DAL MUSEO
Ricerca, collaborazioni con università, organizzazione di mostre, circa 50 mila visitatori all'anno: una realtà dinamica nel mondo naturalistico valdostano.
UN MUSEO PER LA NATURA VALDOSTANA
di Luciano Ramires
Il castello di Saint-Pierre, sede del Museo.Il museo regionale di Scienze naturali della Valle d'Aosta pur essendo stato inaugurato ed aperto al pubblico, nella sua sede attuale nel castello di Saint-Pierre, solo undici anni fa, ha alle spalle una storia quasi secolare e decisamente travagliata. Se la nostra regione può oggi vantare un'istituzione di tale valore, così ricca di importanti collezioni ed ovunque apprezzata dal mondo scientifico e non, gran parte del merito va sicuramente attribuito alla Société de la Flore Valdôtaine, una associazione di persone accomunate dalla passione per il mondo naturale valdostano, costituitasi nel lontano 1858 e, pur con una interruzione di trent'anni, tuttora vitale e propositiva. Il primo museo, nato appunto dalla necessità di ordinare e rendere pubblica una collezione di reperti di grande interesse naturalistico che erano stati raccolti negli anni, nacque nel 1905 con il nome di Museo di Scienze Naturali della Société de la Flore.

Per arrivare all'attuale sistemazione il museo è stato più volte alloggiato e sfrattato: ospitato dapprima nella Maison Saint-Louis si è trasferito quindi dai locali del Vescovado a quelli della Scuola Militare Alpina per passare in seguito nell'ex chiesa di San Lorenzo da dove, grazie alla disponibilità del comune di Saint-Pierre, approdò nelle storiche stanze del duecentesco castello. Era il 1977 e finalmente era stata trovata una sistemazione definitiva anche se dovevano passare ancora alcuni anni prima che, terminate le restaurazioni, potesse essere definitivamente aperto al pubblico. Tra gli uomini che più contribuirono alla costituzione prima e allo sviluppo poi del museo troviamo naturalisti valdostani di fama quali il canonico P.L.Vescoz, l'abate J. Henry, che fu anche presidente della Société de la Flore per quarant'anni, ed il botanico L.Vaccari, solo per citare i più noti.

IL MUSEO OGGI

Attualmente vi sono nove sale disposte su due piani a disposizione del pubblico che, dedicandovi almeno un'oretta, può conoscere la realtà dell'ambiente naturale valdostano scoprendo le varie specie animali e vegetali che lo abitano e la conformazione geologica del territorio grazie all'ausilio di fotografie, disegni, diorami, animali imbalsamati, campioni vegetali, ecc..

In una sala del piano terreno è ospitata una raccolta osteologica di trofei di Stambecco (Capra ibex) provenienti dal Parco Nazionale Gran Paradiso: si tratta della collezione più ricca al mondo per questa specie. Questo è ovviamente l'aspetto più appariscente di un museo, ma per arrivare all'esposizione pubblica è ovviamente necessario un oscuro lavoro a monte che viene attuato dai conservatori delle diverse sezioni (botanica, geologica e zoologica) e dai loro collaboratori. Questi si occupano soprattutto della catalogazione e sistemazione dei nuovi reperti e di mantenere costantemente aggiornate le varie collezioni in modo che la visita possa essere sempre più interessante sia per il semplice turista sia per lo studioso di scienze naturali.

Oltre a questo il comitato scientifico del museo, coordinato dall'attuale direttrice, la dottoressa Ivana Grimod, promuove ricerche e studi specialistici sui vari aspetti dell'ambiente naturale valdostano che vengono poi regolarmente pubblicati sulla Revue Valdôtaine d'Histoire Naturelle edita annualmente dalla Société de la Flore Valdôtaine.

Esiste anche una ricca biblioteca naturalistica che viene costantemente aggiornata grazie anche agli scambi con altri musei di storia naturale sia europei sia extra europei. Purtroppo, a causa soprattutto della mancanza di fondi e di spazi adeguati, la consultazione di queste opere non è a disposizione del grande pubblico come invece dovrebbe ed è fruibile per ora soltanto da studiosi e ricercatori dietro apposite richieste. Il grande numero di visitatori e l'interesse crescente verso le problematiche ambientali fanno capire quanto fosse necessaria anche per la Valle d'Aosta la creazione di un tale istituto e quanto sia importante che questo si mantenga vitale per soddisfare al meglio le crescenti aspettative di un pubblico in cui è in continua crescita una coscienza ecologica che fa ben sperare per il futuro del nostro ambiente.

   
Pagina a cura dell'Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche © 2024 Regione Autonoma Valle d'Aosta
Condizioni di utilizzo | Crediti | Contatti | Segnala un errore