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Olivo Barbieri. Mountains and Parks
L’esposizione, curata da Alberto Fiz e coordinata dalla Struttura Attività espositive dell'Assessorato regionale, presenta oltre 50 lavori esposti in un percorso ventennale che comprende una serie di grandi immagini fotografiche inedite che hanno come soggetto le montagne della Valle d’Aosta, in particolare il Cervino e il Massiccio del Monte Bianco, realizzate per l’occasione. Per la prima volta, poi, viene presentata la produzione scultorea attraverso tre monumentali lavori plastici che occupano l’ala centrale del Centro Saint-Bénin.
Le opere in mostra ripercorrono la ricerca compiuta da Barbieri dal 2002 al 2019 sottolineando l’attenzione verso le tematiche connesse con il paesaggio e l’ambiente. Non manca, poi, un ciclo d’immagini dedicato alla storia dell’arte antica e moderna e la proiezione di un video del 2005 realizzato in Cina.
Mountains and Parks, il progetto ideato per il Centro Saint-Bénin, propone l’indagine di Barbieri sui parchi naturali, siano essi le Alpi (già nel 2012 la Valle d’Aosta era stata oggetto di una specifica indagine), le Dolomiti, Capri rivisitata con i colori della memoria o le cascate più importanti del pianeta che, come afferma l’artista, “sopravvivono intatte ad uso del turismo o come luoghi fisici museali dove ammirare come potrebbe essere una natura incontaminata”. Si tratta di una rassegna spettacolare e problematica, che affronta questioni fondamentali come l’esigenza di un rinnovato equilibrio naturale associato al turismo di massa che, se da un lato “consuma” i luoghi, dall’altra ne garantisce la sopravvivenza. Le immagini di Olivo Barbieri viste dall’alto, riprese con la tecnica della messa a fuoco selettiva che evidenzia solo alcuni elementi lasciando volontariamente sfocato il resto della scena, hanno inaugurato un nuovo modo di percepire il paesaggio che, grazie all’introduzione consapevole di alcuni “errori” fotografici, ci appare in modo inedito, più simile a un modellino in scala (non manca nemmeno l’uso della pittura digitale) che a un contesto reale. Sebbene nulla di ciò che vediamo appaia contraffatto, l’indagine di Barbieri decreta l’ambiguità della rappresentazione. Sono immagini che non nascono dalla volontà di ottenere effetti speciali (non c’è post-produzione), ma dalla curiosità di verificare il comportamento del mezzo fotografico in condizioni non-idonee. Insieme ai parchi dei ghiacci e dell’acqua, il suo sguardo si estende ai Landfills, le quattro grandi discariche abitate da migliaia di persone e animali del Sud Est asiatico in Thailandia, Indonesia e Malesia. Sono i parchi tematici in negativo, la coscienza sporca dell’Occidente dove si gioca l’equilibrio del pianeta. Il paesaggio si estende anche alla storia dell’arte dove la messa a fuoco selettiva modifica la percezione di opere ormai metabolizzate con un atteggiamento ironico e dissacrante. Nel Paradiso Terreste di Nicolas Poussin sembra di vedere il Creatore che si allontana appoggiato ad un drone di controllo, mentre il mito di Mark Rothko è connesso con i simboli del fast food americano, gli hamburger. Il dialogo con i maestri del passato coinvolge anche Paolo Uccello, Caravaggio e Canaletto. Quest’ultimo, attraverso l’uso della camera ottica, sembra anticipare gli esiti della fotografia contemporanea.
Per la prima volta è presentata in mostra la produzione plastica di Barbieri con tre grandi sculture in legno realizzate per l’occasione che fanno riferimento alla mappatura simbolica dei codici Hobo, i vagabondi americani e i Rom. Ne emerge una geografia errante che crea un paesaggio segreto, accessibile solo ai membri della tribù.
A completamento della rassegna, viene proiettato il video Seascape#Night, China Shenzhen 05 del 2005, parte di un progetto artistico in divenire. In questo caso tutto parte da Shenzhen, in Cina, una delle più importanti nuove aree economiche vicino ad Hong Kong dove un'intera generazione di cinesi sta per concedersi, per la prima volta da cinquant'anni, un divertimento di massa: fare il bagno in mare al chiaro di luna.
Il catalogo della mostra, in italiano e francese, con la pubblicazione di tutte le opere esposte, è edito da Magonza. Insieme ai saggi di Alberto Fiz e Daria Jorioz, contiene un intervento di Paolo Cognetti e un testo sull’estetica della montagna dell’alpinista Giovanni Battista Rossi.
Olivo Barbieri, nato a Carpi (Modena) nel 1954, studia pedagogia all’Università di Bologna e dal 1971 intensifica il suo interesse per il linguaggio fotografico. Realizza Flippers 1977–1978, una serie dedicata al ritrovamento di un deposito di flipper abbandonato. Negli anni Ottanta inizia la serie sull’illuminazione artificiale nelle città europee e orientali. Dal 1989 viaggia in Oriente, soprattutto in Cina, sviluppando una ricerca, tuttora in corso, sui temi dei grandi cambiamenti in atto e sulla loro rappresentazione. Negli anni Novanta adotta una tecnica fotografica che gli permette di mantenere a fuoco solo alcuni punti dell’immagine. Nel 2003 inizia il progetto Site specific_ che coinvolge 40 città nel mondo e prosegue ancor oggi. Le serie Site specific_ (2003–2013), Parks (2006–2015), Real Words (2008–2013), Images (1978–2007), Virtual Truths (1996–2002) e Artificial Illuminations (1980–2014) hanno in comune la riflessione sulla quantità di realtà presente nel nostro sistema di vita e su quanto la nostra percezione sia in grado di comprenderla. Nel 2015 continua la serie Parks e realizza Adriatic (staged) Dancing people. Nel 2017 ha dedicato un progetto all’impianto solare di Ivanpah nel deserto della California, la più grande centrale termica a concentrazione solare del mondo. Noto internazionalmente, inizia ad esporre nel 1978 alla Galleria Civica di Modena. Le sue opere sono state presentate da istituzioni prestigiose quali: Folkwang Museum di Essen, Museum of Contemporary Art di Cleveland, Moma di San Francisco, Cca di Montréal e Bund 18 di Shanghai. Tra le sedi pubbliche italiane che hanno ospitato le sue personali vi sono la Triennale di Milano, il Mart di Rovereto, il Madre di Napoli e il Maxxi di Roma. È stato invitato cinque volte alla Biennale di Venezia e le sue opere si trovano in collezioni pubbliche tra cui: Moma di New York, International Center of Photography di New York, Deutsche Bank, UBS Art Collection e la collezione personale di Elton John.
L’esposizione Olivo Barbieri. Mountains and Parks resterà aperta fino al 19 aprile 2020, con il seguente orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì. Ingresso 6 euro, ridotto 4 euro. Abbonamento con la mostra Carlo Fornara e il Divisionismo al Museo Archeologico Regionale di Aosta: 10 euro intero, 6 euro ridotto. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni.

Centre Saint-Bénin - Aoste
15 Novembre 2019 - 19 Avril 2020

Diego Cesare. Bèrio
Cette exposition, dont le commissaire est Daria Jorioz, présente au public une sélection de 35 photos en noir et blanc de moyennes et grandes dimensions, réalisées avec une chambre photographique et tirées manuellement sur du papier aux sels d’argent, qui documentent les aspects les plus significatifs du territoire de la Vallée d’Aoste, présentés à travers le thème de la pierre, photographiée du point de vue tant naturel et environnemental qu’historique et anthropologique, par le biais des objets en pierre créés par l’homme au cours de l’histoire. Du Mont-Blanc au gouffre de Pré-Saint-Didier, de la vallée de Cogne à Fontainemore, les clichés exposés nous invitent à entreprendre un voyage fascinant à travers une région située au cœur des Alpes, décrite de façon originale et insolite, grâce au regard professionnel du photographe Diego Cesare. Dans le catalogue, la commissaire de l’exposition, Daria Jorioz, écrit : « En choisissant de faire de la pierre sa clé de lecture pour raconter la Vallée d’Aoste, Diego Cesare nous propose un projet photographique à forte connotation territoriale. Matière qui renferme de complexes valeurs symboliques, la pierre synthétise le concept et l’image mentale du paysage alpin. Ce n’est pas un hasard si Diego Cesare a donné à son projet photographique le nom de Bèrio, « pierre » en francoprovençal : il affirme ainsi ses liens avec sa terre, la Vallée d’Aoste, dans une synthèse verbale qui repose sur sa langue du cœur, celle qui est liée à son enfance et à la figure maternelle et qui souligne la dimension identitaire de cette création, inhérente tant à l’expérience qu’à l’émotion. Ainsi, la photographie n’est plus seulement un document : elle se fait journal, vision subjective et témoignage autographe d’un regard ». Diego Cesare est né à Morgex, en Vallée d’Aoste, où il vit et travaille. Après avoir fait des études artistiques, il devient photographe professionnel en 1985. Il collabore activement avec la Région autonome Vallée d’Aoste, avec différentes agences de publicité et avec des ateliers de graphistes italiens et français. Il est l’auteur de nombreuses publications : Appunti schizzi e metafore in viaggio, Turin 1990 ; 30 anni di autostrada, Turin 1993 ; Destination Europe, Autostrade e mobilità in Valle d’Aosta, 1962-1992, Quart 1993 ; Il restauro della Cappella Pilotti, Turin 1994 ; Acque di sogno, ricchezza della Valle d’Aosta, Quart 2003 ; Segni d’energia, energia dei segni, Quart 2003 ; Riflessi di ferro, Quart 2008. Il collabore avec les revues Bell’Italia, Bell’Europa, Traveller, Class et Cucina italiana. Il a présenté ses créations lors de nombreuses expositions personnelles et collectives dont, notamment : Traverser les Alpes, Commune de Chamonix ; Territorio del Gran Paradiso, Maison Bruil, Introd ; Bell’Italia, Castello Sforzesco, Milan ; I volti i luoghi, Fort de Bard ; Paysages passages, Château de Bosses, Vallée d’Aoste. L’exposition Diego Cesare. Bèrio est assortie d’un catalogue bilingue italien-français, contenant toutes les photos exposées, publié par la Tipografia Valdostana, par les soins de Daria Jorioz, et vendu au prix de 15 euros.

Eglise Saint-Laurent - Aoste
8 Novembre 2019 - 29 Mars 2020

Le lavandaie
Carlo Fornara et le Divisionnisme
Cette exposition, dont la commissaire est Annie-Paule Quinsac et qui est organisée sous la direction de Daria Jorioz, présente dans les salles du Musée Archéologique Régional un riche parcours comprenant 80 œuvres, entre peintures, dessins et créations graphiques. Carlo Fornara (1871-1968) retrouve le rôle de premier plan qu’il a eu dans l’art italien et européen, de la fin du XIXe siècle au début du XXe. L’exposition d’Aoste met cela en évidence de manière incontestable : elle élimine notamment les réserves et les préjugés qui existent à ce sujet et découlent du fait que Fornara avait été considéré comme un simple imitateur de Giovanni Segantini. Si Fornara a bien été l’assistant de ce dernier au cours de l’été 1898 et a été profondément influencé par l’enseignement de ce grand maître qui allait disparaître treize mois plus tard, cela n’explique ni son adhésion au Divisionnisme, ni l’évolution de son parcours artistique, particulièrement original. L’initiative d’Aoste complète les célébrations du cinquantième anniversaire de la mort de Fornara, qui ont commencé l’année dernière à Milan avec une sélection de ses autoportraits et se sont poursuivies dans la célèbre Casa de Rodis, à Domodossola. Carlo Fornara e il Divisionismo, première exposition monographique consacrée à ce peintre piémontais en Vallée d’Aoste, présente principalement les deux décennies cruciales de la carrière artistique de Fornara, la fin du XIXe siècle et le début du XXe, et examine la saison la plus intense de sa production, parallèlement à la genèse et à l’apogée du Divisionnisme en Italie. La période symboliste de Fornara est représentée ici, en sus du chef-d’œuvre L'Aquilone, par La leggenda alpina et deux études à l’huile, tandis que dans la section dessins, des œuvres de grand format, comme l’affiche routière du Simplon et Allegoria dei monti, nous racontent une expérience que cet artiste préféra ensuite passer sous silence. Une fois fermée la parenthèse symboliste, la première décennie du XXe siècle a été marquée par une recherche d’objectivité à l’égard de la nature, en oubliant l’expressionnisme qui avait dominé les saisons entre la fin de son apprentissage dans le Val Vigezzo et l’adoption de la technique divisionniste qui, avec En plein air, précède de quelques mois sa rencontre avec Segantini. Ce sont des années consacrées à sa terre, sa source iconographique principale, le Val Vigezzo. Fornara ne s’aventure que rarement hors de son monde. La trilogie consacrée au Val Maggia, dans la Suisse voisine, fruit d’un séjour en 1908 et présentée dans cette exposition, est le témoignage d’une recherche visant le naturalisme, dans laquelle les techniques apprises de Segantini au cours de l’été 1898 sont utilisées pour créer une vision réaliste qui n’a rien à voir avec le panthéisme du maître. La correspondance peu abondante avec Pellizza da Volpedo et les lettres de Morbelli démontrent que Carlo Fornara, même s’il était plus jeune qu’eux, était un divisionniste de la première heure. Sa technique révèle une division du ton empirique, avant la rencontre fondamentale avec Segantini pour le Panorama di Saint-Moritz. Ensuite, l’utilisation des couleurs pures ou semi-pures et des coups de pinceau superposés s’enrichit de l’usage qu’avait Segantini d’ajouter des métaux, or et argent fondus, à la peinture fraîche. Quant à l’étude de la technique de Fornara, cette exposition constitue un pas en avant également du point de vue des analyses scientifiques : sa méthode de travail complexe avait été la seule, parmi celles des peintres divisionnistes, à n’avoir pas encore fait l’objet jusqu’à aujourd’hui d’un diagnostic complet. Grâce à la collaboration de la Direction artistique de Banca Patrimoni Sella & C., qui depuis deux ans a lancé un projet d’étude d’œuvres d’artistes italiens du XVIe au XIXe siècle, l’exposition d’Aoste a constitué l’occasion d’analyser cinq œuvres cruciales : Le lavandaie, L'Aquilone, Chiara pace, Luce e ombre et Fine d'autunno in Valle Maggia. Les données résultant de ce diagnostic, confié à Thierry Radelet, expert de renommée internationale, sont présentées dans le catalogue de l’exposition, qui est assortie d’un catalogue bilingue italien-français contenant les textes d’Annie-Paule Quinsac, de Daria Jorioz et de Filippo Timo, en vente sur place au prix de 36 euros. Billets : plein tarif, 6 euros ; tarif réduit 4 euros ; entrée libre pour les moins de 18 ans. Billet couplé avec l’exposition Olivo Barbieri. Mountains and Parks, en programme au Centre Saint-Bénin d’Aoste du 15 novembre 2019 au 19 avril 2020, au prix de 10 euros, plein tarif et de 6 euros, tarif réduit.

