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STAMANI COLLOQUIO TELEFONICO CON MINISTRO FIORONI
16:35 - 30/08/2006

(ANSA) - ROMA, 30 ago - L'Uncem si pronuncia nettamente contro una riduzione delle scuole nei comuni di montagna ipotizzata con l'ipotesi di riduzione di risorse per la scuola nella finanziaria. "Una cosa è bene che sia chiara - afferma il presidente Enrico Borghi - le zone di montagna stanno razionalizzando sulle scuole da tredici anni. Parlare oggi di razionalizzazioni ulteriori significherebbe chiamare in un altro modo operazioni di chiusura. E su questo non ci stiamo né ci staremo mai". "La riorganizzazione del servizio scolastico nelle aree montane - sostiene Borghi è già stata realizzata a seguito del varo della legge sulla montagna del 1994. Sulla base di essa si sono realizzati in tutta Italia istituti scolastici comprensivi che ottimizzano le risorse, mettono in circuito la potenzialità didattiche e realizzano una corretta dinamica di confronto e lavoro con gli enti locali. Il solo immaginare di calare la scure di tagli su una realtà di questo genere significa mettere in discussione un sistema fragile ma efficiente, che al contrario ha bisogno di investimenti, ad iniziare dal rifinanziamento della legge sull'edilizia scolastica per la messa in sicurezza degli immobili". Stamani Borghi ha già avuto un colloquio telefonico con il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni al quale, spiega una nota "ha rappresentato le preoccupazioni diffuse del mondo della montagna ricevendone in risposta la disponibilità del ministro a partecipare ad uno specifico momento di confronto e approfondimento, e ha concordato con il presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta Luciano Caveri una riunione fissata per il prossimo 14 settembre presso la sede Uncem di Roma con gli assessori regionali italiani alla montagna e all'istruzione per fare il punto della situazione ed elaborare sul tema una linea comune di atteggiamento tra Regioni e Enti locali. "La scuola conclude Borghi è un elemento assolutamente fondamentale per la coesione sociale di territori fragili e periferici come quelli montani. Ci attendiamo quindi risposte diverse rispetto al passato, e che si esca dalla logica dei tagli entrando nella fase degli investimenti. Gli enti locali in questi anni non sono certo stati a guardare sul versante dell'efficienza del sistema, ma non possono essere lasciati soli in questa importantissima partita". (ANSA).
