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A RISCHIO 13 MILA POSTI; CAMUSSO, TOTALE DISATTENZIONE GOVERNO
17:22 - 18/02/2011 


(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Per difendere i posti di lavoro nei call center, ''con Fistel-Cisl e Uilcom-Uil abbiamo gia' deciso di riprendere la mobilitazione sulla base di un'analisi condivisa. Passeremo unitariamente dalle parole ai fatti''. Lo afferma il segretario generale della Slc-Cgil, Emilio Miceli. Nel settore, per il sindacato, sono quasi 13 mila i posti a rischio, guardando sino a giugno (di cui 1.800 in Lombardia, 1.600 in Piemonte e Calabria, 1.450 in Sicilia, 1.100 in Lazio e Puglia); 8.600 quelli gia' persi da settembre 2009 ad oggi. Il 70% degli addetti e' concentrato nelle regioni meridionali; il 68% e' di sesso femminile ed ha un'eta' inferiore ai 40 anni.

C'e' ''una totale disattenzione del governo'', commenta il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, affermando che ''da piu' di un anno avrebbe dovuto dare risposte'' aprendo un tavolo ad hoc. Camusso sottolinea in generale la ''politica introdotta dal ministero del Welfare che riducendo i controlli ha incentivato il fenomeno del sommerso e del lavoro nero''.

Miceli parla di ''una nicchia di poverta''', minacciata dai processi di delocalizzazioni ''a cominciare - dice il segretario

- dall'italiana Alitalia che pensa di servire nel migliore dei
modi i propri clienti ricorrendo ai call center in Albania''. (ANSA).


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