L'AMBIENTE COME RISORSA
Il senso del limite è diventato netto, ora siamo consapevoli che l'ecosistema non riesce più a sopportare le spinte del sistema economico.
BUONE PRATICHE PER UN AMBIENTE MIGLIORE
di Stefania Lusito
Fioritura in Val d'Ayas.La crisi economica c'è e si sente. A Natale in Italia i consumi sono scesi del 20% rispetto all'anno passato e in Gran Bretagna e negli Stati Uniti non se la passano meglio. Ci aspettano anni di elegante sobrietà. Però, meno consumi, meno produzione. E meno rifiuti, meno emissioni di gas ad effetto serra, meno sprechi. L'ambiente potrebbe risentire positivamente della recessione economica.
Questo momento di crisi però non basterà a risolvere i problemi ambientali. Non possiamo abbassare la guardia: nel Nord del mondo produciamo ancora troppe merci e tonnellate di rifiuti.
I tempi di crisi rappresentano un'opportunità, sta a noi accelerarne il processo. Siamo diventati più sensibili ai problemi ambientali e i media ci parlano di cambiamenti climatici, di qualità dell'aria e del cibo, di risparmio energetico, di inquinamento acustico, di gestione dei rifiuti, di biodiversità.
Siamo più consapevoli di ieri? Non ci resta che agire di conseguenza, tenendo presente che siamo tutti corresponsabili della gestione dell'ambiente e che lo siamo anche nei confronti delle generazioni future. Iniziamo allora a lasciare la macchina in garage, a sprecare meno acqua, a scegliere menu a chilometri zero, a usare meno l'aereo e più il treno, a impiegare le borse in tessuto per la spesa, a barattare oggetti che non usiamo più, ad usare lampadine a risparmio energetico. Piccoli gesti, certo, e a guadagnarci saranno direttamente le nostre tasche. In più l'ambiente ringrazia. Insieme agli sforzi individuali, le decisioni locali, regionali, nazionali, europee e mondiali dovranno andare nella stessa direzione.
Per fare qualcosa di utile potremmo iniziare a recuperare e riutilizzare le cose che non ci servono più. Segnaliamo un'iniziativa interessante in questa direzione: ad Anzola, un paese dell'Emilia Romagna, esiste un Centro di Riciclaggio Creativo che si chiama Re Mida. Creato da un associazione che si occupa di cultura per l'infanzia e promosso dal Comune, il Centro raccoglie i materiali di scarto (non provengono da discariche, ma sono errori di produzione o giacenze di magazzino) quali legno, tessuti, cartone, plastica, marmo, vetro, metallo, cuoio, merceria, bigiotteria. Vengono portati al centro da aziende della zona e sono messi a disposizione di scuole, ludoteche, teatri cittadini, centri estivi, associazioni culturali e sportive, centri anziani, oratori, centri per disabili, centri sociali ed altri servizi educativi territoriali. Al Centro esiste anche un atelier per esprimere la propria creatività dove le scuole si possono cimentare con i materiali riciclabili raccolti. Altri Centri Re Mida, con l'obiettivo di promuovere il recupero e il riuso degli scarti, sono già nati a Genova, Udine, Lecco, Torino.
Per ridurre i danni ambientali causati dal traffico urbano, a Trento stanno invece sperimentando - sarà attivo dalla primavera di quest'anno - un servizio di ecoautostop per i tragitti casa-lavoro. Funziona così: per evitare i flussi di automobili vuoti, gli automobilisti e gli autostoppisti vengono registrati in un apposito elenco, ottengono una card al costo di 15 euro che dura tutto l'anno. Per riconoscersi in strada, gli autostoppisti mostrano la card e aspettano che passi un altro associato. Il pagamento consiste in un ticket di 10 centesimi al chilometro e un diritto fisso di 20 centesimi. In questo modo si assicurano ad entrambi sicurezza e un guadagno reciproci. Alcuni volontari lo stanno sperimentando, ma partirà quando almeno l'1% della popolazione sarà registrata, in modo da ridurre i tempi di attesa.
Ad ogni azione dell'uomo corrisponde una reazione del pianeta in cui viviamo, questo l'abbiamo capito. Interdipendenza, connessioni, rete, sono i termini che legano l'uomo alla terra, organismo vivente quanto noi. Siamo parte di un insieme. Già, humus e humanus hanno la stessa radice etimologica.
Da quando abbiamo preso coscienza dello stato di salute della terra e della biosfera, la fede tutta occidentale nel progresso e nello sviluppo come motore dell'umanità ha cominciato a vacillare. In questo senso lo sviluppo è diventato un problema più che una soluzione. Più che il depositario delle speranze umane si è rivelato una delle maschere delle logiche economiche. Il senso del limite è diventato netto, ora siamo consapevoli che l'ecosistema non riesce più a sopportare le spinte del sistema economico.
Iniziative interessanti come quelle riportate ce ne sono tante. Invitiamo i nostri lettori a segnalarcele (environnement@regione.vda.it), creeremo dal prossimo numero una rubrica che si occuperà di buone pratiche, sia nella nostra regione sia nel resto del mondo. Per usare questi tempi di crisi a nostro favore. E guardare lontano.

   
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