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18:57 - 07/05/2011 


(ANSA) - CHIETI, 7 MAG - Nell'anno nero del mercato delle vacanze italiane, il turismo natura del Belpaese incrementa fatturato e presenze. E' emerso dai dati presentati oggi, nell'ambito della 21/a edizione di Ecotur in corso presso il centro espositivo della Camera di Commercio di Chieti.

I dati, contenuti nel nono Rapporto sul Turismo Natura, elaborato dall'Osservatorio Ecotur composto da Istat, Enit, Universita' degli Studi dell'Aquila e Regione Abruzzo, sono stati illustrati dal coordinatore scientifico del team di ricerca, il docente universitario Tommaso Paolini, ed evidenzino come nel 2010 le presenze totali negli esercizi ricettivi ufficiali siano state 99 milioni 75 mila, con un incremento di 0,51 punti percentuali a fronte di un settore che, nel suo complesso, ha perso circa 2 punti percentuali.

Un incremento che ha fatto sentire i suoi effetti anche sul fatturato, arrivato a 10,75 miliardi di euro sul piano nazionale (+0,34%). Sono i parchi e le aree protette il segmento piu' interessante, che cattura l'attenzione del 34% del turismo natura, seguito dalla montagna (20%), dal turismo rurale (12%), dal segmento mare-riserve marine (10%) e Borghi piu' belli d'Italia (9%).

Nel 2010 i tour operator italiani hanno premiato il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise quanto a richieste (24%), seguito dal Parco nazionale del Gran Paradiso (22%) e dalle Cinque Terre (23%). Seguono, nella top ten, lo Stelvio (16%), il Pollino (15%), il Circeo (11%), l'Arcipelago Toscano (9%), la Maiella (8%) e la Sila 7%). Fra i tour operator stranieri la graduatoria vede in testa alle richieste invece le Cinque Terre, seguite da Dolomiti Bellunesi, Appennino Tosco-Emiliano, Arcipelago Toscano, Vesuvio, Abruzzo, Gran Paradiso, Gennargentu, La Maddalena e lo Stelvio.

I turisti italiani scelgono questo tipo di vacanza per le attivita' sportive (42%), l'enogastronomia (19%), il relax (16%) e la riscoperta delle tradizioni (13%), mentre gli stranieri subito dopo le attivita' sportive (36,7%) prediligono le visite nei borghi (20,5%), le passeggiate nella natura (19,2%), l'osservazione di flora e fauna (12,8%) e il benessere in centri specializzati (10,8%).

Nel 2010 si e' poi confermata la stabilizzazione dell'incidenza delle strutture alberghiere tradizionali, che dal 2008 hanno frenato il calo registrato fra il 2002 e il 2007: oggi quasi un turista su quattro (23,5%) sceglie gli hotel per trascorrere le proprie vacanze, rispetto al 20,8% dei b&b (-0,8% rispetto al 2009), al 20,7% degli agriturismi (-0,8%).

Tornano a crescere dopo 6 anni di calo costante, le case private, che oggi pesano per l'11,5% contro il 10,8% del 2009 e i campeggi, 8% (+0,3). Balzo in avanti per i camper, che arrivano al 6,5% (+1%). (ANSA).


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