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NO A PRIVATIZZAZIONI; GELMINI, LEGATI A CENTRI SOCIALI
18:36 - 17/11/2009

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Il movimento studentesco si è rimesso in moto. Lo ha fatto sabato scorso scendendo in piazza a fianco dei lavoratori durante la manifestazione organizzata dalla Cgil e ha fatto il bis oggi aderendo alla Giornata internazionale di mobilitazione studentesca che quest'anno ha avuto l'eloquente slogan "Education is not for sale".
Cortei si sono svolti nelle principali città: circa 200.000, secondo gli organizzatori, gli studenti che hanno risposto all'appello delle associazioni studentesche (Unione degli universitari, Unione degli studenti e Link universitari, Rete degli studenti medi) che hanno dato vita alla spezzone italiano della mobilitazione europea. Tensioni e disordini si sono registrati a Milano, dove il bilancio della giornata è stato di due arrestati e due indagati.
Ma i giovani che oggi hanno protestato, a parere del ministro dell'Istruzione, sono solo uno spicchio dell'ampio universo a cui appartengono. "I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali, non rappresentano certo - ha commentato Mariastella Gelmini - i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola non un luogo di indottrinamento ideologico ma un'istituzione che li prepari a un vero lavoro".
Uova sono state lanciate contro la sede regionale del ministero a Torino dove, alla partenza del corteo, i manifestanti hanno dedicato un lungo applauso a Vito Scafidi, lo studente morto lo scorso anno a Rivoli. Sempre a Torino è stato occupato il rettorato e tra i numerosi striscioni esposti uno ha suscitato indignazione: recitava "Riforma Gelmini: nove mesi per attuarla non facciamola nascere", ed è stato ritenuto da Giovane Italia offensivo nei confronti del ministro, in attesa di un bimbo.
A Firenze alcune centinaia di studenti e appartenenti a centri sociali hanno occupato per venti minuti alcuni binari ferroviari; la questura ha già fatto sapere che denuncerà per manifestazione non preavvisata i promotori del corteo che ha sfilato per le vie del centro.
Lanci di palloncini carichi d'acqua contro il portone d'ingresso chiuso della sede della Provincia a Napoli.
A Bari una delegazione di studenti è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale al quale sono state chieste notizie sull'iter della legge regionale per il diritto allo studio che prevede 50 milioni di investimenti.
A Roma gli studenti di scuole e accademie delle belle arti hanno sfilato con delle banane in mano per "chiedere l'annessione all'Africa dal momento che il nostro Paese non investe nei saperi, anzi taglia fondi e risorse"; il corteo si é concluso all'interno della città universitaria della Sapienza dove si è svolto un sit in davanti al rettorato per chiedere di non far pagare le tasse per il primo anno di laurea magistrale o specialistica agli studenti che saranno neolaureati alla 'triennale' nei primi mesi del prossimo anno.
A Palermo gli studenti medi dell'Onda hanno occupato la succursale dell'istituto magistrale Regina Margherita e hanno organizzato dibattiti, spettacoli e concerti contro la riforma Gelmini. Altri gruppi formati da universitari e studenti medi hanno occupato la sede dell'assessorato regionale alla Pubblica istruzione.
La protesta non si chiude, comunque, con oggi. Gli studenti hanno annunciato assemblee, autogestioni e occupazioni per i prossimi giorni nonché la loro adesione allo sciopero dell'intero settore della conoscenza che la Flc-Cgil ha in programma per l'11 dicembre. Chiedono più fondi per il diritto allo studio, edifici sicuri, lo slittamento della riforma della scuola secondaria e dicono 'no' a una riforma dell'università che - sostengono - "mira a trasformare scuole e università in luoghi di formazione sostanzialmente privati". (ANSA).