Musée archéologique régional - Aoste
25 Octobre 2019 - 15 Mars 2020

Fragments de mémoire.
 Le cimetière du Bourg - Il cimitero di Sant’Orso (1782-1930)
Fragments de mémoire. Le cimetière du Bourg. Il cimitero di Sant'Orso ad Aosta (1782-1930). Le cimetière du Bourg - Il cimitero di Sant’Orso (1782-1930)
Organisée par la structure Expositions avec la collaboration du Bureau Régional Ethnologie et Linguistique et Archives Historiques, dans le cadre de la série Fragments de mémoire, cette exposition concerne un lieu riche d’histoire situé dans le centre historique d’Aoste, le cimetière du Bourg Saint-Ours qui, pendant cent cinquante ans, de 1782 à 1930, a accueilli les sépultures du bourg. Ella a pour but de présenter au public des documents, des photos et des panneaux retraçant synthétiquement l’histoire de ce cimetière, en le situant dans le contexte des zones sépulcrales d’Aoste. Elle propose également un aperçu de la vie sociale et religieuse de la communauté d’Aoste, qui nous amène à des considérations d’ordre anthropologique, social et philosophique sur la conception de la mort entre la fin du XVIIIe siècle et les premières décennies du XXe. Les sources d’archives et la documentation photographique nous permettent de reconstituer l’histoire de ce lieu où ont été enterrées quelque dix mille personnes, parmi lesquelles des personnages illustres comme l’entrepreneur Zimmermann, l’inventeur Manzetti et de nombreux chanoines de la collégiale des saints Pierre et Ours.

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
11 Octobre 2019 - 9 Fevrier 2020

Catalogue
Éloge de la peinture. Roberto Oggiani et Gianni Pedotti
L'Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que, jeudi 13 juin 2019, à 18 h, aura lieu l’inauguration de l’exposition Éloge de la peinture. Roberto Oggiani et Gianni Pedotti. Cette exposition, dont la commissaire est Daria Jorioz, présente au public une sélection de peintures de deux artistes valdôtains qui ont su interpréter et actualiser, d’une manière personnelle et efficace, l’héritage des mouvements artistiques du XXe siècle, de l’Expressionisme allemand à l’Art informel. L’Assesseur Laurent Viérin souligne que : « Les œuvres picturales de Roberto Oggiani et Gianni Pedotti, exposées à l’Hôtel des États le long d’un parcours de visite aménagé par la structure Expositions, permettront aux visiteurs de découvrir l’art contemporain tel qu’il est interprété par ces deux artistes, qui s’inspirent de certains des courants artistiques les plus importants du XXe siècle ». Roberto Oggiani est né en Argentine. Architecte de profession, il vit et travaille en Vallée d’Aoste. Il mène de front ses études d’architecture et sa passion pour la peinture, qu’il cultive depuis son plus jeune âge. Il perfectionne ses techniques picturales sous la direction de Rolando Robino, à Aoste, ainsi que de Renzo Rigotto et Gabriel Girardi, à Turin. Dans les années 1970, il participe à des concours de peinture et se distingue à Florence et à Viareggio. Sa peinture se rapproche de l’Expressionisme allemand, dont il reprend d’une manière personnelle et contemporaine les enseignements des grands maîtres, à partir d’Ernst Ludwig Kirchner. Il utilise une technique mixte sur des toiles de moyennes et de grandes dimensions, pour offrir une image à mi-chemin entre rêve et réalité, au fort impact visuel. La réalité du monde qui nous entoure est sa principale source d’inspiration, des traditions populaires de la Vallée d’Aoste aux grands maîtres de l’architecture et du design. Gianni Pedotti est né à Aoste et a passé son enfance en Vallée d’Aoste. Il déménage en Sicile, puis à Mantoue et obtient sa licence en médecine à l’Université de Florence. Il exerce pendant plus de trente ans la profession de gynécologue. Il commence à peindre vers l’âge de trente ans. Après une longue pause de plus de vingt ans, pendant laquelle il se consacre exclusivement à la médecine, il renoue avec la peinture et réalise des œuvres d’inspiration informelle. Ses peintures révèlent une affinité avec l’Expressionisme abstrait de Hans Hofmann et d’autres maîtres tels que Adolph Gottlieb et Mark Rothko, qu’il déclare apprécier particulièrement. Ses toiles, très chargées de matière, sont caractérisées par la façon dont il utilise les terres naturelles et par ses associations chromatiques au puissant impact visuel, qui se situent dans le contexte de l’Art informel. L’exposition Éloge de la peinture, dont l’entrée est gratuite, est assortie d’un catalogue bilingue italien-français, richement illustré, par les soins de Daria Jorioz, publié par Silvana Editoriale et vendu sur place au prix de 20 euros. Elle est ouverte du 14 juin au 15 septembre 2019 avec l’horaire suivant : du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h, et fermée le lundi. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels Structure Expositions : tél. 0165 27 59 37 Salle d’exposition de l’Hôtel des États : 0165 30 05 52 www.regione.vda.it

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
13 Juin 2019 - 15 September 2019

Catalogue
La montagne photographiée, la montagne sculptée
Roberto Andrighetto et Guido Diémoz

L’Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 24 mai 2019, à 18 h, se tiendra l’inauguration, à l’église Saint-Laurent d’Aoste, de l’exposition La montagne photographiée, la montagne sculptée. Roberto Andrighetto et Guido Diémoz. Cet événement constitue le nouvel épisode d’une série de rendez-vous qui propose au public un dialogue entre un photographe et un sculpteur sur bois, tous deux interprètes de la Vallée d’Aoste et de la réalité alpine. L’exposition, dont le commissaire est Daria Jorioz, place côte à côte les photos naturalistes de Roberto Andrighetto – consacrées aux animaux sauvages capturés par son regard efficace et poétique – et une sélection de grandes sculptures sur bois de noyer de Guido Diémoz, qui racontent avec une remarquable force expressive la tradition paysanne valdôtaine. Roberto Andrighetto vit en Vallée d’Aoste et fréquente depuis toujours la montagne. Fasciné par les animaux qui peuplent l’environnement extrême de la haute altitude, depuis les années 1990, il documente avec son appareil photo le souvenir de ses rencontres avec les lièvres variables, les perdrix, les hermines, les chamois, les bouquetins, les aigles, les gypaètes et de nombreuses autres espèces, poussé par le désir de garder un témoignage tangible des émotions vécues et de faire partager celles-ci. Ses principales publications sur la faune alpine sont : Attimi, un anno con la fauna della Valle d’Aosta, de 2012 et Sguardi, la fotografia e la poesia incontrano la fauna alpina, de 2018, qui contient des poésies d’Umberto Druschovic. Il a collaboré à des livres sur le Parc naturel du Mont-Avic et sur la Vallée du Grand-Saint-Bernard. Ses clichés ont été publiés sur des revues nationales comme Oasis, Bell’Italia et la Rivista della montagna. Guido Diémoz est né à Doues, où il vit et travaille. Il commence à sculpter relativement tard et débute son activité d’artisan du bois en 1977, faisant preuve d’un tempérament original qui l’a conduit à réaliser des œuvres d’une grande vigueur plastique. Au fil des ans, il a participé à de nombreuses éditions de la Foire de Saint-Ours, ainsi que de la Foire de Donnas et a reçu plusieurs prix et distinctions. Ses œuvres sont caractérisées par une grande liberté d’expression et sont liées aux thèmes les plus authentiques de la tradition locale. Dans sa collection « Memorie di cose lontane », la maison d’édition La Selva de Padoue a publié en 2018 le volume La vita in Valle d’Aosta nell’opera di Guido Diémoz, sous la direction de Vincenzo Bixio et Gabriella De Munari. La montagne photographiée, la montagne sculptée. Roberto Andrighetto et Guido Diémoz est assortie d’un catalogue bilingue italien-français, publié par la Tipografia Duc, par les soins de Daria Jorioz, et vendu au prix de 10 euros. L’exposition, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au 29 septembre 2019 du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h (fermée le lundi). Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels Structure Expositions : tél. 0165 27 537 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Église Saint-Laurent : tél. 0165 238 127 www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
24 Mai 2019 - 29 September 2019

Catalogue
Steve McCurry. Animals
L’Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 3 mai 2019, à 18h, se tiendra au Centre Saint-Bénin d’Aoste l’inauguration de l’exposition Animals de Steve McCurry, qui propose soixante photos sélectionnées par ce grand photographe parmi ses clichés les plus significatifs. Par le passé, Biba Giacchetti - commissaire de l’exposition - a déjà organisé en Italie plusieurs rétrospectives consacrées à cet artiste américain. C’est en 1991 que les animaux apparaissent dans les récits photographiques de Steve McCurry. À ce moment de sa carrière (les années 1990), il est déjà célèbre, s’est vu décerner quatre World Press Photo et a également déjà publié sa célèbre image de Sharbat Gula, la Jeune fille afghane. Par ailleurs, McCurry a aussi réalisé un important recueil de photos axé sur la condition humaine, notamment celle des plus défavorisés - des réfugiés aux enfants - et, plus en général, sur les cultures en voie de disparition. C’est dans ce contexte qu’il décide de consacrer toute une mission aux animaux et que son choix se porte sur les événements en cours dans les zones frappées par la première Guerre du Golfe. McCurry entre donc au Koweït en 1991 avec les troupes américaines : la fin de la guerre est proche et Saddam Hussein, qui bat en retraite, ordonne de faire brûler plus de 600 puits de pétrole dans le pays. Cela marque le début de la plus grande catastrophe écologique de tous les temps et Steve McCurry raconte l’impact de ce désastre sur le milieu naturel et le monde animal. Il réalise des clichés iconiques, comme celui des chameaux devant un horizon embrasé ou ceux qu’il consacre aux animaux migrateurs, dont le célèbre oiseau aux yeux rouges, complètement recouvert de pétrole. Ses photographies font le tour du monde et lui valent de remporter, en 1992, son cinquième World Press Photo. Aujourd’hui encore, ces images sont publiées dans la presse du monde entier quand celle-ci aborde des questions liées à la conservation de la planète. Tous ces travaux, comme tant d’autres dont il est l’auteur, sont devenus des symboles intemporels. Depuis, McCurry raconte inlassablement des histoires d’hommes qui se mêlent inévitablement à des histoires d’animaux, êtres pour lesquels il ressent une profonde empathie. L’exposition Animals présente un parcours thématique qui laisse le visiteur libre de passer des images les plus difficiles à d’autres, plus légères, pour respecter la sensibilité de chacun et lui permettre d’éprouver des émotions très diverses. Explorateur du genre humain, Steve McCurry nous propose cette fois d’accomplir un voyage au cœur du monde animal : il y parle de souffrance et de dignité, des relations et de leurs conséquences et nous invite à considérer que nous ne sommes pas seuls au monde et que tous les êtres vivants ont le mystère de la vie en partage. L’immense patrimoine photographique de Steve McCurry a servi à illustrer divers ouvrages consacrés à des thèmes qu’il affectionne particulièrement (comme les cultures en voie de disparition) ou à des pays qu’il aime (comme l’Inde, l’Afghanistan, le Tibet et l’Italie) ou encore aux collections de portraits, aux récits sur les différents modes de vie et aux sentiments universels : McCurry s’est notamment concentré sur le bouddhisme et la spiritualité. En outre, il a consacré un ouvrage à la lecture. Sa sœur, Bonnie McCurry Reum, a rédigé une biographie du photographe, qui travaille actuellement à un livre entièrement consacré aux animaux, pour rendre hommage à leur condition. Des clichés dramatiques, comme ceux de la Guerre du Golfe, alternent avec des images poétiques ; des photographies amusantes d’ethnies lointaines avec celles de personnages occidentaux ; des photos d’animaux libres et sauvages avec celles d’animaux exploités pour assurer la survie humaine et lutter contre la misère. Cette exposition est complétée par un catalogue bilingue, italien-français, réalisé sous la direction de Biba Giacchetti et contenant un texte critique de Daria Jorioz. Il est publié chez Sudest57 et en vente au prix de 25 euros. Billets : plein tarif, 6 euros ; tarif réduit : 4 euros ; entrée libre pour les moins de 18 ans. Billet couplé avec l’exposition Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate aménagée au Musée Archéologique Régional d’Aoste du 13 avril au 22 septembre 2019, au prix de 10 euros, plein tarif, et 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels Surintendance des activités et des biens culturels Structure Expositions – Tél. + 39 0165 275937 Centre Saint-Bénin – Tél. + 39 0165 272687 www.regione.vda.it

Centre Saint-Bénin - Aoste
3 Mai 2019 - 6 Octobre 2019

Brochure
Montagnes résistantes. Vallée d’Aoste et Haute-Savoie
Exposition d'Art contemporain sur la Résistance par le duo CATLAC

L'Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que, mercredi 24 avril 2019, à 17 h 30, dans la Salle d’exposition de l’Hôtel des États d’Aoste, aura lieu l’inauguration de l’exposition Montagnes résistantes. Vallée d’Aoste et Haute-Savoie. Organisée en collaboration avec l’Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, cet évènement est le fruit du travail du duo Catlac, qui réunit le photographe-peintre Thibault Nieudan et la poétesse Fabienne d’Oddaz. Il a pour thème la Résistance durant le conflit de 1939-1945 et présente une série de photographies d’époque de la Vallée d’Aoste et de la Haute-Savoie, réélaborées grâce à l’insertion d’éléments et de paysages d’aujourd’hui et accompagnées d’audioguides proposant les enregistrements de témoignages de partisans qui les illustrent. Il a par ailleurs été décidé de projeter une série d’aquarelles réalisées par Thibault Nieudan, qui s’est inspiré des aspects les plus douloureux de la guerre. L’exposition est assortie d’une brochure renfermant, entre autres, un texte du sénateur Cesare Dujany, récemment disparu et qui en sa qualité de Président de l’Institut, avait appuyé de toute son énergie la réalisation de cette initiative. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste Structure Expositions : tél. 0165 27 59 37 Salle d’exposition de l’Hôtel des États : tél. 0165 30 05 52 www.regione.vda.it

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
24 Avril 2019 - 2 Juin 2019

