Censimento dell'architettura rurale

Premessa

Tra il 1983 e il 1986, a seguito del convegno “Patrimoine. Un avenir pour notre passé” organizzato dal Consiglio d’Europa a Saint-Vincent, è stata intrapresa, con la collaborazione dell’arch. Claudine Remacle, la messa a punto di una metodologia di conoscenza del patrimonio culturale costituito dai villaggi storici che con la loro diffusa presenza ci hanno consegnato, all’affacciarsi del 1900, un territorio antropizzato sino ad alta quota con un buon rapporto di integrazione tra natura e opere dell’uomo.

Nel 1986, a seguito di una fase sperimentale di lettura storico-architettonica degli insediamenti nei comuni di Bionaz, Oyace, Ollomont e Valpelline, la metodologia di rilevamento e i primi esiti della ricerca sono stati resi noti con la pubblicazione del volume “Architecture rurale en Vallée d’Aoste” (C. Remacle, Architecture rurale. Analyse de l’évolution en Vallée d’Aoste, Quaderni della Soprintendenza per i Beni Culturali della Valle d’Aosta, Roma 1986).

 

La metodologia di censimento

Il pregio della ricerca sta nella lettura del villaggio come organismo evolutivo, evitando le schematizzazioni tipologiche e radicando lo studio sull’esame dei documenti storici e nell’analisi dell’architettura.

Con la legge regionale 1° luglio 1991, n. 21, riconoscendo al patrimonio costituito dai villaggi rurali, dagli insediamenti minori, dai terrazzamenti, dai canali irrigui, dalla messa in coltura dei terreni, dagli alpeggi, dai fabbricati produttivi, il valore di testimonianza materiale della nostra storia e della nostra identità culturale, si è voluto promuovere un’azione coordinata di conoscenza e tutela per favorirne il recupero nel rispetto dei suoi valori autentici.

Il censimento ha così acquisito un valore istituzionale e al Comitato per il coordinamento del censimento dell’architettura storica minore è stato affidato il compito di predisporre il piano generale di rilevamento. Inoltre dal 1991 al 1996 l’attivitàè stata supportata dalla formazione, tramite corsi professionali realizzati con fondi regionali ed europei, di rilevatori dell'architettura storica minore.

Molto sinteticamente, il metodo di rilevamento considera i villaggi di un comune attraverso la schedatura analitica degli organismi edilizi, lo studio storico del villaggio, l’organizzazione territoriale del villaggio e del suo intorno, lo studio dell’uso del suolo, la ricerca di documentazione storica, lo studio della toponomastica. È prevista anche una scheda di registrazione delle informazioni più significative in casi urgenti di intervento sugli edifici o di esame di edifici in villaggi molto rimaneggiati in cui sarebbe difficile condurre l’indagine in forma completa.

Le prime esperienze di rilevazione hanno immediatamente portato a ritenere opportuno di dedicarsi ad un comune nel suo complesso piuttosto che fare una selezione tra tutti i nuclei della regione. Quest’ultima scelta presupponeva infatti una conoscenza dei nuclei stessi che all’epoca non era disponibile e che in effetti si intendeva acquisire proprio con il censimento. Inoltre prendere come riferimento il territorio comunale consentiva di esaminare gli organismi edilizi rapportandoli all’organizzazione degli insediamenti, alla loro evoluzione nel tempo in un dato ambito geografico e nel contempo favoriva ricerche d’archivio più sistematiche e quindi meno dispersive. Il metodo di rilevazione è stato poi anche affinato per mettere in luce le scoperte che via via le indagini fornivano.

 

L’attuazione del censimento

Il piano di rilevamento ha preso in considerazione in via prioritaria i comuni che conservavano un patrimonio edilizio storico significativo e rappresentativo dei caratteri dell’architettura rurale della Valle d’Aosta. Contemporaneamente l’attenzione è stata rivolta ai comuni delle testate di valle, sottoposti a maggior attività edilizia, sia per avere a disposizione adeguate informazioni per la valutazione delle proposte di intervento sia per documentare in modo appropriato il patrimonio più soggetto a trasformazione.

