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(RIPETIZIONE CON TESTO CORRETTO)
17:01 - 23/05/2013 


(ANSA) - ROMA, 23 MAG - Circa il 40% dei pasti forniti ai pazienti in ospedale finisce nella spazzatura. Ma ''se non si interviene nel modo di concepire i capitolati sara' difficile ridurre gli sprechi negli appalti pubblici''. Lo spiega Ilario Perotto, presidente dell'Angem, l'Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva, che ha avviato, insieme alle principali aziende di settore, anche non aderenti all'associazione, l'Osservatorio della ristorazione collettiva e nutrizione, con l'obiettivo di fare una mappatura aggiornata degli sprechi.

Una 'giornata alimentare' in ospedale, a seconda dei bandi fatti dalle singole Asl, puo' costare ''dai 12 ai 18 euro'', spiega Perotto, ma ''ora con la spending review ci viene richiesto di fornire gli stessi servizi con lo sconto'' senza andare a intervenire sulle storture del sistema. Tra i motivi degli sprechi in ospedale, Perotto indica anche la scarsa varieta' dei menu e gli orari in cui vengono serviti i pasti ''che spesso non coincidono con le esigenze del paziente ricoverato, che magari al momento del pasto e' impegnato in visite ed esami''.

''Noi vogliamo collaborare ed essere in grado di dare pasto migliore nelle scuole e per ammalati, che dia delle garanzie anche dal punto di vista dell'igiene (l'associazione, con il ministero ha elaborato anche un 'manuale della corretta prassi igienica', nel quale ''si e' affrontato il problema anche dal punto di vista nutrizionale).

 


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