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L'Aquila ospita il focus sul Teatro No giapponese, a Roma i bambini di Gaza
10:18 - 13/05/2026 


(di Marzia Apice) (ANSA) - ROMA, 13 MAG - Dai bambini palestinesi alla Pimpa e Mafalda, da Mimmo Paladino al focus sul Teatro No giapponese: sono alcune delle mostre della settimana. ROMA - Palazzo Merulana accoglie dal 14 maggio al 28 giugno "How kids roll", progetto espositivo dedicato ai bambini costretti a vivere sotto l'assedio della guerra, in particolare a quelli di Gaza. Cuore del percorso è il lavoro fotografico di Melissa McClaren, realizzato durante le riprese del film How Kids Roll (2022-2023) che, senza retorica, costruisce un racconto visivo intimo fatto di frammenti di vita, gesti quotidiani, attese e giochi sospesi tra normalità e trauma. Accanto alle fotografie, alcune poesie scritte dai bambini di Gaza, raccolte dall'inizio del conflitto a oggi, voci potenti che arrivano dirette, non filtrate. Infine gli scatti di Mahmoud Abu Hamda, che documentano la realtà di Gaza dall'inizio del conflitto fino a oggi. All'Instituto Cervantes, in collaborazione con ARF! Festival, per la prima volta insieme a Roma le riproduzioni in stile Artist's Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa: è la mostra "Mafalda & La Pimpa", in programma dal 14 maggio all'11 luglio. Curata da Daniele Bonomo (Gud) e Stefano Piccoli (S3Keno), la mostra si rivolge a grandi e piccoli celebrando l'incontro tra lo sguardo lucido e disincantato con cui Mafalda osserva la realtà quotidiana e quello carico di meraviglia e gentilezza della Pimpa. LECCE - Dal 16 maggio al 13 settembre alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud la mostra "Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia", a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara. In collaborazione con l'Associazione Gianni Bertini (Milano) e l'Archivio Frittelli per l'Opera di Gianni Bertini (Firenze), il progetto espositivo si concentra su un tratto specifico della produzione dell'artista, compreso tra il 1946 e gli anni Settanta, indagando tre nuclei principali della ricerca: dai Gridi degli anni Quaranta, all'ampia produzione informale degli anni Cinquanta, fino al successivo concepimento e all'elaborazione della Mec-Art. MILANO - Leica Galerie Milano celebra il linguaggio della Street photography con Phil Penman e la sua mostra "Street diary". Allestita dal 15 maggio al 12 settembre, la mostra riunisce 34 scatti dell'autore britannico per raccontare New York e il mondo come un organismo vivo, attraversato da contrasti: atmosfere urbane dense, fatte di persone, nebbie, riflessi insieme a momenti di spontaneità e ironia che emergono come improvvise aperture di luce. A Palazzo Citterio dal 16 maggio al 26 luglio la mostra "Paladino", curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in collaborazione con l'Archivio Paladino. Nel percorso figura l'intera serie dei Dormienti, composta da 32 sculture realizzate da Mimmo Paladino in terracotta, tutte provenienti dalla stessa matrice ma combinate diversamente a seconda dello spazio che le accoglie. L'allestimento appare come una messa in scena teatrale, nel quale s'incontrano i corpi che giacciono silenti, adagiati in posizione fetale nell'ambiente ipogeo di Palazzo Citterio. ABANO TERME - Al Museo Villa Bassi Rathgeb, dal 16 maggio al 20 settembre, è in programma la mostra di Alfred Eisenstaedt "La fotografia era nell'aria", a cura di Monica Poggi. L'esposizione (che si completa con la mostra allestita al Museo Storico Navale di Venezia dal 22 maggio) si propone di far riscoprire un autore che ha contribuito in modo decisivo alla definizione del linguaggio del fotogiornalismo: nel percorso molte opere eterogenee, dalla documentazione lucida dell'Europa tra le due guerre a soggetti più intimi e lirici, fino ai reportage in Etiopia e Giappone e i ritratti di celebri personaggi. L'AQUILA - Alla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d'Ocre dal 16 maggio al 20 giugno "Nanakorobi Yaoki Cadere sette volte, rialzarsi l'ottava", il primo progetto dedicato al Teatro No, Immaginare l'invisibile di Fabio Massimo Fioravanti. Inserita nel programma de L'Aquila Capitale della Cultura 2026, la mostra presenta una selezione di 100 fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, scattate nell'arco di circa 35 anni in Giappone, divise in 5 sezioni: spettacoli nei teatri, performance nei templi shintoisti e buddhisti, backstage e stanza dello specchio (il luogo più segreto del no), esercizi degli attori, realizzazione delle maschere. A queste si affiancano 40 ukyo-e di Tsukioka Kogyo (esposte per la prima volta in Italia), realizzate tra il XIX e il XX secolo, e alcune maschere No dell'artista Keiko Udaka con costumi di scena e ventagli. (ANSA).


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