PIANO ARIA
L’esperienza del sistema CasaClima portata avanti dalla Provincia Autonoma di Bolzano è estremamente interessante non solo per i contenuti e per l’efficacia con la quale è stata messa in atto, ma anche perché è stata realizzata con successo in un contesto in tutto simile a quello valdostano.
IL SISTEMA CASACLIMA
di Christian Cavorsin
Schema delle categorie CasaClima.CasaClima è un sistema di classificazione dei consumi che ha avuto molto successo in Alto Adige e che ha contribuito a ridurre fortemente il dispendio di energia delle nuove costruzioni. Il semplice metodo di calcolo, i corsi per le imprese e per i professionisti ma soprattutto l’efficace informazione al pubblico ha permesso di diffondere standard costruttivi estremamente efficaci dal punto di vista energetico.
L’ufficio Aria e Rumore della Provincia di Bolzano (NOTA 1) ha elaborato, nel 2002, un parametro di efficienza energetica di immediata comprensione che ha finalmente consentito al consumatore di valutare anche questo aspetto nella compravendita delle case. In base al consumo annuo di energia per metro quadro, gli edifici vengono classificati in categorie A, B, C, D, E, F e G e ORO (NOTA 2). Si parla infatti di consumo di gasolio equivalente per ogni metro quadro all’anno. La scala di valori e le relative classi di merito permettono di capire quanto consuma una casa in modo immediato, proprio come siamo abituati a fare con gli elettrodomestici. E il riscontro con le bollette energetiche diventa altrettanto facile.
Schema delle categorie CasaClima.Per fare un esempio una casa di 100 mq costruita con metodi tradizionali consumerà fino a 11 litri per metro quadro all’anno. Il proprietario riceverà dunque una bolletta di circa 1100 Euro. Una casa costruita con standard CasaClima A avrà un consumo decisamente inferiore, sotto i 3 litri, e pertanto la bolletta scenderà sotto i 300 Euro. Tutti sono in grado di fare questo semplice calcolo ma, fuori dall’Alto Adige, pochissimi fra i non addetti ai lavori riescono a interpretare il linguaggio degli strumenti normativi che dovrebbero regolare la materia. Il calcolo imposto dalla Legge 10/91 infatti è ostico e i risultati, quando non rispondenti alla reale messa in opera dei materiali, sono perlopiù difficilmente consultabili. Il risultato è che questo importante parametro di qualità è totalmente ignorato nella costruzione e nella compravendita degli immobili e le conseguenze di una realizzazione poco attenta al risparmio energetico ricade normalmente sulle spalle del consumatore. Proprio chi dovrebbe fare attenzione al risparmio viene messo nelle condizioni di non avere informazioni sufficienti.
L’attenzione al consumatore e l’efficace opera di comunicazione che sono stati capaci di mettere in atto in Alto Adige hanno fatto sì che ormai lo standard CasaClima sia penetrato nel linguaggio comune. Chi compra, affitta, costruisce in provincia di Bolzano è perfettamente consapevole di quali prestazioni energetiche dovrà possedere un edificio. E non solo, il committente in genere richiede esplicitamente determinate caratteristiche di consumo. Si è innescata addirittura una forma di competizione fra i consumatori privati ma anche pubblici. Il caso del municipio di Brunico (CasaClima B, consumo inferiore ai 5 litri) è emblematico: dovendo progettare la nuova sede, il comune vicino di San Lorenzo ha voluto la propria sede in categoria migliore di quella di Brunico (CasaClima A, consumo inferiore ai 3 litri).
Uffici Klas - Malles. Standard passivo.Questa piccola rivoluzione dal basso ha coinvolto anche gli attori tradizionalmente interessati nelle costruzioni. I corsi di formazione per esperti CasaClima hanno visto la partecipazione prima delle imprese e degli artigiani e, in seconda battuta, anche dei progettisti. Questi ultimi hanno dovuto adeguarsi alle richieste dei committenti e hanno risposto adattando le proposte formali agli standard energetici CasaClima. Sono cambiati i metodi di lavoro: la progettazione è diventata molto più accurata e il rapporto con le imprese più stretto; queste, da parte loro, hanno preso coscienza delle loro responsabilità nel raggiungimento della qualità del manufatto e si è attenuato il contrasto normalmente in atto fra direzione lavori e impresa realizzatrice.
Ne è nata una felice integrazione fra alti standard tecnici e soluzioni architettoniche, a dimostrazione di come evoluzione tecnologica e nuove richieste prestazionali arricchiscano l’architettura anziché limitarla.
I primi modelli di case a basso e bassissimo consumo (standard passivo, cioè al di sotto di 1,5 litri di consumo) si sono ispirati alle realizzazioni tedesche e del vicino Vorarlberg austriaco. Alcune realizzazioni hanno seguito tipologie piuttosto compatte e di linee moderniste.