Catalogue
Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate
L’Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que, vendredi 12 avril 2019, à 18 h, au Musée archéologique régional d’Aoste, sera inaugurée l’exposition Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate, dont les commissaires sont Giovanni Granzotto et Leonardo Conti. Cette exposition se propose de mettre en évidence les thèmes qui, au cours de la période allant de la fin des années quarante à 1968, ont été les plus représentatifs de la nouvelle manière de concevoir l’art de Lucio Fontana, à partir d’un corpus important d’environ trente œuvres de cet artiste, comprenant des toiles, des céramiques et des créations sur papier. C’est dans les célèbres Concetti spaziali de Fontana – où matière, dynamisme et artifice se conjuguent, à la lumière des nouvelles découvertes de la science et des techniques – que prend forme le Spatialisme, qui va attirer et influencer des générations d’artistes. Parmi ceux-ci, figurent de futurs grands maîtres qui approfondiront ses intuitions dans la création de nouveaux langages et innoveront. De bien des points de vue, la recherche de Lucio Fontana représente un véritable incipit de l’art contemporain, un élément indispensable qui, suivant de multiples déclinaisons, a inspiré certains des langages artistiques les plus importants, des années cinquante du siècle dernier jusqu’à aujourd’hui. Dans cette optique, les commissaires de l’exposition ont choisi certains artistes (de Piero Manzoni à Agostino Bonalumi et Enrico Castellani, d’Alberto Biasi à Gianni Colombo, de Mario Deluigi à Tancredi et Morandis, de Roberto Crippa à Gianni Dova, jusqu’à Giuseppe Santomaso, Ettore Spalletti, Nunzio, Ben Ormenese, Sandro Martini et bien d’autres encore) pour concevoir un parcours susceptible de permettre un approfondissement des orientations de recherche et des noyaux thématiques significatifs où l’on reconnaît la longue ombre de Fontana. Le thème central de l’exposition est l’exploration des poétiques les plus importantes qui peuvent s’inscrire dans la continuité de la recherche de Lucio Fontana. Son « ombre longue » peut ainsi devenir un outil pour comprendre certains des aspects fondamentaux de l’art et orienter une recherche ouverte sur le futur. L’exposition d’Aoste est assortie d’un catalogue bilingue italien-français contenant des textes critiques de Giovanni Granzotto, Leonardo Conti, Daria Jorioz, Stefano Cecchetto, Dino Marangon, Mattia Pivato et Livia Sartori di Borgoricco, publié par De Bastiani Editore et vendu au prix de 30 euros. Billets : plein tarif, 6 euros ; tarif réduit : 4 euros ; entrée libre pour les moins de 18 ans. Billet couplé avec l’exposition Steve McCurry. Animals au Centre Saint-Bénin d’Aoste du 3 mai au 6 octobre 2019, au prix de 10 euros, plein tarif, et 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat du Tourisme, des Sports, du Commerce, de l’Agriculture et des Biens culturels Surintendance des activités et des biens culturels Structure Expositions Tél. 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Musée archéologique régional Tél. 0165 275902 www.regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
13 Avril 2019 - 22 September 2019

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La città che cresce. Le quartier Cogne à Aoste
L'Assessorat de l’Éducation et de la Culture informe que, vendredi 14 décembre 2018, à 18h, dans la salle d’exposition de l’Hôtel des États, aura lieu l’inauguration de l’exposition La città che cresce. Le quartier Cogne à Aoste. Réalisée par la structure « Expositions » et les Archives historiques régionales, cette initiative retrace - à travers la documentation de la Società Nazionale Cogne et les archives du Bureau Régional Ethnologie et Linguistique - les origines et l’essor de ce quartier, qui a conditionné de façon déterminante le destin de la ville au cours du siècle dernier, tant pour ce qui est de l’urbanisme que de la démographie, et qui constitue, aujourd’hui encore, un élément fondamental du patrimoine historique et architectural du chef-lieu régional. L’industrie sidérurgique Cogne d’Aoste a été créée en 1917 par la société Ansaldo de Gênes pour répondre à la demande croissante de l’industrie de guerre, en termes de fonte de bonne qualité, comme l’était celle qui provenait du minerai extrait de la mine de Cogne pour être fondu dans des hauts-fourneaux et des fours à arc modernes pour l’époque et alimentés par des installations hydro-électriques, alors toutes récentes. Par la suite, avec l’arrivée en Vallée d’Aoste de milliers d’ouvriers - surtout originaires du Sud de la péninsule, du Piémont et de la Vénétie -, la construction d’un quartier ouvrier fut lancée : d’abord baptisé « quartier Ansaldo », il devient rapidement plus connu sous le nom de « quartier Cogne », qui le caractérise encore de nos jours. La città che cresce. Le quartier Cogne à Aoste présente donc d’importants documents photographiques, issus du Fondo Nazionale Cogne et d’autres fonds des Archives historiques régionales, qui illustrent l’histoire de ce quartier, mais également une splendide série de dessins techniques à l’aquarelle, qui représentent les vues, les plans et les sections des différents immeubles du quartier. L’exposition est ouverte jusqu’au dimanche 10 mars 2019, de 10h à 13h et de 14h à 18h du mardi au dimanche et fermée le lundi. L’entrée est libre. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure « Expositions » Tél. : 0165 27 59 37 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Salle d’exposition de l’Hôtel des États Tél. : 0165 30 05 52 www.regione.vda.it

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
14 Décembre 2018 - 10 Mars 2019

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La montagne photographiée, la montagne sculptée. Stefano Venturini et Ladislao Mastella
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 30 novembre 2018, à 18h, à l’Église Saint-Laurent d’Aoste, se tiendra l’inauguration de l’exposition La montagne photographiée, la montagne sculptée. Stefano Venturini et Ladislao Mastella. Ce quatrième rendez-vous s’inscrit dans une série d’expositions qui ont déjà été très appréciées du public et qui associent les œuvres d’un photographe à celles d’un sculpteur local. Cette exposition, dont le commissaire est Daria Jorioz, réunit une sélection de photos de Stefano Venturini, de petites, moyennes et grandes dimensions, en noir et blanc et en couleur, ainsi que de vingt sculptures sur bois signées Ladislao Mastella. Stefano Venturini propose des images, d’un grand impact visuel, qui illustrent la dimension de la montagne en toute saison et qui sont exposées sur différents supports – de la toile à l’aluminium brossé – et selon différentes techniques d’impression. Quant aux sculptures de Ladislao Mastella, elles reprennent les thèmes de la tradition populaire valdôtaine, dont des coqs – drôles, polychromes et de grandes dimensions – et une crèche (2008) d’une remarquable puissance plastique. Ses œuvres sont réalisées dans différentes essences ligneuses, comme le bouleau, le cyprès, le pin cembro, le noyer, l’érable, le buis, le pommier, le frêne, le mélèze ou le sapin. Cette exposition — affirme l’Assesseur Paolo Sammaritani — se veut un hommage à la montagne et à la dimension alpine qui caractérise la Vallée d’Aoste, dont le territoire et la culture représentent une source inépuisable d’inspiration pour ces deux auteurs. Né à Ivrée en 1975, Stefano Venturini est un photographe valdôtain passionné par l’exploration des lieux et des possibilités d’expression. Son amour pour les paysages de la Vallée d’Aoste et sa vocation naturelle pour l’univers de la lumière et des couleurs l’orientent vers la photographie publicitaire et paysagère, les reportages industriels et les catalogues d’art. Membre de Tau Visual depuis 20 ans, il ouvre son studio-photo SteVephoto en 2001 à Aoste et commence à collaborer avec des agences publicitaires et graphiques. Ses clichés illustrent des revues nationales et étrangères comme AD, DOVE ou Bell'Italia. Depuis quelques années, ses photos sont également reproduites, en tirage limité et certifié, en technologie numérique Digigraphie®. Il a réalisé différentes expositions en Vallée d’Aoste et participé à des collectives comme « Art sans frontières », à la Galerie centrale de l’Union des artistes à Saint-Pétersbourg (2014-2015) et « Expo en Vallée d’Aoste » ou, encore « Les excellences du territoire racontées par les langages de la modernité », au Musée archéologique régional d’Aoste (2015). Ladislao Mastella est né à San Bonifacio (Vérone) en 1947. Benjamin de trois frères ébénistes, il fréquente l’école des Salésiens de San Benigno Canavese. À partir de 1959, il travaille pendant trois ans dans le laboratoire du sculpteur Mario Stuffer, originaire du Haut-Adige, associant à la sculpture une intense activité de dessin, qu’il affine en suivant les cours de Rolando Robino à l’École régionale d’art. Il expose pour la première fois à la Foire de Saint-Ours en 1961 et, depuis 1963, a participé à toutes les éditions de cette manifestation. Très actif, Mastella a exposé ses œuvres en Vallée d’Aoste, en Italie et à l’étranger et remporté de nombreux prix et autres distinctions. Il a participé à des expositions collectives en Lombardie, en Toscane, en Émilie Romagne, en Vénétie, en Suisse, en Finlande et en Grande Bretagne. En 2018, il a été fait Chevalier de l'Ordre du Mérite de la République italienne. « La montagne photographiée, la montagne sculptée. Stefano Venturini et Ladislao Mastella » est assortie d’un catalogue bilingue italien-français, publié par l’Imprimerie valdôtaine, par les soins de Daria Jorioz, et vendu au prix de 10 euros. L’exposition, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au 24 mars 2019 du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h (fermée le lundi). Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions : tél. 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Église Saint-Laurent : tél. 0165 238127 Internet : www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
30 Novembre 2018 - 24 Mars 2019

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Donato Savin. Le langage de la pierre
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, vendredi 9 novembre à 18 h, au site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans d’Aoste, de l’exposition de Donato Savin, « Le langage de la pierre ». Dirigé par Daria Jorioz, l’événement est organisé par la structure « Expositions », en collaboration avec la structure « Patrimoine archéologique » et aménagé dans l’espace qui avait accueilli, en 2017, les œuvres de Marina Torchio regroupées sous le titre Primitivo femmineo. Donato Savin présente ici plus de 40 stèles, la plupart en pierre, ainsi que quelques autres sculptures en bois, en métal et en corne. Sélectionnées avec soin par le sculpteur, essentiellement dans la zone du Grand-Paradis, mais aussi en d’autres endroits de la Valle d’Aoste, ces pierres ont parfois conservé les lichens de diverses couleurs qui les recouvraient, après l’intervention de l’artiste, qui a suivi leur veine naturelle pour les transformer en impressionnantes sculptures totémiques. L’aménagement de l’exposition a été conçu pour présenter, en quelque sorte, un alignement de stèles contemporaines, qui rappelle les alignements de leurs « aînées » placées sur le site de Saint-Martin-de-Corléans depuis la première moitié du troisième millénaire av. J.-C. Comme le fait observer l’assesseur Sammaritani, « cette exposition d’art contemporain s’incrit dans la programmation étudiée par l’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste, qui vise à mettre en relation les meilleurs créateurs locaux et le site muséal de Saint-Martin-de-Corléans ». Donato Savin est né en 1959 à Cogne, en Vallée d’Aoste, où il vit toujours avec sa famille et travaille comme garde forestier. Il est encore très jeune lorsqu’il découvre la sculpture, qu’il aborde en autodidacte. Pour réaliser les créations qu’il imagine à partir de simples croquis ou d’ébauches en argile, il privilégie la pierre : le gneiss du Grand-Paradis, le granite, la dolomie, la magnétite de la mine de Cogne, le marbre vert de Runaz, le marbre bardiglio ou d’autres pierres de la Vallée d’Aoste. Tout jeune, il expose ses œuvres à la millénaire Foire de Saint-Ours, expression de la tradition artistique et artisanale de notre région. Il a réalisé des expositions personnelles ou participé à des expositions collectives, tant en Vallée d’Aoste que dans d’autres régions d’Italie ou à l’étranger. En 2017, le Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” de Turin lui a consacré une exposition personnelle. « Le langage de la pierre » est accompagnée d’un catalogue édité par la Typographie Pesando d’Aoste sous la direction de Daria Jorioz, qui comprend des textes de Gianfranco Zidda et Nurye Donatoni et est vendu au prix de 15 euros. Courant janvier 2019, le public se verra proposer des ateliers didactiques organisés par le MAV – Musée de l’Artisanat Valdôtain de tradition (pour tout renseignement et réservation : tél. 0165 76 39 12). La visite de l’exposition est comprise dans le prix du billet d’entrée au site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans. Exposition ouverte jusqu’au 17 février 2019, du mardi au dimanche, de 10 h à 18 h ; fermée le lundi. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions : tél. 0165 27 59 37 Site mégalithique de Saint-Martin-de Corléans : tél. 0165 55 24 20 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Internet : www.regione.vda.it MAV – Musée de l’Artisanat Valdôtain de tradition : tél. 0165 76 39 12

Site archéologique de Saint-Martin-de-Corléans - Aoste
9 Novembre 2018 - 17 Fevrier 2019

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Il mondo di Jacovitti
Jacovitti, né à Termoli en 1923, mort à Rome en 1997, a probablement été l'humoriste/bédéiste le plus génial du siècle, outre que l'un des plus prolifiques, grâce aussi à son entrée très précoce dans le secteur des Comics, survenue à l'âge de 16 ans. Cette année c'est le cinquantenaire de la création d'un de ses personnages parmi les plus aimés par le publique, ''Zorry Kid''. À vingt ans il était déjà considéré l'un des plus grands auteurs italiens et, grâce à l’expérience acquise suite à de nombreuses expérimentations personnelles de style, trait et marque, son succès demeure au top tout au long de sa vie, avec une carrière qui durera près de soixante ans en impliquant beaucoup de générations de lecteurs qui sauront l'aimer et l’apprécier malgré les changements de goût du public. Jacovitti savait manifester une verve comique irrésistible capable de surmonter n'importe quelle frontière, géographique ou autre. Un dessinateur stupéfiant qui a su dessiner pour n'importe quelle situation, du glorieux ''Il Vittorioso'' d'inspiration catholique aux chefsd’oeuvre érotique du ''KamasuLtra'' avec la collaboration de l’esprit comique de Marcello Marchesi, en passant par les magazines humoristique de l'époque comme ''Il Travaso'', la longue collaboration au supplément du quotidien ''Il Giorno'', pour arriver au ''Diario Vitt'' qui a accompagné les étudiants pendant trente ans, sans oublier son engagement dans le secteur de la télévision avec publicités (Caroselli), décors et dessins animés pour plusieurs émissions différentes. Jacovitti a interprété les sentiments italiens grâce à ses personnages, tout comme a su le faire dans ses films l'acteur Alberto Sordi, en anticipant par ailleurs de quelques années le Western à l'italienne de Sergio Leone (spaghetti western) avec le délicieux et amusant ''Cocco Bill''. Une exposition sur les BD, mais elle assume aussi -pour ne pas dire surtout- un caractère profondément culturel, de coutume politique et social. Une sorte de manuel de sociologie dessiné d'une façon irréelle, bizarre et loufoque.

