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SI FA STRADA L' IPOTESI DI UN RAPIMENTO ANOMALO E DELLA FUGA
18:11 - 04/05/2003

(ANSA) - AOSTA, 4 MAG - L'unica cosa certa è che gli inquirenti brancolano nel nulla e in loro matura il convincimento che si trovano da dover districare un caso assolutamente anomalo. Sono esattamente 15 giorni che Erika Ansermin, la giovane coreana di 27 anni, è scomparsa nel nulla, come volatilizzata. La ragazza è sempre stata molto attaccata al papà e alla mamma che l'hanno adottata ad Hong Kong quando aveva pochi mesi e con la sorella poi, lei pure coreana adottata ma tre anni più grande, si confidava sempre.
E' stata vista per l'ultima volta verso le 11,30 di due domeniche fa dall'impiegata di un noleggio cassette video all'ingresso est di Aosta. Erika è uscita di casa, in via Innocenzo V Papa, poco distante dall'Ospedale di Aosta, attorno alle ore 11 per raggiungere a Courmayeur il fidanzato Christian Valentini ed i futuri suoceri. Prima di salire sulla Panda della mamma ha salutato una vicina. Poi più nulla. Della giovane donna l'ultima traccia è la telefonata al fidanzato: "ci vediamo tra un'oretta - ha detto a Christian dopo avere depositato la videocassetta.
Alle 13,30 scatta l'allarme; si incrociano le telefonate tra il fidanzato e la famiglia dei Erika e gli amici più stretti. Partono le ricerche e 24 ore dopo alcuni amici trovano la Panda sul ponte di Avise, un comune a una quindicina di chilometri da Aosta per raggiungere il quale bisogna lasciare la statale di Courmayeur. L'auto era chiusa a chiave; dentro la borsetta con gli effetti personali ed il cellulare spento. Non c' erano però né le chiavi di casa di Aosta, che aveva lasciato nella cassetta delle lettere, né delle due abitazioni di Milano. La giovane conviveva nel capoluogo lombardo, dal lunedì al venerdì, con il fidanzato che conosce da una decina di anni; ma stava arredando un nuovo alloggio dove il 25 aprile avrebbe dovuto trasferirsi con il suo uomo.
Carabinieri, uomini del soccorso alpino, volontari, unità cinofile, sommozzatori perlustrano la zona per dieci giorni e scandagliano le torbide e gelide acque della Dora Baltea. Nessun indizio consente di privilegiare un'ipotesi piuttosto che un'altra. Perde però quota l'ipotesi del suicidio. A nulla è servito sentire centinaia di persone. Sulla vicenda c' è un buio pesto. Anche l'appello della mamma cade nel nulla. "Erika torna, se hai qualche problema lo risolviamo" ha detto in tv qualche giorno fa la donna distrutta dal dolore. Rivolgendosi ad un possibile rapitore ha aggiunto: "se qualcuno la tiene segregata la lasci tornare a casa". Ma nulla. Gli inquirenti assicurano che né alla famiglia né ad amici sono giunte richieste di denaro. La famiglia Ansermin vive in condizioni agiate ma non da giustificare un rapimento per chiedere il riscatto.
"Più il tempo passa - ha detto il pm Pasquale Longarini che coordina l'inchiesta - più la cosa diventa inquietante. Nessun elemento ci consente di escludere una qualsiasi ipotesi. Ci sono situazioni strane che stiamo valutando". Gli investigatori effettuano anche riscontri su segnalazioni di avvistamenti di Erika che però sono considerati poco attendibili. Tra gli inquirenti inizia a farsi strada l'ipotesi che Erika abbia deciso di sparire, forse andare alla ricerca della sua identità. A suffragare l'ipotesi c' è il parere del giallista Andrea G.Pinketts: "Conosco molti casi di persone adottate che a un certo punto della loro vita sentono il bisogno di allontanarsi per andare alla ricerca di qualcosa. Uno di questi riguardava tra l'altro proprio una ragazza d'origine coreana. Lei, pur vivendo in una famiglia benestante che l'ha cullata e coccolata, che l'ha trattata benissimo, ad un certo momento ha sentito il bisogno di staccarsi e di cercare la propria identità altrove". Certo, commenta, "non è facile una fuga senza soldi e senza documenti. Se fuga è stata, Erika deve essere stata aiutata".
Molto più drammatica la seconda ipotesi ancora al vaglio: un rapimento anomalo, forse di uno spasimante respinto. La possibilità è stata ventilata dallo stesso fidanzato, praticante in uno studio legale di Milano. Agli inquirenti avrebbe infatti confidato che molti uomini erano attratti dai lineamenti orientali di Erika, da qualche tempo impiegata in una agenzia milanese di moda. Ma è possibile che Erika vivesse una situazione difficile che ha sempre tenuto segreta a tutti. (ANSA).