In generale le indagini hanno preso in considerazione i nuclei storici permanenti che presentavano un patrimonio edilizio coerente con le finalità della legge. Ovviamente non sono stati presi in considerazione gli insediamenti più specificatamente urbani (come per. es. il centro storico di Aosta, i borghi di Châtillon e Saint-Vincent) o dove la leggibilità del patrimonio storico era compromessa da consistenti trasformazioni edilizie.

Negli ultimi anni, per accelerare la conclusione del censimento, sono state effettuate rilevazioni a campione.

Complessivamente sino ad oggi sono stati oggetto di indagine 70 comuni e sono state avviate le rilevazioni nei restanti 4 comuni (Quart, Saint-Pierre, Verrayes, Villeneuve).

 

La divulgazione dei risultati di censimento

In relazione agli obiettivi del censimento di disporre di dati conoscitivi del patrimonio in oggetto, tutta la documentazione di censimento è a disposizione delle comunità locali presso gli uffici della struttura Catalogo beni culturali. Essa può essere efficacemente utilizzata per la comprensione delle caratteristiche del patrimonio insediativo e per la redazione di piani regolatori, progetti, strumenti di pianificazione, ecc.

 

Le pubblicazioni realizzate

Architecture rurale: analyse de l’évolution en Vallée d’Aoste, di Claudine Remacle, pubblicato nel 1986, che illustra la metodologia del censimento e pone quale esempio la ricerca effettuata a Valpelline;

L’Habitat rural valdôtain, di Claudine Remacle, pubblicato nel 1994, che illustra l’organizzazione del territorio, i processi di insediamento e l’evoluzione dell’architettura ponendo a confronto  i comuni di Torgnon, Oyace e Bionaz;

Architettura rurale in Valle d’Aosta: Torgnon, di Matilde Martinengo, pubblicato nel 1998, che illustra la situazione geografica e storica comunale, descrive tutti i villaggi e le frazioni che conservano una possibilità di lettura dell’edificato antico, propone percorsi guidati attraverso villaggi e territorio, raccoglie una serie di documenti per la comprensione del lavoro di censimento svolto a Torgnon;

Vallée d’Aoste. Une vallée, des paysages, di Claudine Remacle, pubblicato nel 2002, rende conto delle conoscenze acquisite e fornisce un contributo fondamentale per la lettura dei paesaggi agrari e dell'architettura rurale della Valle d'Aosta;

Osservare, conoscere, conservare. Appunti per il recupero dell’architettura tradizionale nei comuni di Perloz e Pontboset, redatto nel 2005 nell’ambito del progetto Interreg IIIB – Alpine Space, CULTURALP – Conoscenza e valorizzazione dei centri storici e dei paesaggi culturali nello spazio alpino; costituisce un esempio delle conoscenze a cui si giunge elaborando i dati di censimento e promuove un uso consapevole del patrimonio rilevato tramite la descrizione delle tecniche costruttive tradizionali e l’indicazione di possibili interventi finalizzati alla conservazione dei manufatti.

La documentazione di censimento e successive elaborazioni sono state inoltre messe a disposizione del Comune e della Biblioteca comunale di Ayas per la pubblicazione nel 2000 del volume Ayas, uomini e architettura, e della Comunità montana Walser – alta valle del Lys per la realizzazione dell’esposizione e dell’opuscolo “Walserho/us”nell’ambito del progetto Interreg IIIB – Alpine Space, WALSERALPS, dedicato ai villaggi di Gressoney-La-Trinté. Gressoney-Saint-Jean e Issime.

Spesso, alla conclusione dei lavori di rilevazione, nei comuni interessati sono state organizzate, con successo, delle esposizioni per rendere noti i risultati dell’attività svolta.

 

 



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