenti nel materiale organico; avviene una fase detta di igienizzazione.

Tecniche di compostaggio
Un'immagine del Centro di Compostaggio Valcompost.Il processo di compostaggio può essere avviato sia a livello industriale sia domestico. Per quanto riguarda il livello industriale, come si può facilmente intuire, il processo viene realizzato su vasta scala, con quantità rilevanti di materiali, utilizzo di macchinari e sistemi computerizzati per il controllo di ogni minimo dettaglio e la massima riduzione dei tempi di trasformazione.
A livello domestico, invece, benché vi sia un relativo controllo dei parametri fondamentali e questo abbia come conseguenza un'accelerazione della trasformazione rispetto ai ritmi naturali, il processo è gestito in modo molto semplice.
Esistono due tecniche principali di compostaggio domestico: in cumulo e tramite l'utilizzo del composter.
Approfondiamo in questa sede il primo caso, ovvero il compostaggio in cumulo.

Compostaggio in cumulo
Questa tecnica è la più vicina al processo naturale e viene adottata da chi possiede un giardino o un orto in cui allestire il cumulo.
Con questa tecnica si possono compostare anche notevoli quantità di materiale.

Scelta del sito e predisposizione
Occorre innanzi tutto scegliere il luogo più adatto dove allestire il cumulo. Normalmente viene indicata come ideale una porzione di orto o giardino in prossimità di una latifoglia (pianta a foglie larghe) che durante il periodo estivo crea sul cumulo un certo ombreggiamento mentre in inverno, avendo perso le foglie, lascia filtrare i raggi solari.
Nel luogo in cui si vuole realizzare il cumulo occorre predisporre un sottofondo di materiale drenante come ramaglie e potature sminuzzate oppure, dopo il primo anno di compostaggio, eventuali residui grossolani ottenuti dalla vagliatura del compost maturo.

Realizzazione del cumulo
Tra i materiali che si possono utilizzare per produrre compost ve ne sono alcuni, indicati d'ora in poi come scarti verdi, che sono molto ricchi in azoto mentre altri, definiti scarti marroni, sono più ricchi in carbonio.
Una regola fondamentale per la realizzazione del cumulo è la miscelazione di queste due tipologie di scarti in modo tale che il rapporto carbonio-azoto (C/N) sia circa 30/1. Questo vuol dire che per ogni 1 di azoto io devo avere 30 di carbonio.
La tabella qui di seguito distingue tra alcuni materiali che abbiamo visto essere utilizzabili per il compostaggio, quelli definiti scarti verdi e quelli definiti scarti marroni e ne indica il rapporto C/N caratteristico.

Dalla tabella s'intuisce facilmente che un cumulo costituito quasi solo da paglia avrà un rapporto C/N troppo alto mentre, un cumulo costituito principalmente da sfalci d'erba, avrà un rapporto C/N troppo basso.
Inoltre gli scarti verdi sono caratterizzati da un'umidità elevata mentre quelli marroni sono più asciutti.
Una buona miscelazione di scarti verdi e scarti marroni permette, dunque, di regolare il rapporto C/N e contemporaneamente di ottenere un valore di umidità ottimale (50-60 %).
Ancora la miscelazione delle due tipologie di scarto e soprattutto la presenza di materiali quali ramaglie, foglie secche, cartone lacerato grossolanamente permette di formare all'interno del cumulo vie preferenziali di circolazione dell'aria e quindi dell'ossigeno. Con termini tecnici si dice che si ottiene una buona porosità del cumulo.
Dobbiamo ancora sottolineare che i materiali lignei e quelli di una certa dimensione, prima di essere posti nel cumulo, dovranno subire una triturazione. La riduzione delle dimensioni e la lacerazione in alcune parti del loro rivestimento esterno, in effetti, faciliterà l'azione di degradazione di tali materiali da parte dei microrganismi che altrimenti sarebbe molto lenta (2 o 3 cicli di compostaggio).
Tale operazione di triturazione potrà essere realizzata con un macete o con delle cesoie ma se il materiale abbonda e il tempo scarseggia, si potrà ricorrere all'utilizzo di macchinari elettrici e/o a motore detti biotrituratori.
La forma che deve essere data al cumulo è di una piramide a base rettangolare con un'altezza di circa 50/60 cm. La lunghezza dipenderà dalla quantità di materiale a disposizione.