Centre Saint-Bénin - Aoste
26 Octobre 2018 - 28 Avril 2019

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Ugo Lucio Borga. Collateral damages
L'Assessorat de l’éducation et de la culture annonce que vendredi 12 octobre 2018, à 17 h, au Musée Archéologique Régional d’Aoste, aura lieu l’inauguration de l’exposition Ugo Lucio Borga. Collateral damages. Conçue par Daria Jorioz et accompagnée d’un texte critique signé Marco Maggi, l’exposition propose 120 clichés en noir et blanc réalisés par le photographe et journaliste valdôtain Ugo Lucio Borga, au cours de ses reportages dans les zones du monde en proie à des conflits armés. De la Syrie à l’Iraq et de l’Ukraine au Bangladesh, dans le cadre de ce projet photographique, Borga concentre son attention sur les victimes civiles et apporte son témoignage en documentant le caractère absolument dramatique des guerres du troisième millénaire. À travers ces documents photographiques au puissant impact, réalisés par un photoreporter dont les images ont été publiées par divers journaux et revues internationaux, l’exposition Collateral damages nous invite à réfléchir aux problèmes qui pèsent sur notre époque – commente l’assesseur Paolo Sammaritani. Dans le cadre de son activité, Ugo Lucio Borga s’est toujours concentré sur les guerres, y compris les guerres oubliées, les crises humanitaires, ainsi que les questions sociales et environnementales. Formé à l’Académie John Kaverdash (Milan), où il a obtenu trois masters, en photographie de reportage, photographie de mode et communication visuelle, il est l’auteur de reportages de fond dans le monde entier et a notamment couvert le printemps arabe, les guerres en République Démocratique du Congo, en République Centrafricaine, en Somalie, au Soudan du Sud, en Lybie, en Syrie, en Iraq et aux Philippines, ainsi que les conflits religieux au nord du Liban, l’action de la dictature en Érythrée et le conflit armé en Ukraine. Ses articles et ses reportages ont été publiés par de nombreux journaux, revues ou chaînes de télévision et de radio, dont Time magazine, Time Lightbox (USA), The Guardian, The Observer, The Independent (Angleterre), Die Zeit, Die Welt, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Brigitte, Cicero (Allemagne), La Vanguardia Magazine, Zazpika (Espagne), La Croix, Courrier international (France), Die Presse (Autriche), Tyzden (Slovaquie), Haaretz (Israël) Gazeta Wyborcza (Pologne), Alpha Magazine, (É.A.U.), Woz, Neue Zurcher Zeitung (Suisse), Africa Magazine, Diario, l’Espresso, Il Giornale, Il Manifesto, Il Sole 24 Ore, GQ, Nigrizia, Vps, Panorama, PeaceReporter, Rolling Stone, Eyesopen, Il Riformista, Sportweek, La Stampa, Vanity Fair, Il Venerdì di Repubblica, Il Corriere della Sera, Mondadori (Strade Blu), Rai3, Rainews24, Sky Tg24 Jetlag, Channel 4, Radio24, Radio RSI et Laser. En 2011, il a reçu le premier prix Novinarska Cena Journalism Award pour une série d’histoires sur les rebelles pendant la guerre de Lybie. Il a publié Il sudario di latta. Taccuini di guerra, Marco Valerio Edizioni, 2015 ; Soldat 1. Guerra in Ucraina, Musumeci editore, 2016 ; La luna si nasconde. Diari dall’Africa in guerra, Marco Valerio Edizioni, 2018. Il sera possible d’acquérir le catalogue bilingue italien-français de l’exposition – réalisé par Daria Jorioz, avec un texte critique de Marco Maggi et édité par la Typographie Duc – dans le cadre de l’exposition, au prix de 25 €. Comme l’écrit la commissaire de l’exposition dans ce même catalogue : « la vision du monde d’Ugo Borga est lucide et sans concession, directe et puissante, crue mais parfois empreinte d’une poésie inattendue, comme lorsque le photographe capte une lueur d’espoir dans l’obscurité de la destruction et de la désolation. Les clichés de Borga ne nous épargnent rien : leur intensité émotive et leur qualité iconique nous touchent au plus profond et atteignent notre dimension intérieure, humaine, sociale ». L’expostion Ugo Lucio Borga. Collateral damages sera ouverte jusqu’au dimanche 31 mars 2019 du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h (fermée le lundi). Billets : plein tarif, 3 euros ; tarif réduit : 2 euros ; tarif réduit 50% Alpitur ; entrée libre pour les moins de 18 ans. Il sera en outre possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition Il mondo di Jacovitti, qui ouvrira ses portes au Centre Saint-Bénin d’Aoste le 27 octobre 2018, au prix de 7 €, plein tarif, et 5 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture, Structure Expositions : tél. 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Musée Archéologique Régional : tél. 0165 275902 www.regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
12 Octobre 2018 - 31 Mars 2019

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Par-delà l’horizon. Tea Giobbio – Walter Vallini
L'Assessorat de l’Éducation et de la Culture de la Région autonome de la Vallée d’Aoste communique que l’exposition Par-delà l’horizon. Tea Giobbio - Walter Vallini sera inaugurée le vendredi 28 septembre 2018, à 18h00, dans la Salle des expositions de l’Hôtel des États d’Aoste. L’exposition, aménagée sous la direction d’Alessandro Parrella et organisée par la Structure régionale des Expositions, propose une série d’installations lumineuses de l’architecte et designer Walter Vallini, ainsi que des photographies de Tea Giobbio. Cette exposition d’Aoste est la dernière, en ordre de temps, d’un parcours expressif qui a conduit les deux artistes à exposer leurs œuvres de Turin à Milan, de Rome à New York, puis à Munich. Tea Giobbio est née à Buenos Aires en 1958 ; elle vit et travaille à Turin. Ses œuvres, à la fois oniriques et surréalistes, portent sur le thème de l’identité. Leur sujet est presque toujours le corps humain, parfois en entier et parfois en parties émergeant d’habits vides, comme dans la série Les absents, ou en parties anatomiques, comme dans la Via Crucis. Walter Vallini est né à Rome en 1958 ; il vit et travaille à Turin, lui aussi. Ses installations lumineuses représentent une synthèse équilibrée entre l’art et le design ; la frontière entre l’objet-sculpture et l’objet fonctionnel y est subtile. La lumière, quant à elle, n’a pas que la fonction d’éclairer, car elle fait partie de l’œuvre elle-même. Cette initiative ouvre la saison des expositions automne-hiver 2018-2019, comme l’affirme l’assesseur Paolo Sammaritani : « Dans la salle des expositions de l’Hôtel des États, au cœur d’Aoste, le public pourra découvrir le premier événement du calendrier automnal 2018 des expositions en Vallée d’Aoste, un calendrier riche de propositions allant de la photographie à la bande dessinée, de la sculpture à l’histoire et offrant des approfondissements aux passionnés d’art, ainsi que des contenus culturels pour tous les citoyens de notre région. » L’exposition Par-delà l’horizon. Tea Giobbio - Walter Vallini restera ouverte jusqu’au dimanche 4 novembre 2018 avec les horaires suivants : du mardi au dimanche, de 10h00 à 13h00 et de 14h00 -18h00, fermé le lundi. L’entrée est libre. Renseignements : Assessorat de l’Éduction et de la Culture, Structure des Expositions : tél. 0039 0165.275937 e-mail : u-mostre@regione.vda.it Salle des Expositions de l’Hôtel des États : tél. 0039 0165.300552 www.regione.vda.it

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
28 Septembre 2018 - 4 Novembre 2018

Catalogue
La montagne photographiée, la montagne sculptée. Massimo Arcaro et Dante Marquet »
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que jeudi 24 mai, à 18h, sera inaugurée, en l’ancienne église Saint-Laurent d’Aoste, l’exposition « La montagne photographiée, la montagne sculptée - Massimo Arcaro et Dante Marquet ». Cette initiative est la troisième d’une série d’expositions qui mettent en relation les clichés d’un photographe avec les œuvres d’un sculpteur, pour les faire dialoguer dans les salles d’un haut lieu de la culture, en plein cœur d’Aoste. L’exposition, aménagée par Daria Jorioz, propose plus de 20 photographies en couleur de Massimo Arcaro (de 50 cm x 70 cm), ainsi qu’une sélection de sculptures sur bois de Dante Marquet (principalement en noyer, mais aussi en bouleau, en érable, en aulne et en sureau). Les clichés d’Arcaro, dont le sujet central est toujours la Vallée d’Aoste, offrent au public une vision poétique de paysages enneigés, d’animaux ou de fleurs, immortalisés par un photographe qui joue subtilement avec la lumière, comme on peut le voir clairement dans ses macrophotographies, où sa maîtrise parfaite de l’appareil photographique est plus qu’évidente. Les sculptures de Marquet expriment, quant à elles, le profond attachement du sculpteur pour sa terre, à travers des scènes de la vie et du travail des paysans, où l’artiste reproduit les outils agricoles traditionnels avec une grande minutie. Ses œuvres, qui évoquent aussi les légendes populaires, représentent souvent des personnages ou des animaux, mais le public sera également enchanté par les jouets de Marquet, ces tatà qui dénotent un talent créatif et suggestif remarquable. L’Assesseur à l’éducation et à la culture souligne que cette exposition constitue pour Massimo Arcaro comme pour Dante Marquet une véritable reconnaissance institutionnelle, que l’Assessorat est heureux d’attribuer à ces deux artistes passionnés par la Vallée d’Aoste et qui la décrivent avec tant d’authenticité. Massimo Arcaro est né Aoste et sa passion pour la photographie remonte aux années 1980, quand il utilise son appareil photo pour documenter ses activités liées à l’alpinisme. Au fil des années, son intérêt pour la photographie grandit et, suite à l’apparition du numérique, il décide de se consacrer plus particulièrement à la photographie de la nature. Il participe alors à plusieurs concours : en 2012, il se place au second rang absolu du concours « Photographier le parc » organisé par les Parcs nationaux italiens du Grand-Paradis, du Stelvio et des Abruzzes, du Latium et du Molise, ainsi que par le Parc national français de la Vanoise ; en 2014, il gagne le premier prix du concours national Mountain 4 colours, organisé par la Fondation Grand-Paradis ; en 2015, c’est à lui que revient le premier prix de la catégorie « Monde végétal » et le second de la catégorie « Micromonde » ; en 2016, il s’adjuge le deuxième prix de la catégorie Una montagna di fiori, ainsi que celui du 12e concours Animali in scena de la Fondation Grand-Paradis, alors qu’en 2017, il remporte une nouvelle fois le second prix dans la catégorie « Micromonde », consacrée à la macrophotographie. Dante Marquet (Aoste, 1963) découvre le travail du bois grâce à son père, Avio, qui était agriculteur, mais aussi menuisier et sculpteur à Arpuilles. Il expose à la Foire de Saint-Ours d’Aoste depuis 1973 et participe à l’exposition-concours depuis 1981. Ses premières créations sont des masques en écorce de mélèze, de petits coqs et des cornailles. Par la suite, il utilise l’essence de noyer pour sculpter sur bois des personnages occupés par les travaux de la montagne. Les gestes et les outils agricoles représentés par Marquet s’inspirent de son expérience personnelle, ainsi que des légendes et des récits de notre région, qui transmettent la mémoire collective. Parmi les nombreux prix qui lui ont été décernés dans le cadre de la Foire de Saint-Ours, l’on peut citer ses premiers prix de sculpture en 1988, 1989, 1990, 1991 et 1999, ses premiers prix dans la catégorie « Jouets » en 1994, 2010 et 2014, ainsi que ses troisièmes prix dans la catégorie « Outils agricoles » en 2014 et 2016. L’exposition « La montagne photographiée, la montagne sculptée - Massimo Arcaro et Dante Marquet » est assortie d’un catalogue conçu par Daria Jorioz et publié par la Typographie valdôtaine, en vente au prix de 10 euros. L’exposition, dont l’entrée est libre, restera ouverte jusqu’au 9 septembre 2018, de 10h à 13h et de 14h à 18h du mardi au dimanche et sera fermée le lundi. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Ancienne église Saint-Laurent : 0165 238127 Site internet : www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
24 Mai 2018 - 9 September 2018

Collezionare… non solo monete. À l’occasion du soixantième anniversaire du Centre Numismatique Valdôtain
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe qu’à l’occasion du soixantième anniversaire du Centre Numismatique Valdôtain, vendredi 18 mai 2018 à 18h, dans la salle d’exposition de l’Hôtel des États d’Aoste, sera inaugurée l’exposition Collezionare… Non solo monete. Cet événement, fruit de la collaboration entre les membres du Centre Numismatique Valdôtain et le personnel de la structure régionale « Expositions », a été monté pour célébrer le soixantième anniversaire de la fondation du Centre et propose quelques nouveautés par rapport aux expositions organisées précédemment. En effet, le public pourra découvrir ici des monnaies provenant de Chine et d’Afrique centrale jamais exposées auparavant en Vallée d’Aoste et qui constituent des formes de paiement très anciennes, mais aussi des papiers-monnaies, des médailles et des jetons, que les entreprises et les activités commerciales valdôtaines ont réalisé et donné à leurs employés ou à leurs clients immédiatement ou juste après la Deuxième Guerre mondiale. La célébration des soixante ans du Centre Numismatique Valdôtain est particulièrement significative – souligne l’Assesseur à l’éducation et à la culture – car c’est là une association culturelle dont l’engagement des membres contribue à maintenir l’intérêt pour le collectionnisme et, en particulier, pour la numismatique. Au fil des années, le Centre Numismatique Valdôtain, dont l’œuvre de divulgation mérite d’être signalée, a constitué une importante bibliothèque de textes numismatiques, qui est conservée dans ses locaux, à Aoste. Celle-ci rassemble aujourd’hui plus de 1600 volumes, dont certains sont extrêmement rares et précieux. En outre, l’association a monté plusieurs expositions, dont « La monnaie de l’Antiquité à nos jours » en 1984, à la tour Fromage d’Aoste et « Monnaie - Expression de volonté de puissance » en 2008, au Musée Archéologique Régional. L’exposition Collezionare… Non solo monete, dont l’entrée est libre et qui est fermée le lundi, restera ouverte jusqu’au dimanche 19 août 2018, du mardi au dimanche, de 10h à 13h et de 14h à 18h. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure « Expositions » : 0165 27 59 37 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Salle d’exposition de l’Hôtel des États : 0165 30 05 52 www.regione.vda.it

