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Nouvelle
(NOTIZIARIO AMBIENTE VALLE D'AOSTA)
01:00 - 22/02/2010

(ANSA) - AOSTA, 22 FEB - L'abete rosso è più sensibile all'innalzamento delle temperature, l'acero e la quercia resistono meglio alla siccità e il pino silvestre non regge gli stress idrici prolungati: è quanto emerge dall'osservazione delle foreste della Valle d'Aosta a opera dell'Agenzia regionale per l'Ambiente.
L'analisi delle variazioni interannuali del ciclo fenologico
- l'apertura delle gemme, l'espansione delle foglie, la
fioritura e la senescenza - ha assunto un posto di rilievo nelle attività di monitoraggio ambientale. L'Arpa si basa su una metodologia di indagine appositamente sviluppata che prevede un approccio multidisciplinare. Scienza, quella fenologica, che ha ricadute sulle politiche di gestione delle risorse forestali. Nella pianificazione dovranno essere presi in considerazione anche i fattori climatici per mantenere un buono stato di salute di boschi e vegetazione.
Altro capitolo è l'aumento negli ultimi 30 anni in Valle d'Aosta delle superfici boscate del 26,5%, passate dai 75.000 ettari del 1974 ai 106.000 del 2005 (dati dell'inventario forestale nazionale). Secondo il ricercatore Arpa, Edoardo Cremonese, "il fenomeno non è necessariamente legato a variazioni del clima". Aggiunge: Per quanto riguarda la Valle d'Aosta l'ampliamento delle zone boscate è legato al cambiamento dell'utilizzo del suolo. Con l'abbandono degli alpeggi di media montagna è iniziata la ricolonizzazione del suolo da parte di boscaglie".
Cremonese inoltre sottolinea come "l'argomento sia controverso e oggetto di discussione da parte dalla comunità scientifica soprattutto per quanto riguarda le Alpi". E' recente l'ipotesi che alla base dell'avanzare delle foreste ci sia il riscaldamento globale, che ha esteso la durata della stagione della crescita di oltre una settimana. (ANSA).
