MUSICA: IN 5 MILA PER CHIUSURA TOUR ITALIANO DI DYLAN/ANSA

TRA GLI SPETTATORI ANCHE LO SCRITTORE ANDREA DE CARLO
23:20 - 18/06/2008 




(di Enrico Marcoz) (ANSA) - CHATILLON (AOSTA), 18 GIU - Sono 7.115 i chilometri che separano Chatillon, piccola localitÓ della Valle d'Aosta e Duluth, in Minnesota, cittÓ natale di Bob Dylan, una delle icone della musica rock mondiale: una distanza che non si Ŕ avvertita questa sera per l'ultima tappa del minitour italiano del menestrello statunitense, accolto con grande entusiasmo ai piedi delle montagne pi¨ alte dell'arco alpino.

Alle 21:15, puntualissimo, nel parco del castello Baron Gamba di Chatillon, Dylan si Ŕ presentato al pubblico stretto in un completo nero.

Come accade da qualche tempo nelle performances 'live', ha lasciato la chitarra in camerino per sedersi dietro una tastiera con cui ha accompagnato i suoi brani che hanno scolpito la storia della musica degli ultimi 50 anni. Con la solita voce roca che gratta ogni parola, ha proposto al pubblico (provenienti soprattutto da fuori valle) i brani pi¨ recenti, tratti dagli album 'Modern time' e 'Love and theft' alternati con i suoi grandi classici, a partire dai successi degli anni '60: da 'All along the watchtower' a 'Like a rolling stone'. Ad applaudirlo un pubblico di circa 5 mila fans, provenienti da mezza Europa. Tra loro, anche lo scrittore Andrea De Carlo, noto appassionato di musica.

Dylan ha aperto il concerto con un vecchio successo, 'Leopard skill box hat'. Al suo fianco la band che lo segue da alcuni anni, composta da due chitarristi, un batterista e un bassista: imperturbabili, quasi cinematografici, sembravano la 'blues brothers band', che al posto del nero vestiva in tortora. Il concerto si Ŕ concluso alle 23:05 senza che Dylan scambiasse nemmeno una parola con il pubblico.

Il suo sound - un rock 'intimista' con venature swing e blues

- Ŕ stato sufficiente a scaldare la platea.


Per Bob Dylan si Ŕ trattato di un gradito ritorno ai piedi del Monte Bianco. Nel 1992, infatti, aveva suonato ad Aosta davanti a 8 mila persone. Anche questa sera il menestrello, fresco vincitore del premio Pulitzer e in odore di Nobel, ha dimostrato di essere uno dei mostri sacri della musica: stile ed essenza del rock hanno caratterizzato il concerto nel quale ha lasciato poco spazio alla comunicazione con il pubblico ma allo stesso tempo non ha tradito la sua professionalitÓ. (ANSA).


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