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
18 Mai 2018 - 18 Août 2018

Catalogue
Nicola Magrin. La trace du récit
L’Assessorat de l’éducation et de la culture informe que, vendredi 4 mai 2018 à 18 h, au Centre Saint-Bénin d’Aoste, se tiendra l’inauguration de l’exposition Nicola Magrin. La trace du récit. L’exposition d’Aoste, conçue par Daria Jorioz, présente environ soixante-dix aquarelles sur papier, de petites, moyennes et grandes dimensions, réalisées entre 2009 et 2018, qui retracent les thèmes préférés de cet artiste : le parcours intérieur de l’homme et son rapport avec la nature sauvage, la représentation des forêts et des animaux sauvages, la montagne et les paysages nocturnes. Auteur apprécié par le public pour son intense activité d’illustrateur, Nicola Magrin a réalisé pour Einaudi les couvertures des œuvres de Primo Levi. Il est également l’auteur des couvertures de Il richiamo della foresta de Jack London et de celle du roman de Paolo Cognetti, Le otto montagne, qui a remporté le prix Strega en 2017 et a été traduit en 39 langues. L’Assesseur à l’éducation et à la culture souligne que les aquarelles de Nicola Magrin représentent un éloge de la montagne et de la nature vierge et que cette exposition accompagne le visiteur à la découverte d’un artiste d’une grande sensibilité ayant su conjuguer efficacement l’art et la littérature, en synthétisant dans une seule image les œuvres d’écrivains importants. L’exposition Nicola Magrin. La trace du récit, aménagée au Centre Saint-Bénin d’Aoste, révèle la maturité expressive d’un auteur qui a choisi l’aquarelle comme technique artistique exclusive. Elle présente au public des œuvres de grandes dimensions comme Walking (300x114 cm) et L’infinito (58x250 cm), une sélection de planches originales des illustrations du livre de Folco Terzani, Il Cane il Lupo e Dio, et de nombreuses créations réunies par groupes thématiques, de la série Betulle aux Notturni, et du Lupo e uomo à In baita. L’aménagement est complété par une vidéo réalisée dans l’atelier de l’artiste qui documente sa technique picturale. La commissaire de l’exposition, Daria Jorioz, écrit dans le catalogue : « Il ressort des œuvres sur papier de Magrin un intimisme minimaliste : elles semblent nées de la lumière froide d’une journée neigeuse et du silence de l’hiver en montagne. L’artiste y privilégie la dimension nordique d’une aube laiteuse ou les tons froids d’un après-midi dans la nature silencieuse, pour culminer, dans ses travaux Notturni, en une nuit très étoilée ». Nicola Magrin est né à Milan en 1978 et s’est diplômé à l’Académie des beaux-arts de Brera de Milan en 2004, avec une thèse sur le peintre espagnol Miquel Barceló (1957). Il a présenté sa première exposition personnelle en 2002 : Portraits, galerie Blanchaert, Milan. En 2008 il a été sélectionné pour une résidence d’artiste à New York, au Harlem Studio Fellowship de Montrasio Arte. En 2010 il a participé au Premio ArtiVisive San Fedele 2009-2010, à la galerie San Fedele de Milan. En 2012 il a présenté son exposition personnelle Wolves, à la Leo Galleries de Monza et participé à l’exposition collective Naturales Quaestiones, à l’Arengario de Monza. En 2014 il présente deux expositions personnelles : Di Notte, au Spazio 1929 de Lugano, et Dall’erba dei campi alle stelle del cielo, à la galerie Salamon & C. Arte Contemporanea de Milan. En 2017 il a participé, à Estoul en Vallée d’Aoste, à la première édition de la manifestation Il richiamo della foresta. Il a illustré les œuvres de Primo Levi, Le otto montagne de Paolo Cognetti, Il silenzio d’Erling Kagge et Alpi ribelli d'Enrico Camanni (Editori Laterza), l’œuvre de Matteo Righetto (Tea) et de Tiziano Terzani (Tea). Son premier livre illustré Il Cane, il Lupo e Dio, sur un texte de Folco Terzani a été publié en 2017 par Longanesi. Il vit et travaille à Monza. L’exposition Nicola Magrin. La trace du récit sera ouverte jusqu’à dimanche 7 octobre 2018, du mardi au dimanche, de 10h à 13h et de 14h à 18h (fermé le lundi). Le catalogue bilingue italien-français, publié par Silvana editoriale, qui contient des textes de Daria Jorioz, Paolo Cognetti et Monica Aldi, est vendu au prix de 25 euros. Le coût du billet d’entrée s’élève à 6 euros (plein tarif) et à 4 euros pour les tarifs réduits ; la réduction est de 50 % pour les membres d’Alpitur. L’entrée est gratuite pour les moins de 18 ans et les classes des écoles. Il sera également possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition Gabriele Basilico. La ville et le territoire, qui sera ouverte à partir du 28 avril 2018 au Musée Archéologique Régional d’Aoste, au prix de 10 euros, plein tarif, et de 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture Région autonome Vallée d’Aoste Tél. +39 0165 272687 ou 0165 275937 Site internet : www.regione.vda.it Courriel : u-mostre@regione.vda.it

Centre Saint-Bénin - Aoste
4 Mai 2018 - 7 Octobre 2018

Catalogo
Gabriele Basilico. La ville et le territoire
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 27 avril 2018, à 18h, au Musée Archéologique Régional d’Aoste, aura lieu l’inauguration de l’exposition Gabriele Basilico. « La ville et le territoire ». Cette initiative rend hommage au talent du grand photographe Gabriele Basilico (Milan - 1944-2013) à travers 200 clichés environ, dont une importante sélection d’images de la Vallée d’Aoste. Conçue par Angela Madesani, elle bénéficie de la collaboration de Giovanna Calvenzi, des Archives Gabriele Basilico et de l’Académie d’architecture de Mendrisio (Université de la Suisse Italienne). L’Assesseur à l'éducation et à la culture déclare : « Je suis particulièrement heureuse de présenter, dans le cadre du programme des expositions régionales de l’Assessorat de l’éducation et de la culture, cette importante manifestation consacrée à l’un des meilleurs représentants de la photographie contemporaine internationale, qui a souvent représenté le territoire de notre région ». Le parcours d’exposition - divisé par secteurs de recherche plutôt que par périodes chronologiques - commence par l’un des travaux les plus connus de Gabriele Basilico : Milano Ritratti di fabbriche (1978-1980), qui a marqué le début des recherches de l’artiste sur les grandes villes du monde. Il se poursuit avec quelques clichés inédits et en couleurs de Beyrouth après sa reconstruction (2011), puis avec une série de photographies de diverses métropoles : Shanghai, Rio, Istanbul et Moscou. Il propose aussi des photos de montagne, notamment de la Vallée d’Aoste et du col du Saint-Gothard, en Suisse, qui mettent en évidence les transformations du paysage contemporain. L’exposition présente également 96 clichés issus de la recherche Sezioni del paesaggio italiano, effectuée par Basilico avec Stefano Boeri pour la Biennale d’architecture de Venise en 1998, ainsi que des photographies réalisées en 1996, en collaboration avec l’architecte Luigi Snozzi, dans le cadre d’une autre enquête importante dans une petite ville suisse, Monte Carasso - qui est aujourd’hui une banlieue de Bellinzone -, pour documenter la transformation de la ville grâce aux travaux mis en œuvre par ce même Luigi Snozzi. La visite se termine par une sélection de clichés de paysages réalisés en des lieux divers et pour des occasions différentes, comme par exemple la Mission Photographique de la DATAR (1984-1985), en France. L’exposition, qui présente aussi plusieurs vidéos consacrées à Gabriele Basilico, a été supervisée par Raffaella Resch et produite par les éditions Scalpendi. Son catalogue, publié chez Scalpendi et en vente au prix de 30 euros à la boutique du MAR, propose des textes signés Angela Madesani, Giovanna Calvenzi et Daria Jorioz. L’exposition restera ouverte tous les jours jusqu’au dimanche 23 septembre 2018, de 9h à 19h. Le coût du billet d’entrée s’élève à 6 euros (plein tarif) ; à 4 euros pour les tarifs réduits et à 3 euros pour les membres du Touring Club Italiano et d’Alpitur. L’entrée est gratuite pour les moins de 18 ans et les classes des écoles. Il est possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition « Nicola Magrin. La trace du récit », qui sera ouverte à partir du 5 mai 2018 au Centre Saint-Bénin d’Aoste, au prix de 10 euros, plein tarif, et de 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture Région autonome Vallée d’Aoste Tél. +39 0165 275902 ou 0165 275937 Site internet : www.regione.vda.it Courriel : u-mostre@regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
27 Avril 2018 - 23 September 2018

Catalogo
Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un album photo et un livre
L'assesseur à l’Éducation et à la culture et l’assesseur aux Activités productives, à l’énergie, aux politiques du travail et à l’environnement de la Région autonome Vallée d’Aoste annoncent que l’exposition « Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un album photo et un livre » sera inaugurée vendredi 26 janvier 2018, à 18h, dans la salle des expositions de l’Hôtel des États d’Aoste. Cet événement est construit autour d’un précieux album photographique appartenant aux héritiers de la famille Balla, remarquable témoignage iconographique de l’activité florissante de la tannerie qui fut active en Vallée d’Aoste au début du XXe siècle. Lors d’une recherche réalisée à Aoste, l'Association Valdôtaine Archives Sonores (AVAS) a découvert cet album de photographies composé de 37 images, réalisé il y a cent ans, en 1918, par le Stabilimento Grafico Alfieri & Lacroix de Milan, véritable témoignage de l’histoire valdôtaine des premières décennies du XXe siècle. La tannerie Balla était située entre les rues qui s’appellent actuellement Mont-Pasubio, Mont-Vodice, Cesare Battisti et Giorgio Elter, là où passait le canal de dérivation du ru Mère-des-Rives, alimenté par le Buthier, qui fournissait à la tannerie l’indispensable élément de base lui permettant de fonctionner. Installée à l’Ouest de la ville bien avant la construction du quartier Cogne, des casernes des Alpins sur la place d’armes et de la zone du Plot où naquit ensuite la place de la République, la tannerie jouait un rôle important dans le tissu productif valdôtain. L’ouverture de l’exposition, quelques jours avant la Foire de Saint-Ours 2018, met en exergue la synergie entre les différents secteurs de l’Administration régionale qui s’est traduite par une collaboration entre l’Assessorat de l’éducation et de la culture et celui des activités productives, de l’énergie, des politiques du travail et de l’environnement. Conçue par les soins de l’Association Valdôtaine Archives Sonores (AVAS) sous la direction d’Enrico Peyrot et aménagée par la structure Expositions de l’Administration régionale, l’exposition est assortie d’un catalogue bilingue italien-français, publié par la Typographie Duc d’Aoste et vendu au prix de 10 euros. L’exposition Premiata Conceria Balla Carlo & Figlio. Un album photo et un livre, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au 6 mai 2018 avec l’horaire suivant : du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h, fermé le lundi. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions tél. 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Salle des expositions de l’Hôtel des États tél. : 0165 300552

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
26 Janvier 2018 - 6 Mai 2018

Guido Reni. La strage degli innocenti
Le massacre des innocents Illustration du Raphaëlisme de Guido Reni
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, vendredi 12 janvier 2018, à 18 h, au Musée Archéologique Régional d’Aoste – 12, place Pierre-Leonard Roncas, de l’exposition consacrée à un chef-d’œuvre absolu de l’histoire de l’art italienne, « Le massacre des innocents » de Guido Reni (Bologne, 1575-1642). Cette œuvre magistrale qui fait partie des collections de la Pinacoteca nazionale de Bologne, sera en effet la protagoniste d’une exposition-dossier d’une haute teneur scientifique, organisée par les soins de Mario Scalini et Elena Rossoni. C’est en 1611 que Guido Reni a exécuté ce tableau, destiné à la chapelle Berò de l’église San Domenico de Bologne et qui se trouve ici au centre d’un parcours d’exposition structuré, enrichi d’équipements multimédia racontant son histoire. Ce retable est une huile sur toile de grandes dimensions (268 x 170 cm), qui met en valeur l’extraordinaire talent de l’artiste et illustre le dramatique épisode relaté dans l’évangile selon saint Matthieu avec une efficacité expressive inégalée. Dans le cadre de cette exposition, une autre toile sera présentée pour la première fois : il s’agit d’une Testa di Madonna attribuée à Raphaël et conservée aux Gallerie Estensi de Modène. Le public aura donc l’occasion unique d’admirer deux créations extraordinaires, que les commissaires, suivant leur thèse, ont réunies sous le titre « Le Raphaëlisme de Guido Reni ». L’exposition « Le massacre des innocents – Illustration du Raphaëlisme de Guido Reni » sera ouverte tous les jours jusqu’au dimanche 18 février 2018, de 9 h à 19 h. Le coût du billet d’entrée plein tarif est de 6 euros ; tarif réduit : 4 euros, y compris pour les membres du Touring Club Italiano ; 3 euros pour les membres d’Alpitur ; entrée gratuite pour les moins de 18 ans et les élèves. Il est possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition "A modo mio. Nespolo tra arte cinema e teatro" au Centre Saint-Bénin d’Aoste, au prix de 10 euros, plein tarif, et de 6 euros, tarif réduit. Les visiteurs pourront aussi acheter sur place le Journal de l’exposition/Giornale della mostra, avec des textes signés Mario Scalini, Elena Rossoni, Daria Jorioz et Anna Pelagotti, au prix de 4 euros. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Service des expositions : tél. 0039 0165 274401 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Musée Archéologique Régional : tél. 0165 275902 Internet : www.regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
12 Janvier 2018 - 18 Fevrier 2018

Brochure
Le train et le jardin
L'Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que jeudi 30 novembre 2017, à 18h, à la salle des expositions de l’Hôtel des États, place Chanoux à Aoste, sera inaugurée l’exposition « Le train et le jardin ». Fruit d’une collaboration entre les Archives historiques régionales et la structure Expositions, cet événement entend valoriser le patrimoine documentaire de la Région autonome Vallée d’Aoste et présente, cette année, un approfondissement consacré à la construction du chemin de fer Ivrée-Aoste. « L’intérêt de cette exposition – affirme l’Assesseur Emily Rini – aménagée grâce à la collaboration entre les différentes structures de la Surintendance des activités et des biens culturels, réside dans l’évocation, par des documents et des photos, de véritables « fragments de mémoire » de notre communauté. Le sujet choisi, la construction du chemin de fer Ivrée-Aoste, marque une étape fondamentale dans notre histoire socio-économique et dans le développement urbain de la ville d’Aoste. » Après l’unification de l’Italie, en 1861, le problème de l’isolement géographique de la Vallée d’Aoste par rapport au reste du pays se posa de manière évidente. L’idée d’une liaison ferroviaire avec le Piémont et, si possible, avec la Savoie et le Valais grâce à la réalisation de tunnels, fut développée et finalement adoptée par le Parlement italien en 1879. Le nouveau chemin de fer, terminé en 1886, constitua une innovation importante dans la vie socio-économique de la Vallée, ainsi qu’une occasion de modernisation du tissu urbain et des infrastructures publiques du chef-lieu de la région : un nouvel axe routier fut créé pour unir la gare au centre-ville, l’éclairage électrique fut inauguré et un jardin public fut réalisé pour le plus grand plaisir des résidents et des touristes. L’exposition « Le train et le jardin », dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au dimanche 21 janvier 2018, du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h, et fermée le lundi. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions tél. 0165 275937, Courriel : u-mostre@regione.vda.it Internet : www.regione.vda.it Salle des expositions de l’Hôtel des États tél. : 0165 300 552 Archives historiques régionales : tél. 0165 275 773