Hotel Viglioch - San Vigilio. CasaClima A.In seguito la tecnica costruttiva si è adattata ai modelli e alle tipologie locali e si è integrata alla tradizione costruttiva altoatesina.
Anche nei recuperi e negli ampliamenti il basso consumo energetico è stato ottenuto adeguando gli involucri ai livelli di prestazioni termiche richieste.
Un ruolo particolare è rivestito dalla tipologia della casa in legno. Per gli spessori ridotti di muratura che consentono l’inserimento di strati isolanti notevoli, per la leggerezza e la versatilità dei componenti e la predisposizione alla prefabbricazione leggera la tradizione altoatesina della costruzione in legno è stata reinterpretata con successo nei sistemi a telaio e a pannello portante. Non a caso una buona parte delle case a basso consumo sono in legno e gli operatori del settori si sono dovuti adeguare ai nuovi processi produttivi. In particolare la progettazione, oltre a tener conto degli aspetti energetici, ha dovuto compiere un salto di qualità nell’attenzione ai dettagli e nella previsione complessiva anche della parte impiantistica in modo tale da consentire la produzione in stabilimento dei componenti edilizi. Alcune ditte integrano infissi e impiantistica nei pannelli portanti e la fase di montaggio in cantiere si contrae da parecchi mesi a pochi giorni.

Casa Mariner – Perento. CasaClima Oro+. Premio 2005 edifici unifamiliari.A potenziare e stimolare la diffusione del sistema si è aggiunto, a partire dal 2003, un premio alle migliori realizzazioni CasaClima. Sono state definite differenti categorie di costruzione e ed è stata istituita una giuria che attribuisce il premio: uno dei quadri che compongono l’opera Grün dell’artista berlinese Michael Müller (un insieme di 100 dipinti modulari che rappresentano i diversi modi di definire il colore verde nella lingua delle popolazioni amazzoniche della regione Acre).
È interessante il fatto che viene premiato non soltanto il progettista, come nella maggior parte dei riconoscimenti in questo campo, ma anche e soprattutto il committente ad ulteriore conferma del suo ruolo centrale nell’economia del sistema (NOTA 3).
Dal 2004 è stato istituito anche il premio per il miglior intervento di recupero dell’esistente, un’iniziativa estremamente importante data la vastità del patrimonio edilizio storico che deve essere risanato dal punto di vista energetico. In Alto Adige infatti la maggior parte dei fabbricati esistenti è stata costruita prima del 1980 e il consumo medio si aggira intorno ai venti litri; il potenziale di risparmio energetico in questo settore è dunque altissimo.
Il certificato CasaClima non comporta l’ottenimento di contributi di alcun genere eccetto, per la categoria A, un modesto sconto volumetrico in fase di realizzazione. Alcuni istituti di credito applicano tassi agevolati alle realizzazioni con standard migliori come succede ormai da qualche anno in Svizzera per le case con standard Minérgie, un sistema che presenta molte analogie con CasaClima.
Edificio CasaClima A in corso di realizzazione.Il certificato viene rilasciato dall’Ufficio Aria e Rumore della Provincia di Bolzano e si basa su una previsione progettuale e una verifica del costruito. I test a campione con termocamera e blower door (un apparecchio che permette di valutare la tenuta all’aria dell’involucro) garantiscono la veridicità delle certificazioni. La riconoscibilità di una casa certificata è affidata ad una targhetta esposta accanto alla porta di ingresso; ciò ha l’effetto di rafforzare l’identificazione del proprietario con la propria scelta costruttiva.
Oltre al risparmio energetico CasaClima tende a premiare anche soluzioni tecnologiche che rispettino ambiente e salute. L’indicatore + aggiunto alla categoria di consumo sta ad indicare che l’edificio utilizza materiali ecocompatibili e innocui per la salute, fonti energetiche rinnovabili per i fabbisogni energetici, nessun utilizzo di prodotti sintetici per l’isolamento e il trattamento delle superfici, nessun impiego di legno di origine tropicale; inoltre è necessario che il fabbricato utilizzi pannelli solari oppure abbia sistemi di recupero delle acque piovane o, ancora, tetto verde. Attualmente il 15% degli edifici certificati CasaClima in Alto Adige hanno conseguito il marchio +.
Oggi nella provincia di Bolzano sono circa 350 gli edifici certificati CasaClima (NOTA 4). Di questi il 10% circa è in categoria A (sotto i 3 litri) mentre il 30% circa è in categoria B (sotto i 5 litri). Vi è da dire che a partire dal gennaio 2005, per gli effetti di una legge provinciale, è divenuto obbligatorio lo standard CasaClima C (7 litri equivalenti) per ogni nuovo edificio ad uso abitativo o ufficio (esclusi quelli localizzati in zone produttive). Questi dati ci bastano per capire come in pochissimi anni sia stato possibile abbattere i consumi energetici del settore edilizio in un territorio svantaggiato dal punto di vista climatico.
L’esperienza del sistema CasaClima portata avanti dalla Provincia Autonoma di Bolzano è estremamente interessante non solo per i contenuti e per l’efficacia con la quale è stata messa in atto, ma anche perché è stata realizzata con successo in un contesto in tutto simile a quello valdostano. In Alto Adige infatti le condizioni ambientali, le risorse, i vincoli territoriali fanno sì che le strategie energetiche scelte siano applicabili anche nella nostra regione.
Le prime case progettate con standard CasaClima sono già in corso di realizzazione in Valle d’Aosta. La sfida da affrontare nei prossimi anni sarà quella di armonizzare le esigenze di basso consumo con le tecniche e le tipologie costruttive valdostane sia per le nuove costruzioni che per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Ma per raggiungere questi risultati è necessaria la sinergia di tutti gli attori coinvolti nella filiera edilizia, a partire dall’ente pubblico che deve informare il cittadino-consumatore fino alle imprese, agli artigiani e ai progettisti, ciascuno per le proprie competenze, in modo da innescare un processo di tipo win win, cioè in cui tutti i partecipanti traggono vantaggio.
   
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