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Nouvelle
(NOTIZIARIO AMBIENTE VALLE D'AOSTA)
01:00 - 22/02/2010

(ANSA) - AOSTA, 22 FEB - Il progetto di cooperazione Alcotra sui rischi glaciali nelle Alpi occidentali, acronimo GlaRiskAlp, ha preso il via a Villa Cameron di Courmayeur dove, alla fine di gennaio, sotto la guida del capofila Fondazione Montagna Sicura, si sono riuniti i partner italo-francesi.
L'Arpa Valle d'Aosta, la Regione Piemonte, l'Università di Savoia e il laboratorio di glaciologia di Grenoble, oltre alla Fondazione, affronteranno a livello transfrontaliero le problematiche legate agli effetti dei cambiamenti climatici sugli ambienti d'alta quota, in particolare sulla stabilità delle aree glaciali e periglaciali e, quindi, sulle condizioni di assetto del territorio delle regioni alpine.
L'iniziativa prende le mosse dalla constatazione che "dalla metà degli anni Ottanta - come riportato nella relazione della Fondazione - i ghiacciai hanno subito una riduzione continua della loro superficie ed estensione". In Valle d'Aosta i ghiacciai, che occupano quasi il 5% del territorio (circa 135 chilometri quadrati nel 2005, secondo il catasto dei ghiacciai della Regione Autonoma Valle d'Aosta), dal 1975 al 1999 hanno fatto registrare un arretramento di circa 30 chilometri quadrati e di 18 chilometri quadrati dal 1999 al 2005.
"Tale estensione delle aree deglacializzate - secondo l'analisi della Fondazione - modifica profondamente le dinamiche geomorfologiche non solo in alta quota, ma anche sui versanti e sui fondovalle. Numerose attività antropiche e infrastrutture (turismo, edilizia, rifugi, itinerari escursionistici, impianti di risalita) sono quindi fortemente soggette alla dinamica glaciale attuale e recente, sia in alta quota che nelle valli".
Il partenariato nasce dall'esigenza di una pianificazione del territorio ragionata e di un miglioramento della gestione dei rischi in ambito alpino. A tale scopo GlaRiskAlp si articola in due tipologie di attività tecnica e scientifica: uno studio regionale riguardante le Alpi occidentali che consentirà di riconoscere le pericolosità potenziali nelle aree glacializzate e recentemente deglacializzate; diversi studi locali su siti pilota caratterizzati da situazioni di rischio riconosciute, per l'acquisizione di conoscenze approfondite sui processi generatori di rischio e il miglioramento dei metodi di misurazione e monitoraggio di tali processi. Fondazione Montagna sicura si occuperà dello studio delle dinamiche glaciali del seracco delle Grandes Jorasses e della valutazione della vulnerabilità di zone di recente deglacializzazione. (ANSA).