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
30 Novembre 2017 - 21 Janvier 2018

Catalogue
Pierre, Papier, Papier Carbone. Les « frottages » de stèles d’Ernesto Oeschger et Elisabetta Hugentobler
L'Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que vendredi 10 novembre 2017, à 17h, dans les salles d’expositions de l’Aire mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans d’Aoste, sera inaugurée l’exposition Pierre, Papier, Papier Carbone. Les « frottages » de stèles d’Ernesto Oeschger et Elisabetta Hugentobler. Cette exposition porte sur une collection artistique inédite dédiée aux stèles anthropomorphes, réalisées suivant la technique du frottage (du verbe « frotter »), qui prévoit l’utilisation de papier de soie, de fusain ou de papier carbone. La restitution graphique est une phase cruciale de la recherche archéologique puisqu’elle permet de conserver une trace de ces objets, mais également de mettre en évidence des détails de grande importance. Les 26 stèles exposées à l’Aire mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans sont l’expression d’une forme de langage artistique transversal et proviennent de toute l’Europe, ce qui permet au site archéologique valdôtain de remplir une importante mission : devenir un lieu, où les cultures se rencontrent. Artiste indépendant originaire de la région de Bâle, en Suisse, Ernesto Oeschger a fait preuve d’un grand éclectisme en exerçant tour à tour les métiers d’orfèvre, de sculpteur et de photographe. Sa passion pour l’art préhistorique se manifeste très tôt. Suivant sa propre sensibilité artistique et son goût esthétique, pendant près de trente ans, Oeschger se consacre donc aux relevés par « frottage », d’abord de gravures rupestres, puis de stèles anthropomorphes. En collaboration avec Elisabetta Hugentobler, il s’occupe dans un premier temps des vestiges découverts dans le Val Camonica (IT), sur le mont Bégo (FR) et à Carschenna (CH), avant d’élargir son rayon d’action jusqu’à la Suède et au Sahara algérien.

Site archéologique de Saint-Martin-de-Corléans - Aoste
10 Novembre 2017 - 24 Novembre 2019

Catalogue
La montagne photographiée, la montagne sculptée. Davide Camisasca et Marco Joly
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, vendredi 27 octobre 2017, à 18 h, à l’ancienne église Saint-Laurent d’Aoste, de l’exposition « La montagne photographiée, la montagne sculptée. Davide Camisasca et Marco Joly », dans le cadre de laquelle, pour la seconde fois, les œuvres d’un photographe dialoguent avec celles d’un sculpteur dans ce contexte suggestif au cœur d’Aoste. L’exposition, dont Daria Jorioz est le commissaire, comprend une ample vingtaine de photographies inédites de grandes dimensions, en noir et blanc, entourées d’une sélection de sculptures, essentiellement en noyer. Les clichés de Camisasca sont le fruit d’un intense travail et d’une recherche sur les formes, caractérisée par des atmosphères raréfiées, des lumières tamisées et un blanc total, qui transforme la montagne, de lieu physique qu’elle est, en une dimension intérieure. Les créations de Marco Joly, en bois et en pierre ollaire, racontent quant à elles des scènes de la vie quotidienne, peuplées de paysans, de bergers, d’enfants et de personnes âgées, où l’on redécouvre la dimension communautaire du village. « Davide Camisasca et Marco Joly - commente l’Assesseur Emily Rini – composent un parcours d’exposition intense et poétique, dont je suis certaine qu’il enchantera le public tout au long de l’hiver. Dans le cadre de cette exposition, le dialogue particulièrement réussi de la photographie et de la sculpture offre des suggestions artistiques d’une grande qualité expressive. » Davide Camisasca, qui réside à Gressoney-Saint-Jean depuis 1972, est à la fois guide de haute montagne et photographe professionnel, spécialisé dans le thème de la montagne. Il a réalisé diverses expositions personnelles, à Milan, Genève, Londres, Turin, ainsi que Trente et, à plusieurs reprises, en Vallée d’Aoste. Il est l’auteur de livres photographiques sur le Mont-Blanc, le Grand-Paradis, le Grand-Saint-Bernard et le Mont-Rose. Il a également effectué des recherches photographiques sur le patrimoine paysager et architectural valdôtain et a collaboré avec diverses revues italiennes et étrangères, dont Alp, Dove, Gente Viaggi, Sciare, Pentax Family, Meridiani Montagne, Alpes et Berge. Marco Joly habite Arnad et depuis 1974, il a participé à toutes les éditions de la Foire de Saint-Ours. De nombreuses publications consacrées à la sculpture traditionnelle et à l’artisanat alpin ont présenté des photographies de ses œuvres, comme Arte di tradizione in Valle d’Aosta, édité en 1994, ou le second volume de La collezione IVAT (Institut Valdôtain de l’artisanat typique) de 2007. Joly a remporté le premier prix de la Foire de Saint-Ours en 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1998 et 1999. Il s’est aussi adjugé le premier prix de l’Exposition-concours de l’artisanat valdôtain de tradition d’Aoste cinq années de suite, de 1984 à 1988, ainsi qu’en 2004. En 2001, il a reçu le prix « Don Garino » qui récompense la meilleure sculpture à thème religieux. En outre, son nom revient régulièrement dans les revues et les quotidiens nationaux et locaux, comme celui d’un des interprètes les plus intéressants et représentatifs de l’artisanat valdôtain. « La montagne photographiée, la montagne sculptée. Davide Camisasca et Marco Joly » est accompagnée d’un catalogue édité par la Tipografia Valdostana, qui contient les textes de Daria Jorioz et de Pietro Giglio, vendu au prix de 10 euros. L’exposition, dont l’entrée sera libre, restera ouverte jusqu’au 25 février 2018, du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h, fermée le lundi. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure « Expositions » : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Ancienne église Saint-Laurent : 0165 238127 Internet : www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
27 Octobre 2017 - 25 Fevrier 2018

Catalogo
À ma façon. Nespolo, entre art, cinéma et théâtre
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 20 octobre 2017, à 18h, au Centre Saint-Bénin d’Aoste, se tiendra l’inauguration de l’exposition « À ma façon. Nespolo, entre art, cinéma et théâtre », consacrée à l’expérience interdisciplinaire de cet artiste piémontais, organisée par l’Assessorat et conçue par le critique d’art Alberto Fiz, en collaboration avec le philosophe Maurizio Ferraris. Plus de 80 œuvres hétéroclites - peintures, dessins, maquettes de théâtre, sculptures, ex-libris, tapis, photos, affiches et même un canoë de huit mètres entièrement décoré - réalisées entre 1967 et aujourd’hui, seront ainsi présentées au public le long d’un parcours spectaculaire et entraînant, expressément aménagé pour les locaux de l’ancienne église Saint-Bénin. De l’art au cinéma, en passant par les dessins animés de la télévision et la logique mathématique pour arriver au théâtre, ces œuvres - présentées selon des critères thématiques dans les espaces du Centre Saint-Bénin - forment une constellation et mettent en lumière la versatilité de l’un des interprètes les plus originaux et audacieux de la scène contemporaine italienne, qui a revisité les styles et les tournures de style « à sa façon », sans jamais se laisser entraver par les conventions. « Je suis particulièrement heureuse de présenter au public cette initiative de grande qualité consacrée à Ugo Nespolo - commente l’Assesseur Emily Rini - et je suis certaine que le public saura apprécier cette exposition, où se mêlent peinture, sculpture, design et théâtre, le long d’un parcours fascinant et insolite. L’Assessorat régional confirme ici son engagement pour la promotion de la culture et de l’art ». L’exposition est assortie d’un catalogue bilingue italien-français publié chez Magonza et vendu au prix de 26 euros, qui présente toutes les œuvres exposées et contient également des essais de Maurizio Ferraris, Alberto Fiz et Daria Jorioz, ainsi qu’un entretien entre Ugo Nespolo et Pietro Bellasi, une série d’essais signés de l’artiste et les témoignages de Enrico Baj, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Danilo Eccher, Pierre Restany, Gianni Rondolino, Francesco Poli et Tommaso Trini, entre autres. Le coût du billet d’entrée plein tarif s’élève à 6 euros, à 4 euros pour les tarifs réduits et les membres du Touring Club Italiano et à 3 euros pour les membres d’Alpitur. L’entrée est gratuite pour les moins de 18 ans et les élèves. Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture Région autonome Vallée d’Aoste « Expositions » Tél. 0165 275937 – Courriel : u-mostre@regione.vda.it Internet : www.regione.vda.it Centre Saint-Bénin Tél. : 0165 272687

Centre Saint-Bénin - Aoste
20 Octobre 2017 - 8 Avril 2018

PAN DE BOUQUE
Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Ufficio Stampa Bureau de presse COMMMUNIQUÉ DE PRESSE Exposition PAN DE BOUQUE Aoste, Salle des expositions de l’Hôtel des États 8, place Chanoux 14 octobre – 19 novembre 2017 Horaire : du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h Fermé le lundi Entrée libre L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, vendredi 13 octobre 2017, à 18 h, à la salle des expositions de l’Hôtel des États d’Aoste, de Pan de bouque. Fruit de la collaboration entre le Bureau régional ethnologie et linguistique et la structure « Expositions », ce rendez-vous s’insère dans le cadre de la Festa de Lo Pan Ner, organisée par l’Assessorat avec le soutien des communautés locales. Plus de 50 communes de la Vallée d’Aoste cuiront le pain noir traditionnel, préparé par les familles, dans les fours des hameaux et de nombreuses initiatives liées à cette tradition se dérouleront sur tout le territoire. L’exposition Pan de bouque, dont le commissaire est Daria Jorioz, présente une sélection d’œuvres de sculpteurs locaux qui interprètent le thème de la panification traditionnelle en Vallée d’Aoste. Gianfranco Anzola, Lea Bérard, Silvano Ferretti, Marco Joly, Ladislao Mastella, Giorgio Perin Riz, Dorino Ouvrier et Bobo Pernettaz contribuent ainsi, chacun à sa manière, à raconter notre univers paysan avec efficacité et authenticité. Un tableau de Giuseppe Tecco anticipe l’exposition qui sera organisée l’année prochaine et où des peintres, des dessinateurs et des graphistes qui illustreront à leur tour Lo Pan ner. L’exposition, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au dimanche 19 novembre 2017, du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h (fermée le lundi). Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste, Assessorat de l’éducation et de la culture Structure « Expositions » Tél. : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Internet : www.regione.vda.it Salle des expositions de l’Hôtel des États Tél. : 0165 300552 BREL (Bureau Régional Ethnologie et Linguistique) Tél. : 0165 43386-363540 0932 em

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
13 Octobre 2017 - 19 Novembre 2017

Catalogue
TRACES - Biens culturels en Vallée d’Aoste. Photographies de Pier Francesco Grizi et de Fabio Dibello
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration vendredi 6 octobre 2017, à 18 h, au Musée Archéologique Régional d’Aoste, de l’exposition photographique Traces - Biens culturels en Vallée d’Aoste de la documentation à la valorisation. Les clichés exposés sont signés Pier Francesco Grizi et l’exposition comporte également une section consacrée à l’enceinte romaine d’Aoste illustrée par des photographies de Fabio Dibello. Il s’agit d’une réflexion sur le thème des biens culturels et architecturaux en Vallée d’Aoste, conçue par Daria Jorioz. La recherche photographique part de la ville d’Aoste et s’élargit en suivant les « traces » de l’extraordinaire patrimoine culturel qui jalonne tout le territoire régional. Trente photos grand format inédites de Pier Francesco Grizi, réalisées avec la technologie HDR, composent un parcours d’exposition au fort impact visuel et qui éveille une puissante émotion. Délibérément prises par mauvais temps, pour que la lumière soit plus douce et diffuse, et souvent sans présence humaine, les photographies s’écartent ici de la démarche purement documentaire pour s’orienter plutôt vers la valorisation et proposent au public des vues inhabituelles et alternatives, dans le cadre du parcours d’un auteur qui souligne le lien entre les constructions humaines et le milieu ambiant. Du Théâtre romain d’Aoste à Pont-d’Ael ou du château de Cly à celui de Verrès, le visiteur est invité à redécouvrir le patrimoine culturel valdôtain. Quant aux 16 clichés du photographe Fabio Dibello, ils proposent un dialogue entre les murs romains d’Aoste et le tissu urbain contemporain : une sorte de périple personnel de l’auteur, qui nous invite à réfléchir sur ce qu’est la ville, du point de vue non seulement historique ou architectural, mais aussi anthropologique, sociologique et culturel. « Traces » – Biens culturels en Vallée d’Aoste est réalisée par la structure « Exposition » en collaboration avec la structure « Patrimoine archéologique » de la Surintendance régionale des activités et des biens culturels. La délégation d’Aoste du FAI est le partenaire institutionnel de cette initiative. L’exposition est assortie d’un catalogue richement illustré contenant des textes signés Alessandra Armirotti, Roberto Domaine, Maria Cristina Fazari, Daria Jorioz et Gabriele Sartorio. Édité par Musumeci Editore, il est vendu au prix de 15 euros. L’exposition, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au dimanche 7 janvier 2018, du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h et fermée le lundi. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste, Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions Tél. 0165 27 59 37 Courriel : u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it Musée Archéologique Régional Tél. : 0165 27 59 02 Courriel : u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
6 Octobre 2017 - 7 Janvier 2018

