MINORI. AGIA: I RAGAZZI CHIEDONO PI┘ ATTENZIONE ALLA POLITICA

13:03 - 12/06/2023 


(DIRE) Roma, 12 giu. - Il futuro Ŕ molto presente nelle menti dei ragazzi che vivono in Italia: ne sono incuriositi e al tempo stesso impauriti ed eccitati. ╚ piuttosto la condizione che vivono oggi a lasciarli insoddisfatti. Ritengono che si investa troppo poco su di loro e che si tutelino soprattutto le persone con un buon tenore di vita e gli anziani. Sentono i decisori politici distanti e non attenti alle loro richieste, come quella di fermare il cambiamento climatico. Ci˛ nonostante non rifiutano l'impegno politico, nÚ appaiono sfiduciati verso il futuro. In realtÓ pensano di poter cambiare la loro vita e il mondo, ma lontano dalla loro cittÓ, dalla regione o dal Paese. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati della consultazione pubblica "Il futuro che vorrei", promossa dall'AutoritÓ garante per l'infanzia e l'adolescenza, alla quale hanno partecipato oltre 6.500 giovani tra i 12 e i 18 anni. A presentarla, questa mattina a Roma, Ŕ stata l'AutoritÓ Carla Garlatti: "I ragazzi ci mandano un messaggio. Chiedono di essere ascoltati, vogliono essere presi sul serio e domandano che si tenga conto delle loro richieste".

I ragazzi sono convinti (molto il 27,6% e piuttosto il 41%) che esistano canali e modalitÓ per far sentire la loro voce. Tuttavia, il 79,9% ritiene che lo Stato faccia poco per i giovani. Di cosa si dovrebbe occupare il governo? Per il 21,8% di politiche giovanili, per il 20,9% di scuola, per il 17,4% di cambiamenti climatici e per il 12,5% di politiche sociali e povertÓ. La visione critica si rivolge non solo al nostro Paese ma riguarda anche le politiche giovanili a livello globale: il 71,6% Ŕ convinto che non vengano garantite a tutti le stesse opportunitÓ. La maggior parte dei ragazzi (58,9%) colloca il "futuro" tra dieci anni. Ovviamente lo vedono pi¨ vicino i diciottenni, ma Ŕ singolare che sia "tra un mese" per una significativa percentuale di coloro che hanno tra i 16 e i 17 anni (9,11% rispetto a quella complessiva, che si attesta attorno al 4%). Per la maggior parte dei ragazzi il futuro Ŕ "cambiamento" (45,8%), genera curiositÓ (53,6%) ed Ŕ spesso o sempre nei loro pensieri (74%).(SEGUE)


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