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Saint-Vincent: “Le Alpi oltre Kyoto”, il convegno annuale della CIPRA

Nei giorni da giovedì 20 a sabato 22 settembre scorsi, il Centro Congressi del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent ha ospitato la Conferenza annuale della CIPRA - Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, organizzata con la collaborazione della Presidenza della Regione e dell’Assessorato delle Attività produttive e Politiche del Lavoro. Il Convegno 2007 era dedicato alle “Alpi oltre Kyoto” ed ha affrontato il tema del risparmio energetico e della produzione energetica da fonti rinnovabili in una regione, quella alpina, che può diventare modello per le politiche di tutela del clima, portandosi avanti rispetto alle prescrizioni fissate dal Protocollo di Kyoto.

I lavori della Conferenza sono stati aperti giovedì 20 dal Presidente della Regione, on. Luciano Caveri, dai Presidenti CIPRA Internazionale, Dominik Siegrist, e CIPRA Italia, Damiano Di Simine, e dal Segretario generale della Convenzione delle Alpi, Marco Onida.
Il Convegno è proseguito poi venerdì 21 settembre, con interventi di esperti provenienti da diversi paesi alpini per fare il punto sulla produzione di energia, prendendo in esame sia le produzioni energetiche radicate nel territorio alpino come l’idroelettrico, sia quelle in espansione come le biomasse e il solare o quelle finora poco sviluppate come l’eolico e la geotermia.
Nel pomeriggio, sono state discusse le politiche volte a favorire il risparmio e la razionalizzazione dell’uso dell’energia in diversi paesi alpini, concludendo con una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato attori istituzionali in rappresentanza delle Regioni e del Governo, fra i quali l’Assessore alle Attività produttive e Politiche del Lavoro, Leonardo La Torre.

I lavori di sabato 22, infine, sono stati dedicati alle buone pratiche con la presentazione di una serie di progetti all’avanguardia nel settore dell’efficienza energetica.


GECT: un nuovo strumento per l’integrazione in Europa

Il Comitato delle Regioni - l’assemblea politica che dà voce agli enti locali e regionali nel cuore dell’Unione Europea, cui membro di diritto per la Valle d’Aosta è il Presidente della Regione - è stata uno dei principali promotori del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT). “Si tratta - come spiega lucidamente il Commissario europeo Danuta Hübner - di un radicale passo avanti per quanto riguarda gi strumenti disponibili per realizzare la cooperazione transfrontaliera. Esso offre alle autorità regionali e locali la possibilità di istituire un gruppo transfrontaliero dotato di personalità giuridica”. A proposito dell’adozione del regolamento (CE) n. 1082/2006, che permette la costituzione dei GECT a partire dal 1° agosto 2007, si è parlato di un vero e proprio bouleversement del quadro giuridico della cooperazione territoriale. Il GECT infatti non costituisce solo il primo strumento comunitario con portata normativa in questo ambito, ma colloca innanzitutto la cooperazione tra collettività situate in diversi Stati membri al cuore del processo di integrazione.
Le funzioni principali del GECT saranno fondamentalmente tre:
• gestire i fondi strutturali;
• realizzare una cooperazione strategica;
• servire da strumento per i progetti di cooperazione.

