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Notizia
14:26 - 11/07/2024

(ANSA) - AOSTA, 11 LUG - Il presidente della Regione, Renzo
Testolin, ha ricordato che "questo tema fa parte del patrimonio
politico di molti gruppi politici di questo Consiglio", infatti
"il governo e la maggioranza lo hanno indicato nelle priorità
del programma di legislatura. La mozione approvata lo scorso
anno ci impegnava a intraprendere questo percorso di
approfondimento e noi abbiamo scelto di seguire parallelamente
le due strade: quella della proposta di legge statale che stiamo
discutendo e quella del provvedimento attuativo del nostro
Statuto. Non è un percorso facile, ma abbiamo il dovere di
dialogare con lo Stato per poter applicare il principio delle
zone franche sul nostro territorio. È vero che non è questo il
concetto originario di zona franca, ma oggi le esigenze dei
comuni sono diverse ed è su queste differenze che occorre
lavorare".
"Siamo di fronte a sfide importanti - ha detto il vice
capogruppo della Lega Vda, Erik Lavy - ed è bene fare pressione
sui nostri Parlamentari ma i 'nemici' sono più all'opposizione
che al governo e quindi tutte le forze politiche presenti in
quest'aula dovrebbero intervenire con i loro referenti romani.
Sosterremo questa proposta che potrà dare delle risposte alla
nostra regione anche se non basterà per invertire la rotta per
contrastare lo spopolamento della montagna e la desertificazione
commerciale".
Secondo Corrado Jordan (Uv) il tema "è l'occasione per dare
vita ad un dibattito serio sulle politiche che vogliamo avviare
per sostenere il 'vivere in montagna', aiutando zone della Valle
che soffrono di più rispetto ad altre, per migliorare la qualità
della vita e fare in modo che le differenze tra i territori
siano minime, per invertire un pericoloso trend di calo
demografico i cui effetti sono più evidenti nelle zone più
marginali".
"Il testo di Commissione ha raccolto elementi perfezionanti
del testo originale e di condivisione - ha sottolineato Paolo
Cretier, capogruppo di Fp-Pd - in un approccio che tende a
sostenere le attività locali e che impegna le persone fisiche
anche al trasferimento della residenza e a mantenerla per dieci
anni, per contrastare anche l'abbandono e il calo demografico in
un complesso di sviluppo imprenditoriale e occupazionale".
Secondo Pierluigi Marquis, capogruppo di Forza Italia,
"questa proposta afferma che il nostro territorio ha delle
differenze, nonostante sia piccolo, e deve essere amministrato
in modo differenziato: dobbiamo perseguire questo obiettivo
cambiando modello di amministrazione, realizzando non più una
distribuzione a pioggia ma selettiva sul territorio, dando così
la possibilità di intervenire sul tessuto produttivo e sulle
singole realtà se vogliamo dare rilancio all'economia della
nostra Valle".
Luciano Caveri (Uv), intervenendo dai banchi dei consiglieri,
ha ricordato che "la questione della zona franca è una storia
antica e parte dall'articolo 14 del nostro Statuto speciale" e
che "il concetto di zona franca intesa come 'dogana a
Pont-Saint-Martin' oggi non è più praticabile anche rispetto al
contesto eurounitario che ha abolito dazi e frontiere interne. È
giusto quindi trovare altre forme di zona franca per evidenziare
la vocazione significativa delle aree montane, su cui dovrebbe
intervenire la Commissione europea con una direttiva ad hoc".
Chiara Minelli (Pcp), pur condividendo "il principio che
occorra intervenire rispetto a delle realtà comunali dove c'è
desertificazione commerciale e spopolamento", ha rilevato che
"lo strumento proposto oggi non ci sembra particolarmente
efficace".
In questo senso "il punto di partenza è alto e
ambizioso, ma quando si scende a terra non tutto quadra: il
primo problema sta nel fatto che l'articolo 14 afferma che il
territorio della Valle d'Aosta è posto fuori della linea
doganale e costituisce zona franca, mentre la proposta di legge
che stiamo affrontando non riguarda tutta la Valle, ma solo dei
comuni o delle aree. Inoltre, all'interno di queste aree non si
prevede la scomparsa delle imposte, ma si interviene con una
riduzione: non si tratta quindi di zone franche ma di aree dove
la tassazione è ridotta".
"Il testo - ha dichiarato Erik Lavevaz (Uv) - mette in
discussione degli aspetti finanziari tra Regione e Stato e il
nostro rapporto con esso e credo che questo Consiglio regionale
dovrebbe lavorare di più in questa direzione, per fare proposte
più audaci cercando sempre di mantenere, o addirittura
ricostruire rapporti privilegiati con governo e Unione Europea".
Simone Perron (Lega Vda) ha apprezzato "l'approccio
pragmatico utilizzato nella stesura del testo e lo sforzo fatto
per attualizzare un principio importante del nostro Statuto: lo
sforzo riformistico è l'attività più elevata per una classe
politica degna di questo nome". (ANSA).
