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Valle d'Aosta Mercredi 25 février 2026
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10:16
Antigone, 'oltre 50% minori in più in cella, colpa del decreto Caivano'
'Per la prima volta gli istituti penali per minorenni sono sovraffollati' (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Il decreto Caivano ha comportato un aumento del 50% della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni (Ipm). La denuncia arriva dal rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia dal quale emerge che "per la prima volta gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento". Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, diventati 572 alla fine del 2025. Tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli Ipm è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un +30,9%. E gli ingressi in carcere sono aumentati di oltre il 10%. (ANSA). -
10:16
Antigone, '50 milioni in meno per l'accoglienza dei minori tra 3 anni'
'Quelli non accompagnati sono 17mila, 11mila senza posto' (ANSA) - ROMA, 25 FEB - "Nonostante dal primo gennaio 2023 il contributo destinato ai Comuni per ciascun minore straniero non accompagnato sia stato leggermente aumentato, le risorse restano gravemente insufficienti. Di fatto gli Enti locali si trovano a sopperire con fondi propri alle carenze del sistema accoglienza". E si prevede per i prossimi tre anni una riduzione di fondi dal governo "di circa 50 milioni". E' quanto emerge dall'ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana "Io non ti credo più". Inoltre, al 31 dicembre 2025, i posti disponibili nel sistema Sai (Sistema accoglienza integrazione) erano complessivamente 41.289, di cui 6.646 a disposizione dei minori stranieri non accompagnati. A fine 2025 questi erano circa 17mila. In calo rispetto al 2023 quando le presenze hanno raggiunto il picco di oltre 23mila. A non avere un posto - come riporta il dossier - sarebbero quindi circa 11mila minori stranieri non accompagnati. (ANSA). -
10:10
Testolin, 'politiche sociali rafforzate da una struttura per la casa'
Torrione: "Errore accorpare politiche sociali a dipartimento della sanità" (ANSA) - AOSTA, 25 FEB - "Da aprile il settore delle politiche sociali sarà rafforzato con l'incremento di una struttura dirigenziale di secondo livello dedicata alle politiche abitative, a supporto della struttura delle politiche sociali e della famiglia, migliorando la gestione dell'Unità di valutazione multidimensionale delle persone con disabilità e la collaborazione con la struttura invalidità civile e disabilità. Il Coordinatore unico garantisce la sinergia tra strutture sanitarie e sociali, favorendo la realizzazione della piena integrazione socio-sanitaria prevista dal Piano della salute e del benessere sociale approvato dal Consiglio nel 2023". Lo ha detto il presidente della Regione, Renzo Testolin, rispondendo in aula ad un'interrogazione di Avs sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale. "La riorganizzazione del territorio, le aggregazioni funzionali territoriali, la nuova rete dei servizi e i Punti unici di accesso - ha aggiunto Testolin - richiedono una stretta collaborazione tra operatori sanitari e sociali, per assicurare una presa in carico globale e integrata della persona. Infine, abbiamo organizzato momenti di condivisione con tutto il personale, perché il coinvolgimento di chi lavora sul campo è fondamentale per accompagnare la transizione verso il nuovo assetto, caratterizzato da un dipartimento unico, nuove strutture e professionalità dedicate". "Accorpare le politiche sociali al dipartimento della sanità e della salute, coordinate da un unico dirigente di primo livello - ha replicato Eugenio Torrione (Avs) - rappresenta un grave errore organizzativo. Il Coordinatore del dipartimento sanità ha già un carico di lavoro significativo, e aggiungere anche le politiche sociali rischia di sovraccaricarlo. Negli ultimi anni alcuni dirigenti delle politiche sociali hanno lasciato per l'eccessivo carico di lavoro. Occorre evitare che ciò accada anche con i dirigenti attuali. Purtroppo temo che questa modifica comporti ulteriori carichi di lavoro. Non condivido nemmeno la logica di integrare sanità e politiche sociali, perché temi complessi come la disabilità richiedono una visione basata sui diritti e sull'integrazione sociale, non sul sanitario". (ANSA). -
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