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Jfc, il 69% è però condizionato negativamente da ticket ingresso
18:20 - 10/08/2024

(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 10 AGO - "Non c'è estate che vip, così come il
mondo intero non venga in Italia. Un'attrazione quasi fisica che
gli anni non riescono a scalfire", scrive sui social la ministra
del Turismo Daniela Santanchè. E questo purtroppo vuol dire però
anche lunghe file, caos, salti mortali per scovare parcheggi o
guadagnare un tavolo al ristorante o anche solo una toilette:
l'affluenza eccezionale di turisti finisce spesso con il
saturare le capacità fisiche, ecologiche e sociali che il
territorio e i residenti sono in grado di sostenere.
"Non lamentiamoci di sovraturismo, lavoriamo per una gestione
organizzata, come stiamo facendo", avverte la stessa Santanchè.
Ma la questione non è di facilissima risoluzione. Come emerge da
una ricerca di Jfc che l'ANSA pubblica in anteprima, il 49%
degli italiani è d'accordo con l'introduzione di misure che
limitino e/o controllino i flussi turistici nelle destinazioni;
il 38,4%, invece, si dice contrario e si oppone a tali
interventi; c'è poi una quota del 12,3% che segnala queste come
misure "non in grado di produrre benefici reali".
È interessante però comprendere le valutazioni in merito: un
italiano su cinque (21,5%) considera "non corrette" le
limitazioni agli ingressi nelle destinazioni turistiche, in
quanto "si tratta di luoghi pubblici"; il 19,2% afferma che tali
misure sono "ideali per la sostenibilità dei residenti", come
pure un'ulteriore quota del 17,2% si dichiara anch'essa
favorevole in quanto ritiene che la limitazione agli ingressi
sia una politica "corretta per non far entrare troppa gente".
C'è poi una quota del 16,9% che si dichiara contraria e che
ritiene tali misure "non utili perché limitano la libertà delle
persone". A seguire, il 12,9% che considera tali limitazioni
"giuste per far stare meglio i turisti presenti", mentre infine
per una restante quota del 12,3% l'introduzione di tali misure
"non porta ad alcun cambiamento".
Quando sono poi gli italiani a viaggiare, il 68,2% si lascia
condizionare dall'obolo di ingresso nel momento in cui pensa di
fare una visita, ad esempio, a Venezia. "Alcune amministrazioni
comunali, più che pianificare precise strategie di destination
management per una corretta gestione dei flussi turistici, -
spiega Massimo Feruzzi, ceo di Jfc e responsabile della ricerca
- hanno deciso di provare a porre un limite al sovraffollamento
nella maniera più semplice e anche più remunerativa, che è
quella di innalzare il più possibile l'imposta di soggiorno o
quella di sbarco, soprattutto nei periodi di alta stagione.
Formula, questa, che si è rilevata essere sì funzionale ad
aumentare le entrate comunali, ma assolutamente inefficace per
arginare gli arrivi".
Oltre all'incremento di tali imposte, si introducono
limitazioni al numero degli ospiti, si fanno pagare ingressi, si
limitano gli orari di accesso alle eccellenze turistiche o si
prova a ridurre la mobilità in entrata. "Succede così - dice
Feruzzi - che da giugno sino a tutto ottobre sui 60 km della
Statale 163 Amalfitana, dalle ore 10 alle ore 18, è possibile
circolare solo a targhe alterne, mentre ad Amalfi è fatto
divieto ai pullman di parcheggiare ed alle Cinque Terre si alza
il prezzo del biglietto del treno che collega le località.
Perché, è utile ricordarlo, la sostenibilità della destinazione
è sì essenziale, ma occorre anche tenere a mente che l'articolo
18 della Costituzione sulla libera circolazione sul territorio
nazionale e anche il Codice Mondiale di Etica del Turismo,
approvato dall'Unwto".
La ricerca si focalizza sul caso italiano più eclatante,
Venezia, e sull'introduzione del ticket di ingresso, che ha
debuttato lo scorso 25 aprile. Per 1 italiano su 4
l'introduzione del contributo di accesso incide fortemente sulla
scelta di fare o meno una visita, ma è altresì molto alta la
quota di coloro che attribuiscono a tale costo da sostenere
un'incidenza alta e medio-alta arrivando a un totale del 68,2%
che valuta negativamente questa misura, in quanto incide sulla
loro scelta di visitare la città. (ANSA).
