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Il 58% sceglie più periodi, agosto il mese più gettonato, frenano i viaggi all'estero.
10:54 - 25/07/2026

(ANSA) - ROMA, 25 LUG - L'estate 2026 farà registrare circa
tre milioni di partenze in più rispetto all'anno scorso e
conferma il cambiamento delle abitudini di viaggio degli
italiani, con ferie sempre più spezzettate e una preferenza
crescente per soggiorni più brevi e distribuiti nell'arco della
stagione. Il 58% degli italiani, infatti, farà periodi di
vacanza separati (solo un quarto ne ha programmato una sola,
prevalentemente breve), mentre il 17% non ne farà alcuna.
E'
quanto rivela tra l'altro un'indagine di
Confturismo-Confcommercio, in collaborazione con SWG, sulle
vacanze degli italiani 2026, con un boom delle microvacanze: il
69% degli italiani prevede infatti uno o più brevi soggiorni,
una quota superiore a quella di chi effettuerà una classica
vacanza di almeno una settimana (52%). Quella principale - tra
giugno e settembre - resta comunque ad agosto per il 43% (a
settembre il 22%) e, per il 26%, sarà anche una vacanza lunga.
Tra le destinazioni, le incertezze dello scenario
internazionale favoruscono le località italiane (si riduce dal
44% al 37% la quota di italiani che trascorrerà le vacanze
all'estero). Il numero di persone che viaggerà in un Paese
extraeuropeo rispetto all'anno scorso è più che dimezzato con
una punta di -67% per le scelte che riguardano i break.
Quanto al budget, la quota media complessiva prevista per le
vacanze estive è pari a 1.165 euro pro capite. Gli italiani,
dunque, continuano a partire, ma tendono a distribuire il budget
su più periodi di vacanza e a contenere la spesa destinata a
ciascun soggiorno, privilegiando soluzioni che consentano di
conciliare il desiderio di viaggiare con una maggiore attenzione
ai costi. Infatti, ad agosto il 31% degli italiani andrà nelle
seconde case o ricorrerà all'ospitalità di amici e parenti,
confermando come le disponibilità economiche continuino a
rappresentare uno dei principali fattori che incidono sulle
vacanze. Il 10% degli italiani non potrà concedersi nemmeno un
giorno di ferie per motivi economici. Le difficoltà sono
particolarmente evidenti tra le famiglie con un reddito annuo
inferiore ai 18 mila euro (il 31% non partirà affatto), mentre
per le famiglie con un reddito superiore ai 54 mila euro annui
oltre sei su dieci prevedono più periodi di vacanza,
comprendendo almeno un soggiorno di una settimana o più. (ANSA).
