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01:01 - 16/06/2026

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Secondo il Rapporto arrivato alla quindicesima edizione e condotto in 48 Paesi attraverso un sondaggio sui lettori, in Italia la fiducia complessiva nelle notizie si attesta al 32%, in diminuzione di 4 punti rispetto allo scorso anno, mentre la media globale si attesta al 37%. Il 36% degli italiani evita le notizie, in aumento di tre punti percentuali sul 2025. Si riduce ancora di un punto, passando all'8%, la percentuale di italiani che pagano per le notizie online. La prima fonte di notizie è l'online (69%), seguita dalla tv (62%), dai social media che risalgono al 45% dopo una flessione dello scorso anno (erano al 27% nel 2013), infine la stampa all'11% contro il 59% del 2013. Podcast e chatbot si attestano al 6%. Il 44% degli italiani usa Facebook per le news, il 31% Instagram e il 29% WhatsApp, tutte percentuali in aumento per le tre piattaforme dell'ecosistema Meta. "Il settore dei media tradizionali in Italia resta dominato dalla Tv che genera il 73% dei ricavi dei media tradizionali con Rai, Sky e Mediaset che insieme prendono il 69% mentre le piattaforme come Netflix, Dazn, Amazon e Disney conquistano il 21% dei ricavi televisivi", spiega il Rapporto aggiungendo che le piattaforme, in base a dati del 2024, "prendono oltre l'85% dei ricavi pubblicitari online". L'analisi cita anche la trasformazione di Gedi, con il quotidiano La Stampa venduto all'editore Sae e il resto del gruppo acquisito da Antenna della famiglia Kyriakou. Il Rapporto Reuters sottolinea inoltre come "l'Italia sia un importante banco di prova per come editori, regolatori e politici stanno cercando di ridefinire il rapporto tra giornalismo e tecnologia". E menziona la decisione dell'Agcom del 2025 sull'equo compenso che riguarda piattaforme come Meta e il ricorso della Fieg alla stessa Autorità nell'ottobre 2025 contro Google per le funzioni di Ia nel motore di ricerca che, secondo gli editori, tolgono traffico e pubblicità ai siti d'informazione. "Entrambe le questioni avranno ripercussioni europee", si osserva. Infine, in Italia stanno diventando "sempre più rilevanti gli influencer e i creatori di contenuti", sottolinea l'analisi che cita la partecipazione della premier Giorgia Meloni a Pulp Podcast qualche giorno prima del referendum costituzionale del marzo 2026. Allo stesso tempo, conclude il Rapporto, "Substack ha guadagnato terreno tra giornalisti e commentatori popolari come Stefano Feltri e Selvaggia Lucarelli le cui newsletter hanno attirato rapidamente pubblico pagante". Infine, testate come Il Post e Will Media attraggono, rispettivamente, il 15% e l'11% degli under 35. (ANSA).
