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Valle d'Aosta Martedì 7 luglio 2026
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12:29
Alla Camera la riforma del reclutamento universitario
Si supera l'attuale sistema basato sull'Abilitazione scientifica nazionale (ANSA) - ROMA, 07 LUG - Prosegue oggi in aula alla Camera la discussione sul disegno di legge che rivede le modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. Il testo era già stato approvato dal Senato nel dicembre scorso. Il testo è frutto del gruppo di lavoro istituito dal ministero dell'Università con rappresentanti dell'università e della ricerca e punta a superare l'attuale sistema di reclutamento, in vigore da 15 anni, basato sull'Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn), il titolo finora necessario per poter partecipare ai concorsi per docente indetti dagli atenei, in sostanza la "porta d'ingresso" alle carriere accademiche. L'Asn verrà sostituita da un sistema di "requisiti di produttività e qualificazione scientifica" fissati con decreto ministeriale entro 90 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. Questi criteri saranno differenziati per gruppo scientifico-disciplinare e fascia (ordinario o associato). In tutti i concorsi diventa obbligatoria una prova didattica, così da verificare concretamente le capacità di insegnamento. I candidati dovranno inoltre discutere le proprie pubblicazioni davanti alla commissione. Cambia poi il criterio per la composizione delle commissioni giudicatrici con l'introduzione del sorteggio. Le commissioni, infatti, saranno formate in larga parte da membri esterni sorteggiati da liste nazionali, con l'obiettivo di ridurre il peso delle scelte e dei condizionamenti interni agli atenei. I commissari dovranno a loro volta rispettare gli stessi requisiti di produttività scientifica previsti per i candidati. Gli atenei avranno autonomia nei concorsi ma più responsabilità nelle scelte operate. Le università potranno infatti individuare nei bandi un profilo coerente con le proprie esigenze strategiche, ma dovranno anche rispondere a nuovi meccanismi di controllo ex post. Dopo tre anni dall'entrata in ruolo, i neoassunti saranno infatti oggetto di valutazione da parte di Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, che prenderà in esame sia la loro attività scientifica sia quella didattica. Il risultato della valutazione inciderà sui finanziamenti degli atenei, in termini di assegnazione delle quote premiali del Fondo di finanziamento ordinario. l provvedimento punta, inoltre, a favorire una maggiore mobilità tra atenei. Professori e ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni potranno infatti trasferirsi in un'altra università, con l'accordo degli atenei coinvolti e nel rispetto degli equilibri finanziari. Infine chi ha previsto il provvedimento sostiene che l'Abilitazione scientifica nazionale equivaleva sostanzialmente a una sorta di patente di idoneità, mentre la chiamata effettiva restava demandata alla singola università tramite concorso locale gestito in completa autonomia: dal 2012 gli abilitati sono stati più di 71.000, mentre i chiamati poco meno di 40.000. (ANSA). -
12:09
Sanità, aperte le iscrizioni al corso regionale per medici di famiglia
Dieci posti disponibili coperti da borse di studio ordinarie e altrettante aggiuntive (ANSA) - AOSTA, 07 LUG - Sono aperte fino al 27 luglio le iscrizioni al concorso pubblico per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale della Regione autonoma Valle d'Aosta 2025/2028. Lo comunicano l'assessorato regionale della Sanità, e l'Usl precisando che"i 10 posti disponibili sono coperti da 10 borse di studio ordinarie e altrettante aggiuntive regionali, per un investimento complessivo di 750 mila euro". "Con questo importante investimento - sottolinea l'assessore Carlo Marzi - la Regione autonoma Valle d'Aosta continua a sostenere la formazione dei futuri medici di famiglia, mettendo a disposizione non solo risorse economiche, ma soprattutto un percorso professionale qualificante e fortemente integrato con la rete territoriale. Le borse di studio aggiuntive, l'equiparazione economica con i medici specializzandi, le indennità per l'attività nelle aree più disagiate e la possibilità di personalizzare