La cooperazione territoriale (ex INTERREG) è uno dei pilastri della politica europea per il periodo tra il 2007 e il 2013. Si tratta di uno dei quattro Programmi di iniziativa comunitaria (PIC) aventi come obiettivo la cooperazione interregionale e lo sviluppo di partenariati che oltrepassino le frontiere. Il GECT è dunque volto a favorire questo processo, ritenuto di fondamentale importanza anche nell’ambito più ampio della politica strutturale dell’Unione. Il Presidente del Comitato delle Regioni Michel Delabarre, ha affermato a riguardo: “Nel nuovo periodo di programmazione, le azioni di cooperazione devono assumere una maggiore importanza. In particolare, auspico che esse possano ricevere impulso dal GECT, il nuovo strumento di cui il Comitato delle Regioni intende farsi promotore”.
I futuri GECT, istituibili anche con paesi alle frontiere esterne dell’UE, potranno proporre progetti da finanziare nell’ambito dei diversi programmi della cooperazione. Per esempio si potrà organizzare un servizio di trasporto o di sanità transfrontaliero, gestire un progetto o un programma co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) volto a promuovere, da una parte la coesione economica e sociale attraverso la correzione dei principali squilibri regionali, e dall’altra la partecipazione allo sviluppo e alla riconversione delle regioni.
In ogni caso, la possibilità lasciata ai membri di definire le modalità della loro cooperazione stipulando una convenzione e adottando uno statuto - che andranno notificati alle autorità nazionali competenti - dovrebbe permettere una pluralità di formule di cooperazione, in corrispondenza con la diversità degli attori implicati e delle loro aspettative.
Tale strumento giuridico faciliterebbe quindi la costituzione di quella Eurogestione delle Alpi Occidentali formata da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Provence - Alpes - Côte d’Azur (PACA) e Rhône-Alpes. Vera e propria comunità di 17 milioni di abitanti, l’Euroregione di cui faremo parte e che costituisce il naturale sviluppo di decenni di cooperazione economica e frutto di profondi legami storici e culturali, potrebbe così strutturarsi secondo norme ben definite e ottenere un riconoscimento giuridico in ambito comunitario, favorendo di conseguenza il consolidamento del processo integrativo.


Alla scoperta dell’ambiente con “Envie d’Environnement 2007”

Il lungo cammino che lega il “protocollo di Kyoto” del 1997 con l’obiettivo di Lisbona 2012 passa attraverso i piccoli gesti quotidiani che rivelano quanto dobbiamo essere in sintonia con l’ambiente che ci circonda. Emerge, allora, il profondo desiderio di un mondo pulito, in cui si possa respirare aria buona, bere acqua limpida e sapere che questo pianeta possa conservarci ancora a lungo vivi e vegeti.

Purtroppo, però, i cambiamenti climatici sono tanto evidenti da accorgerci da soli che è veramente giunto il momento di fare qualcosa in prima persona. Il quadro non è del tutto chiaro, abbiamo bisogno di esperti che ci spieghino cosa sta succedendo all’ambiente. Soprattutto, abbiamo bisogno di imparare di nuovo, o forse ancora per la prima volta, quali sono gli atteggiamenti che possono limitare i danni al pianeta che ci ospita e ci sopporta.
Una settimana può sembrare poco, ma basta per un ripasso intensivo dei grandi temi dell’ambiente, attraverso laboratori, incontri, giochi e alcune sorprese sotto la tensostruttura di piazza Chanoux ad Aosta.
Dal 18 al 24 ottobre è tornato, per la terza volta, l’appuntamento con Envie d’Environnement, la manifestazione che l’Assessorato regionale al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche organizza valorizzando ogni anno nuovi modi per rispettare l’ambiente.

«Le attività di educazione ambientale proposte dalla Direzione Ambiente – spiega l’assessore Alberto Cerise – sono svolte lungo tutto l’anno con la collaborazione delle scuole, ma si riuniscono in questi giorni, in cui teatro, laboratori e proposte coinvolgenti attirano i ragazzi delle scuole, le loro famiglie e i cittadini».

Tecnici ed esperti di ARPA Valle d’Aosta, Fondazione Montagna Sicura e del Dipartimento Territorio, Ambiente e Risorse idriche che si prendono cura della salute dell’ambiente, si sono messi a disposizione del pubblico grande e piccolo ed hanno raccontano i grandi temi ambientali attraverso studi, monitoraggi e modalità di intervento.

«Il nostro obiettivo, che cerchiamo di realizzare in modo sempre più preciso – continua Cerise – è di riuscire a spiegare in modo accessibile il nostro lavoro di tutti i giorni, che ci mette di fronte agli aspetti più godibili del nostro territorio, come le passeggiate o lo splendore di un ghiacciaio, ma ci impegna anche a lavorare costantemente per risolvere i problemi. Come operai dell’ambiente, siamo impegnati a tutelarne la salute, rendendolo vivibile e fruibile a tutti».

