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Esperto: 'Fuorviante parlare di picco, abbiamo raggiunto un plateau'
14:44 - 03/08/2026

(ANSA) - ROMA, 03 AGO - L'ondata di calore attualmente in corso, già la quarta dell'estate 2026, non accenna ancora a placarsi: come dice all'ANSA Dino Zardi, professore ordinario di Fisica dell'atmosfera e del clima all'Università di Trento, la situazione non cambierà in maniera significativa prima della fine della settimana. Le prime a beneficiare di un abbassamento delle temperature saranno, però, le regioni del Nord, in particolare l'area alpina, mentre quelle del Sud dovranno attendere alcuni giorni. "A partire da venerdì 7 si intravede un primo lieve cedimento al Nord - afferma Zardi - con l'arrivo di aria più fresca che, interagendo con quella più calda, aumenterà la probabilità di rovesci e temporali, specie sulle Alpi. L'attenuazione del caldo si preannuncia, tuttavia, graduale e progressiva: al Sud inizierà solo dalla metà della prossima settimana". L'esperto sottolinea, inoltre, che è fuorviante parlare di un picco dell'attuale ondata, visto che le temperature si mantengono più o meno stabili da diversi giorni: "Non si può parlare di un picco vero e proprio - conferma Zardi - abbiamo quasi raggiunto un plateau, i cicli diurni di temperatura si ripetono grossomodo uguali quasi ogni giorno. Possiamo dire che, salvo eventuali fenomeni locali come temporali isolati, le temperature più alte della norma continueranno fino al 6 agosto, ossia finché l'anticiclone africano resiste". La quarta ondata di caldo ha preso il via durante gli ultimi giorni di luglio e le temperature massime hanno superato i 40 gradi in molte città italiane. La prolungata carenza di piogge sta mettendo a dura prova le infrastrutture idriche e la vegetazione, e la situazione non è destinata ad alleviarsi a breve. "A parte isolati eventi di precipitazione al Nord, in particolare in prossimità dei rilievi montuosi - conclude Zardi - al momento i modelli non mostrano l'arrivo di sistemi di precipitazione organizzati fino almeno alla metà del mese". Le conseguenze della siccità pesano molto anche sul rischio incendi, che trovano così condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione. (ANSA).
