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Fiducia nelle news ai livelli più bassi da 10 anni nel mondo, volano social e video
07:01 - 16/06/2026

(di Titti Santamato) (ANSA) - ROMA, 16 GIU - La fiducia nelle notizie è ai livelli più bassi in 10 anni, le persone s'informano attraverso social e video più che sulle testate e tv tradizionali, cresce l'uso dei chatbot per le news e aumentano i creatori di contenuti che vogliono informare. E' un panorama in grande trasformazione quello dell'informazione mondiale con cambiamenti abbracciati oramai non solo dai più giovani. Il quadro emerge dal Digital News Report 2026 dell'Istituto Reuters, che per il nono anno consecutivo certifica l'ANSA prima in Italia per affidabilità tra le testate d'informazione. Secondo l'analisi annuale - condotta attraverso un sondaggio sui lettori in 48 Paesi e arrivata alla quindicesima edizione - l'ANSA guida la classifica con la fiducia degli italiani che resta stabile al 74%. Seguono a pari merito SkyTg24 e Sole 24 Ore al 64%. ANSA.it è secondo tra i siti d'informazione per numero di navigatori settimanali con il 17% a pari merito con Tgcom24 online. Primo sito è Fanpage al 22%, quarto SkyTg24, quinti Repubblica.it e Rai News online. Tra tv e radio, i tg Rai sono i primi seguiti da Mediaset, TgCom24 e SkyTg24 pari merito, poi Rai News24 e TgLa7. Il rapporto - che nella parte italiana è curato da Alessio Cornia, che collabora anche con l'indagine sull'informazione nel nostro paese condotta dal Master in Giornalismo 'Giorgio Bocca' dell'Università di Torino - certifica nel nostro Paese un calo complessivo nella fiducia nelle notizie di quattro punti percentuali sul 2025, attestandosi così al 32% (la media globale è 37%). Altro dato rilevante, è che il 36% degli italiani evita talvolta o spesso le notizie, in aumento di tre punti percentuali rispetto ad un anno fa. Si riduce ancora, passando all'8%, la percentuale di italiani che pagano per l'informazione online. La prima fonte di notizie è l'online col 69% delle preferenze, seguita dalla tv (62%), dai social media che risalgono al 45% dopo una flessione dello scorso anno (era il 27% nel 2013), infine la stampa all'11% contro il 59% del 2013. Podcast e chatbot si attestano al 6%. Il 44% degli italiani usa Facebook per le news, il 31% Instagram e il 29% WhatsApp, tutte percentuali in aumento per le tre piattaforme dell'ecosistema Meta. A livello mondiale, il Rapporto Reuters segnala per la prima volta social e piattaforme video come il modo più utilizzato per accedere alle notizie: il singolo lettore le usa per il 54%, per il 52% la tv, per il 51% i siti e le app delle testate d'informazione. Il 77% delle persone guarda video di notizie online ogni settimana, superando così quelli delle tv. Per la fruizione si preferiscono piattaforme di terze parti come YouTube, Instagram, TikTok e Facebook. In media, le testate giornalistiche hanno visto globalmente il consumo di video sui propri siti e app diminuire di cinque punti percentuali rispetto al 2025 e di dieci punti rispetto al 2021. Una tendenza più pronunciata tra i giovani, ma si sta verificando in tutte le fasce d'età. Altre due evidenze che emergono dal Rapporto sono l'uso dei chatbot per le notizie aumentato dal 7% al 10% a livello globale per le fasce di età più giovani, con un utilizzo pari al 16% tra le persone sotto i 35 anni, del 7% per gli over 35. Ma la fiducia nelle risposte dell'intelligenza artificiale rimane comunque relativamente bassa, pari al 20% a livello globale. Infine, l'analisi monitora la figura dei creatori di contenuti e degli influencer: un quarto del pubblico mondiale (27%) riceve notizie da quelli più focalizzati sull'informazione e quasi la metà (46%) da creator di qualsiasi genere. "Stanno cambiando la scoperta della notizie, ma non sostituendo il giornalismo tradizionale", sottolinea l'analisi. "Il pubblico si misura con una competizione sempre più serrata che punta ad attirare l'attenzione online, non dovremmo sorprenderci se alcuni scelgono di disimpegnarsi o affidarsi a qualunque cosa il loro flusso di notizie proponga - spiega Jim Egan, principale autore del Rapporto - Le persone, comunque, ancora credono nelle notizie e si fidano dei media con cui hanno più familiarità: il compito di informare resta, anche se il contesto delle notizie e dell'informazione diventa sempre più impegnativo". (ANSA).
