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13:13 - 20/03/2008

(ANSA) - AOSTA, 20 MAR - "Se l'azienda chiede di effettuare esami clinici sulla nostra condizione psicofisica per garantire la sicurezza sul lavoro allora vuol dire che la nostra attività é a rischio e dovrebbe essere prevista un'indennità a tal proposito". E' quanto sostiene un gruppo di lavoratori della Cogne Acciai Speciali di Aosta, che preferisce mantenere l'anonimato e minaccia di revocare la tessera sindacale "in quanto non tutelati dalle nostre rappresentanze".
Il caso è scoppiato all'indomani degli esami clinici disposti dall'azienda siderurgica nei confronti di 500 dipendenti per accertare l'eventuale uso di sostanze stupefacenti e l'abuso di alcolici. Ai lavoratori, che stanno studiando nuove forme di protesta, replica Enrico Monti, segretario regionale della Fiom-Cgil: "E' una questione di rischio potenziale - spiega - lo stesso che un cittadino affronta quando attraversa la strada. Ai controlli sono stati sottoposti i lavoratori che movimentano mezzi non tanto perché fanno un lavoro a rischio ma perché, se non sono in condizioni ottimali, possono provocare danni ad altri".
"Non si parla di lavoratori in cava - ha aggiunto - oppure che maneggiano materiale pericoloso o ancora che sono impiegati in condizioni ambientali nocive, ma che svolgono mansioni per le quali, in caso siano sotto effetto di droga o alcol, si possono provocare danni a sée agli altri". "Questa protesta è un po' una stupidaggine - ha concluso - perché in caso di rischio non sono previste indennità, piuttosto si può andare prima in pensione ma solo in caso di lavoro in ambiente nocivo. Il rischio non può essere monetizzato". Monti, infine, ha auspicato che controlli del genere siano estesi anche ad altre professionalità, come gli autisti di mezzi pubblici. (ANSA).
