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SFOLLATI E COMUNI BLOCCATI.LIVIGNO ISOLATA, ACQUA ALTA A VENEZIA
18:59 - 25/12/2009

(RIEPILOGO) (ANSA) - ROMA, 25 DIC - Frane, fiumi in piena, comuni bloccati e cittadini costretti ad abbandonare le proprie case, rischio elevato di valanghe su tutto l'arco alpino, acqua alta record a Venezia: dopo il freddo e la neve, sono state le piogge cadute abbondantemente su tutto il centro-nord alla Vigilia e nel giorno di Natale, a provocare disagi pesanti.
Le situazioni più gravi si sono verificate in Liguria e Toscana, dove intere zone sono finite letteralmente sott'acqua e diverse frane hanno interrotto strade provinciali e comunali. Al momento, spiegano dalla Protezione Civile, è rientrato l'allarme in Liguria, soprattutto nello spezzino dove l'esondazione del fiume Magra aveva costretto all'evacuazione in via precauzionale di circa 500 persone (già rientrate in casa), mentre rimane alta l'allerta per la Toscana, in particolare in provincia di Lucca dove il Serchio ha rotto gli argini in tre punti a Santa Maria del Colle. Al momento sono state evacuate 200 persone e altre 150 potrebbero essere portare via se il fiume dovesse continuare a salire. Nella zona della provincia di Pisa, Lucca e Prato - le più colpite, dove secondo la protezione civile regionale vi sono circa duemila persone isolate in comuni che non sono raggiungibili a causa delle frane
- vi sono 250 vigili del fuoco al lavoro, con 3 elicotteri, che
hanno portato in salvo circa un centinaio di persone rimaste bloccate nelle auto e nelle abitazioni invase dall'acqua.
Problemi si sono verificati anche nel ponente ligure, dove una frana ha costretto alla chiusura dell'Aurelia tra Alassio e Albenga. In Toscana sono stati invece chiusi il tratto dell'A11 compreso tra l'allacciamento con la A12 Genova-Livorno e Pisa nord per l'esondazione di un torrente che corre lungo l'autostrada, e l'A12 tra Viareggio e Pisa centro per lo smottamento del piano stradale.
Il rischio di esondazione dei fiumi resta alto anche in Emilia Romagna, dove vengono costantemente monitorati il Secchia, il Panaro e il Taro, mentre è rientrata l'allerta per il Tagliamento e l'Isonzo, in Friuli Venezia Giulia. In Lombardia invece il problema è rappresentato dalle frane, che hanno interessato diverse zone, e dalle valanghe. Livigno risulta isolata da una slavina che ha bloccato la statale 131, mentre su tutto l'arco Alpino resta 'forte' il rischio di valanghe, dopo le nevicate abbondanti dei giorni scorsi e il repentino rialzo delle temperature.
Anche Venezia è stata interessata dall'ondata di maltempo: l'acqua alta ha raggiunto i 145 centimetri sul medio mare - l'ottava misura di sempre - tanto che la messa di mezzanotte è stata accorciata e velocizzata per consentire ai fedeli, tutti con gli stivali, di raggiungere le case senza incrociare la punta di massima marea.
Nelle prossime ore, sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, la situazione sulle regioni centro-settentrionali dovrebbe migliorare: la perturbazione si sposterà infatti al centro-sud, ma i fenomeni saranno di minore intensità. E intanto dalla Sardegna alla Sicilia, il Natale è trascorso con temperature altamente sopra la media: 23 gradi a Cagliari, 22 gradi a Catania e Messina, 20 a Palermo, dove i giovani hanno preso d'assalto la spiaggia di Mondello.(ANSA).