Le attività per l’Ambiente

Aria, acqua, ghiaccio e suolo sono poche parole che sintetizzano i molti campi di intervento in cui l’Assessorato al Territorio Ambiente e Opere pubbliche opera attraverso “Piani” e azioni specifiche.

Aria
Sono tanti i gesti che possiamo compiere per evitare di “sporcare” l’aria: il Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell’aria è l’ispiratore di azioni che si realizzano in ambiti diversi e che per 9 anni coinvolgeranno strutture regionali, Enti locali e Arpa Valle d’Aosta. Un uso più ragionato dell’auto, alternato a bicicletta e mezzi pubblici, oltre ad un minor consumo di combustibili sono già piccoli gesti quotidiani che possono aiutare a far tornare un’aria più pulita e più buona da respirare, anche in città.

Acqua
Ne traiamo energia, nutrimento per i campi e per noi stessi, ma l’acqua ha bisogno di essere utilizzata e organizzata in modo razionale. È ancora troppo fresco il ricordo dell’alluvione per non mettere in campo tutte le forze necessarie. Il Piano di tutela delle acque ha la funzione di elaborare le misure e le iniziative di intervento per un’azione finalizzata alla salvaguardia delle risorse idriche, ma anche alla tutela della salute pubblica e al rispetto della fauna acquatica.

Ghiaccio
Le grandi distese che coprivano le cime delle montagne e che ora stanno cambiando e si stanno riducendo, a causa dei mutamenti del clima, sono raccontati da esperti nel volume “Valle d’Aosta figlia dei ghiacci”, che ha ricevuto il premio ITAS “Cardo d’Argento” 2007. Lo studio prosegue, grazie a Fondazione Montagna Sicura la quale, attraverso la Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani, ha compilato un catasto dei ghiacciai in continuo aggiornamento attraverso campagne di monitoraggio e studio. A questo si aggiunge una fitta attività di prevenzione, con lo studio specifico dei fenomeni legati alla neve, in particolare con la predisposizione del catasto delle valanghe e con la pubblicazione del nuovo bollettino valanghe.

Suolo
Gli effetti delle piogge più intense ci hanno insegnato che non basta lavorare costantemente sul territorio, ma che serve anche cercare di prevedere cosa accadrà in futuro. L’osservazione deve quindi essere attuata da molti punti di vista, coinvolgendo forze che agiscono prima, durante e dopo le emergenze: questo è il compito del Centro funzionale, che ha come compito la valutazione degli effetti al suolo a seguito di fenomeni meteorologici.


I laboratori ambientali
Il tema conduttore dei laboratori ambientali, proposti da Envie d’Environnement 2007, è stato l’acqua sotto tutti i suoi aspetti, dal percorso che compie sopra e sotto la terra, fino ai piccoli gesti per non sprecare una risorsa così importante per tutti gli esseri viventi. Partecipando ad attività su misura per piccole mani, l’acqua diventerà ancor più familiare per chi è abituato ogni giorno ad averne tanta a disposizione, ma forse conosce ancora poco di questa grande amica.
Gli argomenti dei laboratori, tutti i giorni nella tensostruttura di piazza Chanoux, con razione doppia nel fine settimana, sono stati uno spettro di ciò che l’acqua può fare, affrontando i diversi punti di vista che aiutano a vederla non più come risorsa scontata, ma come ricchezza da risparmiare e difendere.
Alcuni titoli dei laboratori:

• Dove è presente l’acqua
• Proprietà dell’acqua
• Ciclo dell’acqua
• Utilizzi dell’acqua
• L’acqua come energia
• Le mille belle bolle
• Tutti sanno stare a galla
• Come non sprecare l’acqua
• La forza dell’acqua
• L’energia dell’acqua e dall’acqua
• L’acqua che sgorga
• Occhio al tempo
• La forma dell’acqua
• L’uso quotidiano dell’acqua
• Un mondo d’acqua

Partners: Habitat, La Genziana, La Traccia, Guide del Parco nazionale del Gran Paradiso, Namasté, Sac à dos.
   
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