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Notizia
16:37 - 13/10/2009

(ANSA) - BARI, 13 OTT - "La loro disperazione è tale - ha proseguito Vendola - che si va a raccattare nella monnezza riciclata di chi che è abituato a lanciare accuse infami già documentalmente smentite e si tiene in piedi una polemica contro chi non ha funzioni politiche, contro un professionista".
"Mi spiace per i colleghi che l'hanno animata perché voi sapete che la giurisprudenza civilistica ha ormai una scuola consolidata di giudizio e di sentenze e mi compiaccio con il mio capo di gabinetto - ha detto ironicamente Vendola - che potrà mettere da parte risorse importanti per la sua vecchiaia, ma credo che quello che è stato detto ieri nelle dichiarazioni e quello che è stato dichiarato in aula questa mattina sarà oggetto di causa di risarcimento". "E ho motivo di ritenere, conoscendo bene questi argomenti - ha sottolineato - che avrà di che giovarsi il mio capo di gabinetto".
Vendola ha detto di voler rimarcare "il precipizio morale e culturale che questo tipo di andamento polemico rappresenta". "Me ne dispiace molto, abbiamo cercato in tutti i modi di elevare il dibattito, di evitare di finire prigionieri di una rissa permanente, di essere incapsulati dentro una specie di ring dove il confronto politico diventa pugilato perché potessimo ciascuno con le proprie ragioni confrontarci civilmente, appassionatamente, sulle cose buone e sulle cose cattive della nostra regione, invece - ha continuato - siamo di fronte ad un atteggiamento di ossessione polemica, di diffamazione continua, un paradigma disfattista, con cui si cerca ogni giorno di occultare tutte le cose positive che riguardano questa regione e si cerca di macchiare, di sporcare tutto e tutti". "Non me ne compiaccio, pur giovandomene politicamente ma è del tutto evidente - ha sostenuto Vendola - che è il segnale della disperazione politica: se ti attaccano il capo di gabinetto vuol dire che siamo alla frutta". (ANSA).