Catalogo
Marco Jaccond Carte di identità. Ricapitolazione
L'Assessorato Istruzione e Cultura comunica che, venerdì 28 luglio 2017, alle ore 18, presso il Castello Gamba di Châtillon, sarà inaugurata la mostra personale dell’artista valdostano Marco Jaccond Carte di identità. Ricapitolazione. Il progetto espositivo si propone come una rassegna di opere su carta realizzate in due diversi periodi di ricerca legati tra loro da un’ideale “ricapitolazione”. Si tratta di narrazioni minime che possono aprirsi (svelarsi) o richiudersi (celarsi) in un gioco di limiti fissati dal bianco fogliame di un album memoriale e identitario. L’esposizione illustra la ricerca espressiva di uno degli artisti valdostani più interessanti, presente nel percorso permanente del Castello Gamba con l’opera Finzioni del 1990. Marco Jaccond inizia la sua ricerca artistica, improntata alla rilettura del linguaggio delle avanguardie storiche, nel 1976. Più avanti mette a punto un codice espressivo dove domina un gusto calligrafico valorizzato dai supporti cartacei utilizzati. Dagli anni Novanta l’artista realizza una serie di cicli pittorici fortemente connessi agli influssi letterari. L’artista presenta oggi una mostra personale di grande fascino, che dall’ingresso del Castello Gamba di Châtillon si sviluppa fino ai suggestivi spazi espositivi dell’altana. L'esposizione, accompagnata da un catalogo edito dalla Tipografia Duc, posto in vendita al prezzo di 5,00 euro e contenente un testo critico del filosofo Maurizio Ferraris, resterà aperta fino al 5 novembre 2017 con i seguenti orari: luglio – settembre dalle ore 13 alle ore 19; ottobre – novembre dalle ore 13 alle ore 19 (dal giovedì alla domenica - chiuso dal lunedì al mercoledì) Ingresso alla Pinacoteca e alla mostra intero € 5,00 ridotto € 3,00 ridotto 6-18 anni € 2,00 Per informazioni: Castello Gamba, località Crêt-de-Breil, 11024 Châtillon info.castellogamba@regione.vda.it tel. 0166 563252 www.castellogamba.vda.it

Castello Gamba. Art moderne et contemporain Vallée d'Aoste - Châtillon
28 Juillet 2017 - 5 Novembre 2017

Catalogue
Marina Torchio. Primitivo femmineo
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 26 mai, à 18 h, dans les espaces prévus à cet effet du Site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans – 258, rue Saint-Martin-de-Corléans, à Aoste – se tiendra l’inauguration de l’exposition Marina Torchio. Primitivo femmineo, conçue par la sculptrice valdôtaine en vue de son insertion dans le nouvel aménagement muséal de ce Parc archéologique récemment ouvert au public. Cette exposition, dont le commissaire est Daria Jorioz, a été réalisée par la Surintendance des activités et des biens culturels de l’Assessorat de l’éducation de la culture grâce à la synergie entre les structures Expositions et Patrimoine archéologique. Les œuvres de Marina Torchio, Stalagmiti, symboles du temps infini sans début ni fin, Donne-Veneri, qui renferment en elles la sacralité de l’être, Recipienti et Totem, toutes réalisées en grès sur des supports de fer, représentent le dialogue entre le temps dans son caractère indéfini et le sacré dans sa dimension individuelle. Marina Torchio est née et travaille à Aoste. Elle a débuté son activité dans l’atelier du sculpteur Renzo Igne à Castellamonte. Revenue dans sa ville natale en 1985, elle a commencé à exposer ses œuvres tant en Italie qu’à l’étranger. En 2012, sa sculpture Drappeggio n. 1, qui était placée au Musée archéologique régional d’Aoste, a été insérée dans l’exposition permanente du château Gamba de Châtillon. Parmi ses expositions personnelles figurent notamment I Dodici, dont les commissaires étaient Sandra Barberi et Paolo Papone, présentée par l’Assessorat régional de l’éducation et de la culture à l’église Saint-Laurent d’Aoste en 2013. Dans le cadre de l’initiative « Jolis coins », musée en plein air, une de ses installations – comprenant quatre sculptures réalisées pour l’exposition Caduta di un impero – est placée à proximité de la Porte prétorienne d’Aoste. L’exposition Marina Torchio. Primitivo femmineo est assortie d’un catalogue bilingue français-italien publié par la Tipografia Valdostana et contenant des textes critiques signés Anna Ugliano, Daria Jorioz et Gianfranco Zidda, est disponible au prix de 10 euros. La visite de l’exposition est comprise dans le prix du billet d’entrée au site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans, à savoir : 7 euros, plein tarif, 5 euros tarif réduit, 2 euros pour les jeunes de 6 à 18 ans. L’exposition est ouverte jusqu’au 4 février 2018 avec les horaires suivants : de mai à septembre 2017, de 9h à 19h, tous les jours ; d’octobre 2017 à février 2018, de 10h à 13h et de 14h à 18h, tous les jours sauf le lundi. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions Tél. : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Internet : www.regione.vda.it Site mégalithique de Saint-Martin-de-Corléans Tél. : 0165 552620

Site archéologique de Saint-Martin-de-Corléans - Aoste
26 Mai 2017 - 4 Fevrier 2018

Catalogue
Miriam Colognesi. Autoportraits au musée
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que ce vendredi 12 mai, à 18h, à l’Hôtel des États d’Aoste, se tiendra l’inauguration de l’exposition « Miriam Colognesi. Autoportraits au musée ». Conçue par Daria Jorioz, cette exposition illustre la relation entre les œuvres d’art et le public et ouvre une réflexion sur le thème du portrait et de l’autoportrait dans l’art contemporain. Elle présente une sélection de 30 clichés que l’artiste a réalisés lors d’ateliers photographiques organisés dans des sites muséaux prestigieux, comme le Musée Archéologique Régional d’Aoste - à l’occasion de l’exposition consacrée à Enrico Baj - ou encore la pinacothèque du château Gamba de Châtillon, la Galleria Sabauda, la Galerie d'Art Moderne et le Musée de l’Automobile de Turin, ou le château de Rivoli/Musée d'art contemporain. La démarche artistique de Miriam Colognesi semble avoir été inspirée par la célèbre phrase de Marcel Duchamp qui soutenait que « ce sont les regardeurs qui font les tableaux ». D’ailleurs, le dialogue entre la photographie et l’art est le thème central de cette initiative, qui nous invite tous à poser un regard nouveau sur les œuvres d’art. Née à Turin, Miriam Colognesi y obtient une maîtrise en peinture, à l’Académie albertine des beaux-arts.En 2000, elle s’installe en Vallée d’Aoste, où elle commence une recherche axée sur les possibilités offertes par la photographie, avant de se concentrer sur l’autoportrait. Elle a exposé dans divers lieux publics ou privés, en Italie comme à l’étranger, et certains de ses travaux ont été retenus par le Musée de l’autoportrait en photographie de Senigallia. Depuis plusieurs années, elle collabore avec la Galerie YellowFishArt de Montréal, au Québec. « Miriam Colognesi. Autoportraits au musée » est assortie d’un catalogue bilingue français-italien publié par la Tipografia Duc et disponible au prix de 10 euros. L’exposition, dont l’entrée est libre, restera ouverte jusqu’au 24 septembre 2017, de 10h à 13h et de 14h à 18h, du mardi au dimanche. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Expositions : tél. 0165 275 937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it Salle d’exposition de l’Hôtel des États Tél. 0165 300 552

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
12 Mai 2017 - 24 September 2017

Catalogue
Exposition La montagne photographiée, la montagne sculptée. Gianni Masi et Dorino Ouvrier
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste communique que l’exposition La montagne photographiée, la montagne sculptée. Gianni Masi et Dorino Ouvrier sera inaugurée ce vendredi 5 mai 2017, à 18h00, en l’Église Saint-Laurent d’Aoste. C’est la première d’une série d’expositions mettant en comparaison les œuvres d’un photographe et celles d’un sculpteur, qui dialogueront dans l’espace suggestif de l’Église Saint-Laurent. Organisée sous la direction de Daria Jorioz, cette exposition est consacrée au thème de la montagne et elle comprend 40 photographies de Gianni Masi, en noir et blanc ainsi qu’en couleur, prises au cours de cinquante ans d’activité, et plus de 30 sculptures de Dorino Ouvrier, réalisées entre 1982 et 2016. Le paysage de montagne et les personnages du monde paysan sont interprétés par deux artistes qui possèdent chacun son propre style, mais qui ont en commun le lien profond avec la Vallée d’Aoste, comme cela se dégage de leurs œuvres. Né à Turin le 27 février 1936, Gianni Masi s’est établi en Vallée d’Aoste à partir de 1962. C’est dans notre région qu’il a commencé à s’intéresser à la photographie, représentant les personnes qu’il croisait lors de ses randonnées en montagne, ainsi que les magnifiques paysages valdôtains. En 1968, il a remporté le premier prix dans le cadre du concours de photo en noir et blanc « En Vallée d’Aoste », organisé par l’Office du Tourisme. En plus de la photo, il a réalisé et présenté dans plusieurs communes de la Région quelques vidéos, notamment, en 2015, deux vidéos suggestives sur la Vallée d’Aoste et sur la Foire de Saint-Ours, projetées dans la salle de la Bibliothèque régionale d’Aoste. Dorino Ouvrier est né en Vallée d’Aoste, à Cogne, en 1948. Sculpteur d’une grande qualité expressive, le bois est son matériau d’élection, mais il a également réalisé d’importantes fontes en bronze et en acier. Artiste très connu et apprécié en Vallée d’Aoste, mais également ailleurs, il a participé pendant plusieurs années à la Foire de Saint-Ours d’Aoste, où il a obtenu de nombreux prix et récompenses, et il a exposé ses œuvres en Italie et à l’étranger. Sa sculpture monumentale Les accordéonistes trône à côté des Portes prétoriennes, à Aoste, alors que l’un de ses panneaux est exposé dans la collection permanente du Musée de la montagne « Duc des Abruzzes » de Turin. En 1983, à l’occasion de la venue du Président de la République Sandro Pertini en Vallée d’Aoste, il lui a donné une sculpture en acier intitulée La Libération et, en 1986, il a offert un ciboire en bois sculpté au pape Jean-Paul II. Dorino Ouvrier a ouvert un atelier à Cogne, où il expose ses œuvres et organise des expositions temporaires d’autres artistes. L’exposition La montagne photographiée, la montagne sculptée. Gianni Masi et Dorino Ouvrier est accompagnée d’un catalogue édité par l’Imprimerie Valdôtaine, qui contient les textes de Daria Jorioz et de Enrico Martinet, en vente au siège de l’exposition au prix de 10 euros. L’entrée est libre et l’exposition restera ouverte jusqu’au 10 septembre 2017, avec les horaires suivants : du mardi au dimanche, de 10h00 à 13h00 et de 14h00 à 18h00 (fermé le lundi). Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Expositions : tél. 00 39 0165 275937 e-mail : u-mostre@regione.vda.it Église Saint-Laurent : tél. 00 39 0165 238127 www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
5 Mai 2017 - 10 September 2017

Catalogi
Edward Burtynsky. L’homme et la terre
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que ce vendredi 28 avril 2017, à 18h, au Centre Saint-Bénin d’Aoste, se tiendra l’inauguration de l’exposition « Edward Burtynsky. L’homme et la terre ». Edward Burtynsky est connu pour être l’un des photographes canadiens les plus appréciés : ses clichés extraordinaires sont inclus dans les collections des plus importants musées du monde entier, dont la National Gallery of Canada, la Bibliothèque Nationale de France, à Paris, ainsi que le Museum of Modern Art et le Musée Guggenheim de New York. Par ses photographies d’une incroyable qualité esthétique, cet artiste de renommée internationale illustre avec talent la relation étroite et délicate qui unit l’homme à son environnement. Loin d’adopter une attitude ouvertement militante, il ne propose pas de théories prêtes à l’emploi, mais suggère plutôt un nouvel angle d’observation, qui permet de constater à quel point la relation homme-environnement est fortement ambivalente. Les commissaires de cette exposition, Enrica Viganò et Daria Jorioz, nous proposent donc 30 clichés en couleur et en grand format représentant des paysages immenses des États-Unis, du Bangladesh, de l’Italie, de la Chine, de l’Australie et du Portugal, photographiés avec une technique élaborée qui donne aux images une rare force picturale. Burtynsky, qui est né en 1955 à St. Catharines, dans l’Ontario, a obtenu un diplôme d’arts graphiques au Ryerson Polytechnic University, puis une licence en arts graphiques au Niagara College. Ses œuvres sont présentées dans des expositions personnelles et collectives à travers le Canada, les États-Unis, l’Europe et l’Asie. En sa qualité d’enseignant d’art photographique, il a donné des cours et des conférences à la National Gallery of Canada, à la Bibliothèque du Congrès de Washington DC, à la George Eastman House de Rochester, au Centre Canadien d’Architecture de Montréal, à l’Art Gallery of Ontario, à la TED, à l’Idea City et à la Ryerson University. Ses photographies sont publiées chaque année par de nombreux périodiques et, notamment, par « Canadian Art », « Art in America », « The Smithsonian Magazine », « Harper’s Magazine », « Flash Art », « Blind Spot », « Art Forum », « Saturday Night », « National Geographic » et le « New York Times ». Au nombre des récompenses qui lui ont été attribuées figurent le prix TED, le prix Dialogue de l’Humanité aux Rencontres d’Arles, le prix Roloff Beny Book et le prix Rogers Best Canadian Film. Il est membre du conseil d’administration de CONTACT, le festival international de la photographie de Toronto, et de la galerie du Ryerson Image Centre. Nommé au grade d’officier de l’Ordre du Canada en 2006, il a reçu six doctorats honoris causa. L’exposition est richement illustrée par un catalogue bilingue français-italien publié chez Admira Edizioni et disponible dans les salles d’exposition au prix spécial de 26 euros. Le coût du billet d’entrée s’élève à 6 euros (plein tarif) ; à 4 euros pour les tarifs réduits et les membres du Touring Club Italiano et à 3 euros pour les membres d’Alpitur. L’entrée est gratuite pour les moins de 18 ans et les classes des écoles. Il est possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition « Giovanni Segantini et les peintres de la montagne » ouverte jusqu’au 24 septembre 2017 au Musée Archéologique Régional d’Aoste, au prix de 10 euros, plein tarif, et de 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Expositions : tél. 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Centre Saint-Benin : tél. 0165 272687 u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it