Controllo dei parametri
Abbiamo già visto al punto 4 che nel processo di compostaggio i principali parametri da controllare sono l'ossigeno, l'umidità e la temperatura.
Nel caso del compostaggio in cumulo, la continua presenza di ossigeno è normalmente garantita dalla giusta miscelazione di scarti verdi e scarti marroni (soprattutto materiali lignei). In ogni caso sarebbe utile programmare anche delle operazioni di rivoltamento totale del cumulo con cadenza quindicinale. Per tale operazione si consiglia l'uso del forcone.
Il rivoltamento è anche un ottimo sistema per omogeneizzare i valori di temperatura e umidità. Rimescolando il materiale, infatti, verranno ad annullarsi quelle zone in cui vi sono temperature troppo alte o troppo basse e valori di umidità troppo elevati o ridotti.
Per quanto riguarda l'umidità essa può essere misurata in modo molto semplice: si prende una certa quantità di materiale e si stringe il pugno della mano. Un tasso di umidità ideale lascia la mano leggermente umida. Se il materiale non umidifica la mano allora è troppo asciutto; se invece comprimendo il materiale fuoriesce del liquido allora esso risulta troppo bagnato.
Per ovviare ad un'umidità bassa si può bagnare leggermente il materiale con un annaffiatoio mentre se il materiale risulta già zuppo un buon rivoltamento e l'aggiunta di materiale asciutto permetteranno la perdita dell'acqua in eccesso.
Nel caso di piogge abbondanti si può prevedere di coprire il cumulo con sacchi di iuta o tessuti non tessuti (geostuoie).
Ancora, per regolare l'infiltrazione di acqua piovana nel cumulo, sarebbe utile dargli una forma a piramide a base rettangolare nei periodi di maggiore piovosità (l'acqua scivola lungo le pareti scoscese) e una forma più trapezoidale (con la punta appiattita che permette l'infiltrazione) nel periodo estivo.
Per quanto riguarda la temperatura, infine, essa è più difficilmente regolabile. La posizione del cumulo (ombra in estate e sole in inverno), i rivoltamenti periodici e gli eventuali sistemi di copertura durante i periodi più freddi dovrebbero permettere di non raggiungere condizioni estreme di riscaldamento o raffreddamento.

Tempi di gestione e utilizzi del compost
In regioni come la nostra dove gli inverni sono piuttosto freddi e il materiale organico fresco risulta abbondante nel periodo primaverile-estivo, la tempistica migliore per l'allestimento e la gestione del cumulo potrebbe essere quella di preparare il cumulo in primavera, utilizzando come scarti marroni quelli raccolti diligentemente nel periodo autunnale-invernale, continuare ad aggiungere i materiali freschi, miscelandoli a quelli già presenti nel cumulo, fino all'autunno più o meno inoltrato a seconda delle temperature di stagione e della quota cui ci si trova.
L'inverno rimarrà come periodo di riposo. Il cumulo verrà coperto con teli di iuta o tessuti non tessuti e non dovrà essere sottoposto a controlli o rivoltamenti.
Il compost ottenuto a fine autunno sarà ancora piuttosto ricco di elementi nutritivi e povero di humus e quindi più adatto allo spandimento su campi e orti non a diretto contatto con le radici e lontano dalle semine.
Quello ottenuto dopo il riposo invernale sarà già più maturo (questo è il termine tecnico) e potrà essere usato anche appena prima della semina. Per utilizzarlo come terriccio per le piante in vaso sarebbe utile lasciarlo maturare ancora qualche mese. La fase di maturazione può avvenire senza necessità di controlli e rivoltamenti, si può prevedere al massimo una copertura in caso di pioggia abbondante.
Prima dell'utilizzo in campo e, a maggior ragione, per l'utilizzo in vaso è necessario sottoporre il compost ad un processo di vagliatura al fine di eliminare i materiali più grossolani che non sono stati del tutto decomposti.
I residui delle vagliature potranno, come già accennato all'inizio, essere utilizzati come sottofondo per il nuovo cumulo da allestire.

Inconvenienti e soluzioni
Cattivi Odori: sono dovuti sostanzialmente a eccesso di azoto e assenza di ossigeno. Nel primo caso basterà aggiungere al cumulo una certa quantità di materiale marrone che ne ridurrà il rapporto C/N, l'umidità e migliorerà la porosità. Se non si avesse a disposizione questo tipo di materiale sarà utile prevedere tempi di rivoltamento più ravvicinati (ogni settimana). Nel secondo caso sarà necessario rivoltare bene il cumulo per permettere una riossigenazione delle zone dove questo è venuto a mancare causando putrefazione. Affinché tale problema non si verifichi nuovamente sarà necessario aggiungere materiale marrone più asciutto e che migliori la porosità del cumulo.
Presenza di moscerini sopra il cumulo: normalmente essi sono attirati dalla presenza di materiale fresco semplicemente rovesciato sopra il cumulo e a diretto contatto con l'esterno. Per evitare quest'inconveniente basterà coprire subito il materiale fresco con altro materiale già posto nel cumulo. Verrà migliorato anche l'aspetto esteriore del cumulo.
Presenza topi e altri animali: di solito questi animali vengono attirati dalla presenza nel cumulo di scarti di origine proteica, come resti di cibo. Se tali materiali vengono immessi nel cumulo in quantità ridotte e immediatamente coperti con altro materiale già in posto, la loro presenza non dovrebbe verificarsi.
Ristagni d'acqua alla base del cumulo: questi ristagni potrebbero essere causa di cattivi odori e della presenza di zanzare. Per evitare tale disagio basterà migliorare lo strato drenante sul fondo.
   
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