Il rischio industriale

 

A partire dal secondo dopoguerra, con la crescente infrastrutturazione del territorio e urbanizzazione, la tematica dell'impatto sulle aree urbane e sugli ecosistemi degli incidenti dovuti ad attività industriali è andata acquisendo sempre maggiore rilevanza.

 

L'evento epocale, che portò ad una definitiva presa di coscienza in merito al problema del rischio industriale fu l'esplosione avvenuta sabato 10 luglio 1976 alle 12.36 in un reattore della Soc. ICMESA di Meda, confinante con SEVESO (MI). L'esplosione causò un ingente rilascio in atmosfera di diossine causando effetti immediati e, probabilmente, a lungo termine sulla popolazione esposta

 

A seguito dell'incidente, in un'area dove all'epoca vivevano circa 100.000 persone, si sviluppò nell'atmosfera una nube di gas altamente tossico contenente circa 10-12 chili di diossina che colpì 158 lavoratori dello stabilimento, 37.000 abitanti della zona, gli animali, inquinò gravemente il suolo ed estese i suoi effetti dannosi al patrimonio genetico delle persone colpite.
L'incidente ebbe ripercussioni non solo di carattere sociale ed economico, ma anche di carattere psicologico su tutta la popolazione. Comincia, infatti, a manifestarsi presso la popolazione la consapevolezza di precarietà rispetto alle problematiche di sicurezza e di tutela della popolazione e dell'ambiente. I legislatori cominciano nei primi anni '80 a discutere su una normativa che regolamentasse gli aspetti di sicurezza e protezione dell'ambiente di particolari impianti con caratteristiche di pericolosità intrinseca.

 

Le discussioni ed il dibattito che seguirono a questo incidente portarono alla promulgazione della Direttiva Europea 82/501, meglio nota come Direttiva Seveso” che  classifica le sostanze pericolose in macrocategorie di pericolo in base alle loro proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche:

 

 

 

  • molto tossica;
  • tossica;
  • comburente;
  • esplosiva;
  • infiammabile;
  • pericolosa per l'ambiente acquatico.

Il danno che si origina a seguito di rilascio viene classifico in base alla reversibilità in reversibile o irreversibile e può interessare un'area più o meno localizzata o un organismo, con eventuali conseguenze negative anche per le generazioni successive.

I rilasci delle sostanze sono normalmente conseguenti ad eventi incidentali che si sono generati nello svolgimento di un'attività industriale o durante il trasporto delle stesse sostanze. In particolare, alcune attività industriali che prevedono la detenzione e/o l'utilizzo di determinati quantitativi di sostanze pericolose sono soggette alla normativa sui rischi di incidente rilevante, introdotta con la direttiva comunitaria CEE/82/501 (cosiddetta Seveso I) a seguito dell'incidente avvenuto nel 1976 a Seveso, in Lombardia.

La “Direttiva Seveso”fu recepita in Italia con il D.P.R. 175/88e con successive leggi di modificazione ed integrazione, promulgate negli anni a seguito dell'emanazione di ulteriori direttive europee in materia di rischi industriali.

In questa ottica, il Corpo valdostano dei vigili del fuoco, per tramite della Direzione servizi antincendio e di soccorso, cui fa capo la Commissione Tecnica Regionale per la prevenzione degli incendi, ha recepito la missione in termini di divulgazione delle informazioni alla popolazione.

La presente sezione del sito istituzionale del Corpo valdostano dei vigili del fuoco intende quindi rispondere alle seguenti finalità:

  1. Fornire le informazioni di base e di carattere generale in materia di rischi d'incidenti rilevanti da attività industriali;
  2. Fornire le informazioni sulla distribuzione geografica e sulla natura del rischio industriale sul territorio della regione;
  3. Mettere a disposizione in rete i piani di emergenza esterna, e le relative schede d'informazione alla popolazione, inerenti gli stabilimenti a rischio d'incidente rilevante ubicati sul territorio valdostano al fine di informare la popolazione e dare al cittadino le informazioni utili alla formulazione di eventuali osservazioni nella fase di consultazione;
  4. Fornire ai cittadini consigli e raccomandazioni utili in caso di accadimento d'incidente rilevante.

INFORMAZIONE E' GIA' PREVENZIONE

Ai sensi della normativa vigente, l'informazione alla popolazione relativamente agli stabilimenti a rischio d'incidente rilevante, siano essi ricadenti nell'ambito di applicazione dell'art. 6 o dell'art. 8 del D.Lgs 334/99, è di competenza del Gestore ove sono ubicati gli stabilimenti medesimi e del Comune.

Tale obbligo viene anche ribadito, in un secondo tempo, all'atto dell'approvazione del Piano di emergenza esterno da parte del Comitato regionale di protezione civile, che trasmette il piano al Comune interessato (è bene notare che il Comune interessato partecipa all'istruttoria di redazione del piano).

Recentemente, infine, il Dipartimento nazionale della Protezione Civileha emanato le linee guida per l'informazione alla popolazione in materia di rischio industriale.

 

 

MAPPATURA DEI SITI SOGGETTI ALLA NORMATIVA

 

 




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