il percorso formativo costituiscono un insieme di opportunità difficilmente riscontrabile altrove. A questo si affiancano modelli organizzativi innovativi come le Forme Associative Accentrate nei quali i sanitari lavorano in équipe, condividono competenze e garantiscono una maggiore continuità assistenziale ai propri assistiti". "Vogliamo offrire ai giovani medici non soltanto un luogo in cui esercitare la professione - conclude - ma un contesto nel quale costruire un progetto professionale e personale duraturo, contribuendo al futuro della sanità valdostana. Questo significa investire concretamente nel futuro del nostro sistema sanitario e, allo stesso tempo, lavorare per garantire ai cittadini un'assistenza medica capillare, continua e qualificata". Dopo aver frequentato il corso triennale, a cui si accede superando il concorso regionale di ammissione (che avrà luogo in tutte le regioni il 21 ottobre), i medici acquisiranno il diploma, previo esame finale, per l'esercizio dell'attività nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale e dovranno esercitare in Valle d'Aosta per almeno cinque anni. Tra i vantaggi previsti in Valle d'Aosta c'è l'indennità per l'attività in Comuni disagiati (fino a 2.000 euro annui) e disagiatissimi (fino a 6.000 euro l'anno) e su 74 comuni valdostani,circa la metà ricade in queste categorie. Inoltre, con la borsa di studio ordinaria di 11.603 euro annui sommata a quella aggiuntiva regionale di 13.397 euro annui, di fatto in Valle d'Aosta la retribuzione di un tirocinante del corso di Medicina generale è equiparata a quella di uno specializzando durante il corso di Specialità. (ANSA). -
12:01
L'Intelligenza artificiale è già in corsia e fa risparmiare il 10%
Dal Gemelli al San Donato per gestire ambulatori, reparti e sale operatorie (ANSA) - ROMA, 07 LUG - L'intelligenza artificiale è entrata in corsia in molti ospedali italiani e sta già aiutando a gestire direttamente ambulatori, reparti e sale operatorie. Studi internazionali calcolano fino al 10% di risparmi per i sistemi sanitari. In Italia gli investimenti in tecnologie digitali per la sanità intanto raggiungeranno quest'anno i 3 miliardi. Esperti di innovazione digitale di alcune delle più importanti strutture ospedaliere italiane si sono riuniti oggi a Villa Fassini, a Roma, per confrontarsi sui progetti di adozione dell'intelligenza artificiale nella gestione sanitaria. L'incontro, organizzato da ELIS Innovation Hub nell'ambito del programma AITO (Artificial Intelligence Transformation Officer), ha presentato esperienze già operative che mostrano come l'AI possa migliorare efficienza, sostenibilità del sistema e qualità percepita dai pazienti, dal Gemelli al Gruppo San Donato. Un documento di lavoro del National Bureau of Economic Research (NBER) stimava nel 2023 che una diffusione più ampia dell'AI possa ridurre i costi sanitari del 5-10%. Uno studio successivo di McKinsey, Harvard e dello stesso NBER, attribuisce circa il 40% dei risparmi all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale nell'organizzazione del percorso del paziente, nella gestione delle sale operatorie, nelle attività amministrative, nella pianificazione del personale e nei servizi di prenotazione. Una delle applicazioni più diffuse riguarda la gestione del percorso del paziente. Sistemi basati su AI trasformano automaticamente le indicazioni contenute nei referti medici in attività organizzative, predisponendo gli appuntamenti e inviando alle segreterie flussi di lavoro già strutturati. Grazie a questo approccio, l'Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola ha registrato in tre mesi un aumento del 10% della soddisfazione dei pazienti. Il Gruppo San Donato ha ottenuto con un incremento del 13 percento delle prenotazioni dei follow-up. La Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha da poco avviato un programma per sviluppare ulteriormente la propria infrastruttura dati ospedaliera. In particolare, è partito quest'anno un progetto biennale per far evolvere il Clinical Data Repository, in modo da rendere più interoperabili i dati, anche a beneficio dell'implementazione e adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale su larga scala. (ANSA). -
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