Centre Saint-Bénin - Aoste
28 Avril 2017 - 1 Octobre 2017

Catalogue
Giovanni Segantini et les peintres de la montagne
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce que l’exposition Giovanni Segantini et les peintres de la montagne sera inaugurée vendredi 7 avril 2016, à 18h, au Musée Archéologique Régional d’Aoste. Cette exposition, conçue par Filippo Timo et Daniela Magnetti, propose un parcours structuré axé sur l’expérience picturale de Giovanni Segantini, l’un des représentants les plus illustres du Divisionnisme, qui a choisi la montagne comme sujet privilégié et l’a interprétée de manière personnelle et innovante, aussi bien en termes de style que de poétique. La sélection d’œuvres présentées ici, qui privilégie les artistes italiens et les peintures relatives à l’arc alpin, identifie et suggère l’un des multiples parcours possibles inhérents à la peinture de montagne de la fin du XIXe et du début du XXe siècle. À côté des œuvres de Giovanni Segantini, qui appartiennent à une période précise de l’expérience artistique du peintre, à savoir les années de sa jeunesse dans la Brianza, sont exposées les créations de plus de cinquante autres artistes, à partir de Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Baldassarre Longoni, Carlo Fornara, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lorenzo Delleani, Cesare Maggi, Leonardo Roda, Italo Mus, jusqu’à Fortunato Depero. Les œuvres de ces maîtres sont associées à des tableaux réalisés par au moins trois générations d’artistes qui, même s’ils n’ont pas tous connu une grande notoriété, ont su instaurer un dialogue avec ces célèbres chefs de file, participant ainsi à l’écriture d’une page importante de l’histoire de l’art italien. Dans le cadre du grand domaine thématique de la peinture de montagne, les différentes œuvres ont divisées en sept sections, en plus de celle qui est consacrée à Segantini et présente la magnifique huile sur toile La raccolta dei bozzoli (1882-1883) : les vues estivales, les scènes de vie champêtre, les paysages anthropisés, les souvenirs alpins, les lacs, les couchers de soleil et les vues nocturnes, ainsi que les grandes étendues enneigées. À celles-ci s’ajoute une section dédiée à Italo Mus, le peintre valdôtain le plus connu et apprécié du XXe siècle, en cette année qui marque le cinquantenaire de sa disparition. L’exposition Giovanni Segantini et les peintres de montagne est assortie d’un catalogue richement illustré, qui propose des textes écrits par Annie-Paule Quinsac, Filippo Timo, Daria Jorioz, Daniela Magnetti, Marco Albino Ferrari, Maurizio Scudiero, Luca Minella et Beatrice Buscaroli. Il est publié par Skira et vendu au prix de 36 euros. L’exposition sera ouverte tous les jours, de 9h à 19h. jusqu’au dimanche 24 septembre 2017. Le coût du billet d’entrée plein tarif s’élève à 6 euros, à 4 euros pour les tarifs réduits et les membres du Touring Club Italiano et à 3 euros pour les membres d’Alpitur. L’entrée est gratuite pour les moins de 18 ans et les classes des écoles. Il est possible d’acheter un billet couplé avec l’exposition Edward Burtynsky. L’uomo e la terra - qui sera ouverte du 29 avril au 1er octobre 2017, au centre Saint-Bénin d’Aoste - au prix de 10 euros, plein tarif, et de 6 euros, tarif réduit. Pour tout renseignement : Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Expositions Tél. 0165 275937, Courriel : u-mostre@regione.vda.it www.regione.vda.it Musée archéologique régional Tél. : 0165 275902 www.regione.vda.it

Musée archéologique régional - Aoste
7 Avril 2017 - 24 September 2017

Architectes de l’arc alpin
Région autonome Vallée d’Aoste Assessorat de l’éducation et de la culture Bureau de presse COMMUNIQUÉ DE PRESSE Congrès et exposition « Architectes de l’arc alpin » Aoste, salle d’exposition de l’Hôtel des États 8 place Chanoux 18 mars – 25 avril 2017 Horaire : du mardi au dimanche, de 10h à 13h et de 14h à 18h Fermé le lundi Entrée libre L'Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 17 mars 2017, de 14h30 à 18h30, se tiendra dans la salle Maria Ida Viglino du palais régional, un congrès organisé par l’Ordre des architectes de la Vallée d’Aoste en collaboration avec la Région autonome Vallée d’Aoste et intitulé « Dialogues d’architecture alpine », auquel participeront quelques-uns des plus grands architectes italiens. Durant cette manifestation, qui sera introduite par Marco Mulazzani, interviendront Francesca Chiorino, sur le thème « Vivre les Alpes. Matériels pour une étude », et Werner Tscholl (lauréat du Prix Architetto italiano 2016), sur le thème « Construire dans les Alpes ». À 17h30, Sergio Togni présentera le programme de l’édition 2016 et, à 18h, le public assistera à une liaison en direct avec l’Ordre des architectes de Trente pour la proclamation du nom du lauréat, qui aura lieu au même moment pour tous les Ordres ayant adhéré à l’initiative. L’exposition « Architectes de l’arc alpin », qui sera inaugurée à 19h en l’Hôtel des États de la place Chanoux d’Aoste, présentera 26 projets sélectionnés par le jury pour le congrès 2016 de l’Association des Architectes de l’Arc alpin et 15 projets concernant la Vallée d’Aoste. Ces travaux comptent parmi les plus représentatifs des différentes catégories, des divers types d’intervention et des différentes zones géographiques de l’arc alpin. L’Association des Architectes de l’Arc alpin a été fondée le 20 mai 2016 par les Ordres des architectes de la Région autonome Vallée d’Aoste, des Provinces de Belluno, Coni, Novare, Verbano-Cusio-Ossola, Sondrio, Turin, Udine et des Provinces autonomes de Bolzano et Trente, dans le but de créer des synergies entre ses membres et de coordonner les initiatives inhérentes aux thèmes culturels et professionnels dont le caractère alpin est évident, compte tenu que les affinités des caractéristiques géographiques des Alpes génèrent depuis toujours des problèmes et des besoins semblables. L’exposition « Architectes de l’arc alpin », dont l’entrée sera libre, restera ouverte jusqu’au 25 avril 2017, de 10h à 13h et de 14h à 18h du mardi au dimanche et sera fermée le lundi. Pour tout renseignement complémentaire : Région autonome Vallée d’Aoste, Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions Tél. : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Site internet : www.regione.vda.it Salle d’exposition de l’Hôtel des États Tél. : 0165.300552

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
17 Mars 2017 - 25 Avril 2017

Rocco Schiavone. Photographies du tournage, par Daniele Mantione
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, jeudi 9 février, à 17h30, dans la salle des expositions de l’Hôtel des États, place Chanoux à Aoste, de l’exposition Rocco Schiavone – Photographies du tournage, par Daniele Mantione. Il s’agit d’une sélection de photographies réalisées pendant le tournage de la série télévisée Rocco Schiavone, fort appréciée des téléspectateurs et coproduite par Cross Productions et RAI Fiction, en collaboration avec Beta Film. Dirigée par Michele Soavi, cette série télévisée dont Marco Giallini est l’acteur principal, a été diffusée sur RAI 2 à l’automne 2016, remportant un vif succès auprès du public et s’adjugeant trois prix au Roma Fiction Fest 2016. Rocco Schiavone est le protagoniste des romans policiers d’Antonio Manzini, publiés chez Sellerio. Commissaire-adjoint de la Police nationale, romain jusqu’au bout des ongles, Schiavone est muté à Aoste pour motif disciplinaire. Le personnage est abrupt et hors norme, au passé obscur, mais derrière cette façade bourrue se cache un événement douloureux : la disparition – 7 ans plus tôt – de sa femme Marina, dans des circonstances tragiques. Marina continue à vivre dans l’imagination de Rocco : en rentrant chez lui, tous les soirs, il croit qu’elle vit à ses côtés, plus belle que jamais. Sa présence permet à Rocco de supporter la vie à Aoste, mais Rome et ses amis de toujours lui manquent énormément. Dans cette nouvelle vie au milieu des montagnes, Rocco est confronté à des meurtres maquillés, à de faux suicides, à des cadavres non identifiés, à des enlèvements et à des assassins qui reviennent du passé pour se venger. Des cas intrigants et complexes qui, après une première impression trompeuse, s’avèreront presque toujours être des meurtres, que notre commissaire-adjoint devra élucider. Les photographies du tournage présentées dans le cadre de cette exposition ont été réalisées par Daniele Mantione, professionnel passionné de photographie et d’audiovisuel. Né à Aoste en 1976, il est l’un des membres fondateurs de A.P.A. VdA, Associazione Professionisti dell'Audiovisivo della Valle d'Aosta (l’Association des professionnels de l’audiovisuel de la Vallée d’Aoste). Il est aussi l’auteur de Sostenibilmente, Vita da Cani et « Jours d’hiver », documentaires diffusés par la chaîne régionale de la RAI. L’exposition Rocco Schiavone, dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au 12 mars 2017, du mardi au dimanche, de 10h à 13h et de 14h à 18h (fermée le lundi).

Salle des expositions de l’Hôtel des Etats - Aoste
10 Fevrier 2017 - 12 Mars 2017

De Châtillon au Cervin sur les cartes postales d’époque, 1881-1929
En collaboration avec CVA et l’Assessorat de la culture de la Commune de Valtournenche, l’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 27 janvier 2017, à 17h, en l’ancienne église Saint-Laurent d’Aoste, sera inaugurée l’exposition « De Châtillon au Cervin sur les cartes postales d’époque, 1881-1929 », qui rassemble plus de 200 panneaux reproduisant des cartes postales de la fin du XIXe et du début du XXe siècle, issues de la collection de Mauro Maquignaz. Ces cartes postales documentent le parcours des voyageurs, des alpinistes et des guides qui partaient de la gare de Châtillon, où le premier train arriva en 1886, et remontaient la vallée du Valtournenche pour se rendre jusqu’au bassin du Breuil et au pied du Cervin. Cette exposition est inspirée de l’ouvrage « La vallée de Valtournenche en 1867 » du chanoine Georges Carrel (Châtillon, 21 novembre 1800 – Aoste, 23 mai 1870). Prêtre, naturaliste et homme de lettres, dans ce livre qui est considéré comme le premier guide touristique du Valtournenche, Carrel apportait aux voyageurs des informations sur la géologie, le milieu naturel et la géographie, à une époque où les routes n’étaient encore que des sentiers muletiers et les moyens de transport, des diligences tirées par des chevaux ou des mulets. « Il convient de souligner l’intérêt que suscite cette exposition - commente l’Assesseur Emily Rini - qui propose au public une sélection riche et variée d’images de Châtillon, du Valtournenche et de son symbole, le Cervin, cette montagne qui attire alpinistes et touristes du monde entier. Je tiens à remercier, en particulier, l’Assesseur Massimo Chatrian, avec lequel nous avons travaillé en synergie pour mettre sur pied cette manifestation. Et je ne doute pas que tous les visiteurs apprécieront le remarquable résultat obtenu. » L’exposition « De Châtillon au Cervin sur les cartes postales d’époque, 1881-1929 », dont l’entrée sera libre, restera ouverte jusqu’au 26 février 2017, du mardi au dimanche, de 10h à 13h et de 14h à 18h. Elle sera exceptionnellement ouverte le lundi 30 janvier 2017, à l’occasion de la Foire de Saint-Ours. Pour tout renseignement complémentaire : Assessorat de l’éducation et de la culture Structure Expositions : 0165 275937 Courriel : u-mostre@regione.vda.it Ancienne église Saint-Laurent : 0165 238127 Internet : www.regione.vda.it

Eglise Saint-Laurent - Aoste
27 Janvier 2017 - 26 Fevrier 2017

Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451)
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste annonce l’inauguration, samedi 3 décembre, à 17 h, à la salle des expositions de l’Hôtel des États, place Chanoux à Aoste, de Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451). Fruit de la collaboration entre la structure « Expositions » et les Archives historiques régionales, cette exposition documentaire vient conclure les célébrations des 600 ans de la constitution du duché de Savoie, érigé lors d’une cérémonie publique solennelle le 19 février 1416, jour où le comte Amédée VIII reçoit de l’empereur Sigismond de Luxembourg le titre de duc du Chablais et d’Aoste. D’importants documents, datant de cette époque particulièrement prospère du point de vue économique et artistique pour les États de Savoie, seront présentés au public. Celui-ci pourra notamment découvrir des cartes et des parchemins appartenant à la famille des Challant, qui ont été les collaborateurs les plus influents de la Maison de Savoie et les principaux représentants d’une période historique – définie, à juste titre, comme l’âge d’or de la Vallée d’Aoste – durant laquelle ont été construits ou restructurés quelques-uns des plus célèbres monuments civils ou religieux de notre région. Des explications bilingues, français-italien, guideront le visiteur à la découverte du XVe siècle et de ses protagonistes en Vallée d’Aoste. L’exposition Fragments de mémoire. Documents de l’époque d’Amédée VIII (1383-1451), dont l’entrée est gratuite, est ouverte jusqu’au 5 février 2017, du mardi au dimanche, de 10 h à 13 h et de 14 h à 18 h (fermée le lundi). Pour tout renseignement : Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste Structure « Expositions » Tél. 0165 275937 Salle des expositions de l’Hôtel des États Tél. : 0165 300552

Hôtel des États - Aoste
3 Décembre 2016 - 5 Fevrier 2017

Catalogue
Cathédrales de glace. Vittorio Sella, Himalaya 1909
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 4 novembre 2016, à 18h, au Centre Saint-Bénin d’Aoste, aura lieu l’inauguration de l’exposition « Cathédrales de glace. Vittorio Sella, Himalaya 1909 ». Cet hommage à l’un des plus grands photographes de montagne de tous les temps retrace l’ambitieuse expédition d’alpinisme en Himalaya menée par Louis-Amédée de Savoie, duc des Abruzzes, en 1909. Réalisée sous l’égide de la Fondazione Sella onlus di Biella et mise sur pied par les commissaires d’exposition, Daria Jorioz et Paolo Repetto, ce rendez-vous propose plus de 50 photographies de Vittorio Sella caractérisées, tant par leur remarquable équilibre formel, que par leur perfection technique. Les tirages d’époque présentés ici datent vraisemblablement tous de 1909 et font partie d’une importante collection privée.

Centre Saint-Bénin - Aoste
4 Novembre 2016 - 26 Mars 2017

Catalogo
ALPIMAGIA. Rites, légendes et mystères des peuples alpins de Stefano Torrione
L’Assessorat de l’éducation et de la culture de la Région autonome Vallée d’Aoste informe que vendredi 28 octobre 2016, à 18h, l’exposition ALPIMAGIA. Rites, légendes et mystères des peuples alpins de Stefano Torrione sera inaugurée au Musée archéologique régional d’Aoste. Le public pourra ainsi plonger dans l’univers magique de la culture populaire alpine à travers 92 images de grandes dimensions, illustrant les rituels qui jalonnent l’ancien calendrier de la vie paysanne. Ces clichés, présentés dans les sept salles thématiques de l’exposition, seront le fil conducteur d’un voyage imaginaire au cœur des montagnes tout au long d’une année solaire. En partant des fêtes carillonnées et propitiatoires destinées à chasser l’hiver et en passant par les prouesses de carnaval de ces « hommes sauvages » qui ressemblent à des ours, à des loups et à des diables, par les bûchers de la mi-carême et par ceux du solstice d’été, pour en arriver aux nuits d’Halloween, aux irruptions nocturnes de l’Avent et aux rites de Noël et de fin d’année, les visiteurs seront conduits à la découverte de lieux et de villages des Alpes aux noms peu connus, « où brûle encore le feu de la tradition », et de leurs habitants : Occitans, Valdôtains, Ladins, Tyroliens du Sud, Frioulans, Cimbres et Mochènes.

Musée archéologique régional - Aoste
28 Octobre 2016 - 19 Fevrier 2017




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