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Nelle grandi città la quota sfiora il 70%
09:31 - 23/10/2026 


(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Nel 2026, solo il 36,6% dei negozi del commercio al dettaglio in Italia è di proprietà. In altri termini, poco più di un esercizio su tre è proprietario dell'immobile nel quale svolge la propria attività, mentre il restante 63,4% opera in locali in affitto. E' quanto emerge da un'analisi di Confcom. "Il dato - osserva la confederazione - evidenzia la limitata diffusione della proprietà immobiliare nel commercio al dettaglio e la conseguente esposizione della maggioranza degli esercizi ai costi di locazione e alle condizioni del mercato immobiliare". Il ricorso agli affitti risulta ancora più diffuso nelle principali realtà urbane, accentuando l'esposizione delle attività commerciali ai costi di locazione: nelle otto grandi città considerate — Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna e Firenze — la quota stimata di esercizi in affitto raggiunge, infatti, il 69,8%, dunque, meno di un negozio su tre in queste città (30,2%) è di proprietà, con una differenza di 6,4 punti percentuali rispetto al dato nazionale. A livello regionale emergono differenze significative. La quota stimata di negozi di proprietà varia dal 31,5% del Lazio al 46,5% della Basilicata, con uno scarto di 15 punti percentuali. Le percentuali più basse, dopo il Lazio, si registrano in Campania (33,2%), Liguria e Toscana (33,6%), mentre le quote più elevate, oltre alla Basilicata, si osservano in Calabria (44,9%) e Molise (43,4%). In nessuna delle regioni considerate, dunque, i negozi di proprietà raggiungono la metà del totale. (ANSA).




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