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NESSUN BAMBINO E' STATO LASCIATO NELLE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA
18:00 - 08/03/2006

(ANSA) - ROMA, 8 mar - L'idea di ripristinare, anche se in forme più moderne, le antiche 'ruote' nelle quali venivano deposti i bimbi abbandonati perché mani caritatevoli se ne prendessero cura, è stata più volte annunciata ed in diversi casi resa operativa. Ma quelle moderne 'ruote' sono rimaste irrimediabilmente vuote.
Nessun neonato è stato mai lasciato nelle culle dei bambini abbandonati allestite in diverse città italiane negli ultimi 15 anni. Diversa è la situazione per i bambini fatti nascere in ospedale ma lasciati subito dopo la nascita, con l'anonimato della madre, come prevede la legge: sono centinaia all'anno, anche se non esistono dati ufficiali. Ma gli ultimi disponibili del 1992 parlavano di 1.078 neonati, con numeri in crescita se si pensa che la media degli ultimi anni per i soli ospedali romani è sopra i 60 abbandoni.
Per quanto riguarda le "ruote", è rimasta inutilizzata quella aperta nel 1993, e tuttora in funzione, ad Aosta nel convento delle suore di San Giuseppe.
Stessa sorte per la 'culla per la vita' organizzata dal Centro per la vita di Casale Monferrato (Alessandria) messa in funzione, senza che sia mai stata utilizzata, nel 1995. Più successo ha avuto l'attigua casa di accoglienza per madri in difficoltà che anche attualmente ospita alcune neomamme che altrimenti non avrebbero potuto dare alla luce i loro bambini con un minimo di sicurezza e assistenza.
Da quasi dieci anni, cioé da quando è stata inaugurata nel 1997, non è passato alcun bambino per lo sportello hi-tech della ruota aperta a Treviso: non ha mai suonato il segnale acustico collegato alla culla pronta - per ora invano - ad accogliere i piccoli abbandonati.
Inutilizzata anche la 'ruota' realizzata a Palermo nel 1998 dal Movimento per la Vita, anche se il movimento sta lavorando per istituirne altre cinque in tutta la Sicilia.
Nessun bambino anche nell'ultima 'nata' tra le ruote, che vanta però le origini più antiche, quella di Firenze: inaugurata poco più di un mese fa dal Movimento per la vita è una culla allestita in un vano che si apre automaticamente, collegata anche ad un sistema video a circuito chiuso. E' l'erede della ruota attraverso la quale nel 1445, all'antico Spedale degli Innocenti, passo la prima bambina abbandonata. Si chiamava Agata Smeralda ed aprì la strada a tanti altri piccoli 'innocenti' che trovarono assistenza e riparo attraverso la ruota. La cui riedizione non sembra, per ora, altrettanto utilizzata. (ANSA).
