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EMILIANO, PAZZESCO CHE PREMIER E GOVERNO BLOCCHINO SVILUPPO
14:27 - 19/06/2013

(ANSA) - BARI, 19 GIU - ''Noi chiediamo con una forza assoluta lo sblocco del Patto di stabilita', soprattutto per le opere pubbliche: su questa cosa il presidente del consiglio ci deve dare una risposta''. Lo ha detto il sindaco di Bari e vicepresidente vicario dell'Anci, Michele Emiliano (Pd), intervenendo a un incontro con i giornalisti per denunciare lo stato di crisi del settore edile.
Emiliano, parlando delle difficolta' dei Comuni di pagare le imprese pur avendo soldi in cassa, ha ricordato che il decreto per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione ''ha sbloccato i vecchi pagamenti e non quelli correnti, in un momento ancora piu' difficile per le imprese che forse, prima, avevano ancora qualche lira. Ma adesso, fare camminare lo stato di avanzamento dei lavori, pubblici e privati, con il meccanismo del patto di stabilita' cosi' com'era, e' una pazzia''.
''Questo Patto di stabilita' - ha rilevato - serve solo a mantenere il rapporto di cambio dell'euro rispetto alle altre valute'' e io ''non conosco nessuna economia al mondo che si preoccupi piu' dell'inflazione che della vita delle persone e delle aziende''. ''A Bari - ha aggiunto Emiliano - ci sono 800 milioni di euro di opere pubbliche e private da realizzare. Quelle pubbliche non hanno la possibilita' di essere pagate correntemente pur avendo, il Comune di Bari, 210 milioni di euro di avanzo di amministrazione''.
Per Emiliano, poi, ''le banche pregiudicano le imprese che hanno molte commesse e piu' cantieri perche' vengono considerate ad alto rischio. Ma con tutto il danaro ricevuto dall'Ue, le nostre banche sono in grado di finanziare la ripresa del nostro Paese, e non e' possibile che siano il presidente del consiglio e il governo a fermare questo processo''.
''Noi - ha concluso - senza uscire dall'euro dobbiamo convincere questi signori che a Bruxelles vivono alla grande, che abbiamo bisogno di lavorare perche', per pagare tutti gli stipendi ai funzionari di Bruxelles, qualcuno deve lavorare e pagare le tasse''. (ANSA).
