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Cani e i gatti registrati sono ormai 2,3 volte superiori ai figli di età inferiore ai 14
17:59 - 16/05/2026

(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - In vacanza con gli amici animali: un
mercato molto interessante e promettente per il mondo del
turismo visto che in Italia i cani e i gatti registrati sono
ormai circa 16,5 milioni ovvero 2,3 volte superiori ai figli di
età inferiore ai 14 (che quindi vanno ancora in vacanza con i
genitori) ma che viene però ancora visto con reticenza dagli
operatori e dalle destinazioni. Emerge dalla ricerca di Jfc
'Dalla carrozzina al guinzaglio. L'evoluzione sociale e
l'incidenza sul turismo dei pets'.?"Un fenomeno non solo
italiano - spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e
responsabile della ricerca - se si considera che a livello
europeo si contano 89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di
gatti da affezione, generando così un totale pari a 198 milioni
circa di cani e gatti da compagnia. E si tratta di una clientela
che, nell'estate 2026, prediligerà le destinazioni montane e
appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino
Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia
Romagna e Toscana. All'estero, la nazione preferita è la
Francia, poi la Spagna e la Germania. Quest'anno gli italiani
soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del
proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per
il proprio pet". Complessivamente, sono 3 milioni 975 mila i
nuclei familiari che quest'anno faranno almeno una vacanza in
compagnia del proprio pet per oltre 73 milioni di presenze
turistiche "umane", generando un valore stimato in 9 miliardi
560 milioni di euro. Tuttavia, il mercato potenziale è
decisamente più elevato e potrebbe raggiungere quota 15 miliardi
802 milioni di euro secondo lo studio di Jfc. ?Il fenomeno della
contrapposta evoluzione che emerge tra l'indice di natalità e
l'adozione di animali già incide sul mercato turistico, e lo
farà in maniera più evidente nei prossimi anni. Tuttavia,
l'offerta italiana sembra non rendersene pienamente conto, se è
vero che sono moltissime le strutture ricettive, i gruppi
alberghieri e le destinazioni che si propongono sul mercato con
offerte dedicate alle famiglie con bambini (tant'è vero che sono
oltre 15 milioni i risultati che emergono su google1 effettuando
la ricerca delle parole chiave "vacanza family friendly"),
mentre invece c'è ancora reticenza verso il segmento pet. "Poche
offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio
- dice Feruzzi - per non creare fastidio agli altri clienti.
Infatti, se da un lato le strutture ospitali, ad esempio i
family hotels, si propongono con offerte che includono i
bambini/ragazzi gratis anche sino ai 18 anni e con una serie di
benefit dedicati (formula all inclusive con miniclub,
animazione, free drink, menu bimbi, culle e fasciatori, etc.),
dall'altro ancora troppe poche strutture offrono servizi
dedicati agli animali e, soprattutto, molte richiedono ancora un
supplemento. Senza considerare che alcune destinazioni creano
vere e proprie barriere allo sviluppo del pet tourism: la
proposta di un'imposta di soggiorno di 1,50 euro al giorno per
cane per i turisti in Alto Adige - poi ritirata a novembre 2025
a causa delle forti critiche - è l'esempio più lampante di una
scarsa visione di prospettiva".
?In sostanza, emerge come 4
Italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale da
compagnia, e ciò è dovuto anche ad una serie di difficoltà che i
nostri connazionali riscontrano nel momento stesso in cui si
approcciano alla prenotazione. Perché è un dato di fatto:
prenotare una vacanza con il proprio pet può rappresentare un
problema. Infatti, solo il 10,7% di italiani afferma di non
trovare alcuna difficoltà, rispetto al restante 89,3% che
riscontra almeno un fattore di criticità nel momento in cui
pensa a dove andare in vacanza nell'estate di quest'anno,
volendo ovviamente farlo in compagnia del proprio animale. Le
maggiori difficoltà: "trovare una struttura dove venga ospitato
l'animale da compagnia", indicata dal 27,6% degli Italiani, ma
anche la difficoltà di "fare un viaggio tranquillo e avere un
trasporto adeguato" per il proprio animale (14,5%). Alta anche
la quota di coloro (8,9%) che segnalano come complicato "trovare
ristoranti dove sia possibile entrare in compagnia
dell'animale", come pure "trovare spazi verdi a disposizione"
(6,1%) e trovare "località pet friendly" (5,6%). (ANSA).
