TERRITORIO IN OFFERTA
Itinéraires des Fromages è una rete di siti, destinati a far scoprire alla popolazione locale ed ai turisti i formaggi di tre regioni limitrofe delle Alpi, riunite attorno ad una stessa cultura lattiero-casearia: Savoia ed Alta Savoia in Francia e Valle d’Aosta in Italia.
L’ALPEGGIO: DA PRODUZIONE A TURISMO
di Cristina Galliani
Inarpa nell’alta Valle del Gran San Bernardo.L’alpeggio nasce come luogo di produzione estiva del latte con un duplice scopo: sfruttare terreni agricoli che solo nella breve stagione estiva possono fornire nutrimento alle mandrie, si tratta, infatti, di aree sottratte ai boschi o di pascoli naturali alle quote più elevate, e permettere agli agricoltori lo sfalcio dei prati nel fondovalle per formare le scorte di fieno necessarie per superare l’inverno.
Proprio negli alpeggi, grazie anche alla qualità ed alla varietà floreale delle erbe spontanee, la lavorazione del latte ha dato origine a formaggi pregiati, ottenuti con tecniche consolidate da un’antica tradizione grazie al savoir-faire dei casari. Ad oggi la maggior parte di questi prodotti sono tutelati da marchi riconosciuti a livello comunitario. Il marchio testimonia che questi formaggi sono il simbolo del forte legame che unisce l’allevatore al suo territorio; sono il risultato di pratiche tradizionali di trasformazione che si sono tramandate attraverso i secoli.
Dall’esigenza di avvicinare il consumatore al prodotto e di integrare l’offerta turistica del territorio, proponendo non solo l’ambiente, il paesaggio, i siti turistici e culturali ma anche la gente, le tradizioni, i prodotti della montagna, è nato un progetto Interreg III A ALCOTRA, cofinanziato dall’Unione Europea, che ha permesso la creazione degli Itinéraires des Fromages.

Una fase della preparazione della Fontina.Itinéraires des Fromages è una rete di siti, destinati a far scoprire alla popolazione locale ed ai turisti i formaggi di tre regioni limitrofe delle Alpi, riunite attorno ad una stessa cultura lattiero-casearia: Savoia ed Alta Savoia in Francia e Valle d’Aosta in Italia. Questa rete riunisce 9 formaggi tradizionali, riconosciuti da un marchio DOP o IGP: Abondance, Beaufort, Chevrotin, Emmental de Savoie, Reblochon, Tome des Bauges, Tomme de Savoie, Fontina e Valle d’Aosta Fromadzo.
Con la realizzazione di questo progetto, si è cercato di raggiungere alcuni importanti obiettivi:

• proporre un’offerta turistica transfrontaliera interessante e arricchita da una funzione pedagogica, concernente la cultura lattiero-casearia;

• mettere in evidenza i legami tra i prodotti e il territorio, illustrando tutte le fasi della produzione del formaggio, dalla raccolta del latte fino alla vendita del prodotto finito;

• favorire la sinergia tra turismo e sviluppo rurale privilegiando l’attività agricola, la gestione e la salvaguardia del territorio con il ricorso, per ciò che riguarda i prodotti caseari, alle pratiche tradizionali che hanno un debole impatto sull'ambiente.

Vitelli.Gli Itinéraires des Fromages sono quindi percorsi turistici organizzati in tappe tematiche legate alla cultura casearia. Si snodano nei luoghi interessati dalla filiera del latte: dal pascolo alla stalla, dalla casera al magazzino di stagionatura. Ogni tappa è un tassello della grande rete che accomuna i Paesi del Monte Bianco, caratterizzati da ambienti simili per cultura, tradizioni, morfologia, economia, valorizzando le loro produzioni locali.
La cultura casearia e la tradizione agropastorale di queste regioni sono degli elementi comuni da valorizzare per mezzo di una strategia organica e congiunta ben precisa, al fine di fare scoprire ai visitatori le ricchezze del territorio e di fare del turista un fine intenditore della cultura lattiero-casearia delle zone interessate dal progetto. L’obiettivo perseguito non è stato l’aumento del numero dei turisti in territori alpini fragili e svantaggiati, bensì il miglioramento della qualità di conoscenze dei visitatori che hanno l’opportunità di vivere un’esperienza diversa ed autentica.
L’alpeggio è, se vogliamo, il luogo privilegiato per questo tipo di offerta turistica, racchiudendo in sé tutti gli aspetti attrattivi da valorizzare: l’ambiente, gli animali, il lavoro, la tradizione, senza tralasciare che in alpeggio si possono osservare dal vivo tutte le fasi che portano alla produzione di un formaggio di qualità. La visita ad un alpeggio significa comprendere i fattori che influenzano la produzione, le tecniche di lavorazione, il lavoro dell’arpian e le caratteristiche del formaggio prodotto.
Tutte le attività principali dell’alpeggio (allevamento, produzione del latte, trasformazione, maturazione dei formaggi) sono visibili e accompagnate dalle spiegazioni dell’operatore. Il valore aggiunto della visita è nell’incontro con le persone che svolgono quelle attività e sono quindi professionisti in grado di trasmettere le loro conoscenze. L’accento viene posto sulla tradizione culturale da cui deriva quel formaggio: la sua storia, il territorio al quale è legato, le fasi della sua produzione e, in particolare, il marchio di qualità che lo contraddistingue.
Salatura della toma.Nella realizzazione degli Itinéraires una particolare attenzione è stata posta nello scegliere tappe che possano offrire al visitatore la qualità da tutti i punti di vista e gli operatori sono stati formati, oltre che sugli aspetti più pragmatici delle visite, quali quelli igienico-sanitari o fiscali, anche sulle modalità da adottare nell’accoglienza del visitatore.
Momento privilegiato di scambio è la degustazione: è l’occasione per fornire informazioni sull’aspetto del formaggio (colore, aspetto della crosta e della pasta) oltre ai consigli per la consumazione, il trasporto e la conservazione. In questo modo il visitatore percepirà di aver fatto un’esperienza unica, legata a quello specifico territorio.
Da non dimenticare l’aspetto ambientale, che in alpeggio è pienamente apprezzabile. Una visita in alpeggio permette a chiunque di rendersi conto di trovarsi sì in un ambiente modificato dall’uomo, ma gestito seguendo le regole dettate dalla natura: è un luogo in cui le pratiche agricole hanno un bassissimo impatto.
Da qualche anno si realizza in alpeggio un’altra iniziativa: Alpages Ouverts, promossa dell’A.R.E.V.. Si tratta in questo caso di diversi appuntamenti nel corso della stagione estiva in cui alcuni alpeggi, con grande impegno e con il sostegno dell’Associazione, decidono di accogliere il pubblico mostrandosi davvero a porte aperte ed offrendo percorsi guidati che mostrano le attività nei vari spazi dell'alpeggio, mentre, nei pascoli, i bambini vengono coinvolti in momenti di animazione che, attraverso il gioco, permettono loro di conoscere le erbe, gli animali, il latte. A fine mattinata un piatto di polenta accompagna una ricca degustazione dei prodotti dell’alpeggio. Questa formula è stata molto apprezzata ed ogni anno si arricchisce di appuntamenti e di estimatori.
L’alpeggio non è più, quindi, solo luogo di produzione, ma sta diventando luogo educativo, di storia, di cultura, di tradizione forse perché solo così, facendo conoscere le proprie peculiarità al consumatore finale, si assicura un futuro nel panorama agricolo sempre più indirizzato verso la standardizzazione.
   
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