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A RISCHIO CRESCITA 15% COSTI GESTIONE STATI MEMBRI PER PAGAMENTI
10:36 - 21/04/2012 


(ANSA) - BRUXELLES, 17 APR - La Corte dei Conti europea 'bacchetta', in un parere pubblicato oggi, la proposta sulla futura riforma dell'agricoltura europea presentata dalla Commissione Ue per il 2014-2020, pur riconoscendole "gli sforzi compiuti per semplificare le regole della Pac e rispondere alle richieste delle istituzioni Ue".

Così, secondo i controllori della spesa europea, in base alle stime di Bruxelles, "la riforma proposta potrebbe comportare un incremento globale del 15% dei costi di gestione del regime di pagamento diretto agli agricoltori, che verranno sostenuti dagli Stati membri" La Corte constata infatti "un'assenza di informazioni sulla misura in cui i maggiori costi potrebbero essere compensati da una accresciuta efficienza nella gestione o nell'attuazione della politica agricola". La Corte teme anche che "venga meno nei prossimi anni, la garanzia sugli aiuti ai nuovi agricoltori, in particolare i giovani, che scatteranno nel 2014".

In generale, i controllori ritengono che, nonostante la proposta di riforma, "il quadro normativo della politica agricola permanga troppo complesso: sia per i sei livelli di norme che disciplinano la spesa per lo sviluppo rurale, sia sulle condizioni che gli agricoltori devono rispettare per ottenere gli aiuti diretti dall'Ue". Insomma - dicono - "la complessità di questa politica fa sì che resti difficile da amministrare per organismi pagatori e beneficiari".

Altro punto dolente, il problema degli obiettivi da raggiungere, i risultati che sono attesi o gli indicatori da utilizzare per misurare quei risultati". Ad esempio, nello sviluppo delle campagne "per far sì che il sostegno sia mirato alle zone rurali che più ne necessitano". Infine, nonostante l'assicurazione di Bruxelles, i controllori Ue temono che in futuro "permanga il rischio che gli i contributi europei possano andare a chi non esercita alcuna attività agricola".

"Le critiche sulle proposte di riforma della Pac da parte della commissione agricoltura del Parlamento Europeo trovano conferma e legittimazione nel parere espresso oggi dalla Corte dei Conti Ue sulla riforma della Pac", commenta Paolo De Castro (S&D), presidente della commissione agricoltura, secondo cui "leggendo gran parte dei contenuti del parere dei controllori della spesa europea, sembrava quasi di assistere a una delle tante sedute della Comagri sulla riforma della Pac".

De Castro porta come esempio i rilievi "sui rischi di complessità che comporterebbe applicare la definizione di agricoltore attivo proposta dall'Esecutivo Ue e la necessità di renderla più equilibrata nella sua dimensione e nelle modalità per applicarla".

Ma fa anche riferimento "alla mancanza di semplificazione e, in generale, alla scarsa ambizione della proposta. In particolare sul fronte ambientale, con un 'rinverdimento' (l'aiuto Ue per le misure ecologiche ndr) poco chiaro e non misurabile in termini di miglioramenti, e su quello economico, per non aver modulato la proposta sui risultati da raggiungere in termini di incremento della produttività e di crescita del reddito".

Sarà Michel Cretin, della Corte dei Conti Ue, a presentare il parere la prossima settimana alla commissione agricoltura del Parlamento europeo. Parere - conclude De Castro - "che ci dà forza e fiducia per presentare, già a giugno, le nostre proposte di riforma che punteranno dritte alla costruzione di una Pac del futuro semplice, flessibile, in grado di gestire le emergenze e le incertezze dei mercati e indirizzata agli agricoltori professionali".(ANSA).


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